Dettagli
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza12.23 KM
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Altitudine MIN1861.00 mt
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Dislivello +815 mt
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Parcheggio
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Paesaggio





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Int. storico





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Durata5h 30m
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Altitudine MAX2676.00 mt
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Dislivello --815 mt
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza12.23 KM
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Altitudine MIN1861.00 mt
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Altitudine MAX2676.00 mt
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Dislivello +815 mt
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Dislivello --815 mt
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Durata5h 30m
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Paesaggio





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Int. storico





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Parcheggio
Un luogo magico e dall’ambientazione lunare.
Ad accompagnarmi in questa esplorazione ci sono Enrico, Mattia e Vania.
Raggiungiamo il parcheggio degli impianti Col Verde, poco distante dal centro di San Martino di Castrozza. Acquistiamo i biglietti per percorrere entrambe le tratte (cabinovia prima e funivia poi), raggiungendo così in pochissimo tempo la stazione ai piedi della Cima Rosetta.
Per chi desiderasse compiere a piedi questo tragitto, io ed Enrico l’abbiamo percorso poche settimane fa (qui puoi trovare la relazione per la Cima Rosetta).
L’altopiano delle Pale di San Martino ci accoglie con un sole spettacolare e un cielo terso incredibile.
Seguiamo il sentiero CAI 701A per raggiungere il Rifugio Rosetta - Pedrotti e, da qui, deviamo in direzione Sud sulla traccia CAI 702 verso il vicino Passo di Val di Roda. In corrispondenza del passo si stacca un esile sentiero che porta in cima alla Croda di Roda. Noi, invece, proseguiamo in discesa a zig-zag su un'ampia via sassosa. Siamo di fatto su un segmento dell’Alta Via numero 2.
Scendiamo fino a quota 2300 metri circa, avvolgendo la base rocciosa della Croda di Roda. Raggiungiamo un pianoro dal quale vediamo la nostra prossima tappa: il Passo di Ball.
Proseguiamo sul sentiero, sempre in falsopiano, superando un impluvio in corrispondenza del Col della Fede dove dobbiamo appoggiare le mani sulla roccia per un facile e divertente scrambling.
Superiamo il bivio che scende precipitosamente verso San Martino di Castrozza, iniziando così la traccia CAI 715.
Continuiamo sempre in quota, adagiandoci ai piedi della Pala di San Martino con la sua inconfondibile colorazione dolomitica.
Giungiamo al punto più delicato dell’escursione: un sentiero attrezzato che si snoda dapprima su una bellissima cengia per poi proseguire in modo obliquo sulla costa rocciosa verso il Passo di Ball.
Per coloro che hanno poca esperienza o dimestichezza con i tratti attrezzati, consiglio di portare il kit da ferrata, anche se non ci sono particolari difficoltà tecniche. Il caschetto, in ogni caso, è fortemente raccomandato.
Il segmento attrezzato arriva fino a poco prima del passo, dove si apre una splendida vista sulla valle appena lasciata e sul mitico bastione della Cima Canali davanti a noi, con il Rifugio Pradidali ai suoi piedi. Scendiamo sempre sulla traccia 715 in direzione del rifugio: in circa 15 minuti lo raggiungiamo e ammiriamo il fantastico panorama che spazia sulla Val Pradidali sottostante, fino a intersecare la più famosa Val Canali.
Ci gustiamo un meritato pasto per poi proseguire, sempre sull’Alta Via numero 2, intraprendendo il sentiero CAI 709. Fin da subito notiamo lo splendido Lago Pradidali proprio adiacente al rifugio: un insieme di colori azzurri che assomiglia al Coccolino!
Proseguiamo su un ghiaione mai faticoso fino a quota 2400 metri, dove ci attendono alcune facili roccette e tratti a zig-zag con una pendenza più accentuata. Sbuchiamo su un ampio pianoro sassoso dal quale possiamo ammirare alla nostra destra il Passo della Fradusta, mentre dalla parte opposta ci aspetta la nostra meta.
A quota 2525 metri circa, infatti, prendiamo il sentiero verso Nord-Ovest dove, dopo poco meno di 150 metri di dislivello, raggiungiamo il Passo di Pradidali Basso a quota 2658 metri.
È il punto più alto di giornata, con uno splendido panorama sul suolo lunare dell’Altopiano delle Pale di San Martino in direzione Nord. Volgendo lo sguardo a Sud-Est da dove ci troviamo, invece, vediamo ciò che rimane di una macchia bianco-nerastra: il Ghiacciaio della Fradusta. Un’immagine che stringe il cuore… il più chiaro ammonimento del cambiamento climatico!
Proseguiamo ora in direzione Ovest aggirando la Cima Tomè in leggera discesa, per poi rimanere in quota costeggiando la Cima delle Scarpe. Qui bisogna prestare particolare attenzione ad un tratto roccioso, a tratti liscio, che richiede passo fermo; in alternativa, è possibile anche aiutarsi con le mani per garantire una progressione sicura.
Stiamo attraversando interamente l’altopiano lunare. Sembra di essere davvero su un altro pianeta. Davanti a noi, sullo sfondo, svettano le guglie e la salita vertiginosa della Valle dei Cantoni che porta al Passo del Travignolo e alla vicina Cima della Vezzana, che domina su tutto il comprensorio.
Procediamo senza difficoltà in una piacevole passeggiata tra rocce, ghiaia e segnavia CAI. Incrociamo il sentiero CAI 707 che in breve ci riporta al Rifugio Rosetta - Pedrotti, concludendo così il nostro anello.
Riprendiamo gli impianti per tornare comodamente al parcheggio di Col Verde.
Si conclude così questa bellissima esplorazione, adatta a escursionisti mediamente allenati considerati gli 800 metri di dislivello positivo. Anche la lunghezza di oltre 12 km deve essere sostenuta tra facili progressioni ghiaiose alternate a tratti attrezzati e semplici roccette. Un’avventura completa che permette di scoprire l’Altopiano delle Pale di San Martino tra il suolo lunare, la dolomia originale, il Rifugio Rosetta e il Rifugio Pradidali, che attendono gli escursionisti per delle ottime pause ristoratrici.
Eccoci nuovamente, a distanza di qualche settimana, sulle Pale di San Martino.
Un luogo magico e dall’ambientazione lunare.
Ad accompagnarmi in questa esplorazione ci sono Enrico, Mattia e Vania.
Raggiungiamo il parcheggio degli impianti Col Verde, poco distante dal centro di San Martino di Castrozza. Acquistiamo i biglietti per percorrere entrambe le tratte (cabinovia prima e funivia poi), raggiungendo così in pochissimo tempo la stazione ai piedi della Cima Rosetta.
Per chi desiderasse compiere a piedi questo tragitto, io ed Enrico l’abbiamo percorso poche settimane fa (qui puoi trovare la relazione per la Cima Rosetta).
L’altopiano delle Pale di San Martino ci accoglie con un sole spettacolare e un cielo terso incredibile.
Seguiamo il sentiero CAI 701A per raggiungere il Rifugio Rosetta - Pedrotti e, da qui, deviamo in direzione Sud sulla traccia CAI 702 verso il vicino Passo di Val di Roda. In corrispondenza del passo si stacca un esile sentiero che porta in cima alla Croda di Roda. Noi, invece, proseguiamo in discesa a zig-zag su un'ampia via sassosa. Siamo di fatto su un segmento dell’Alta Via numero 2.
Scendiamo fino a quota 2300 metri circa, avvolgendo la base rocciosa della Croda di Roda. Raggiungiamo un pianoro dal quale vediamo la nostra prossima tappa: il Passo di Ball.
Proseguiamo sul sentiero, sempre in falsopiano, superando un impluvio in corrispondenza del Col della Fede dove dobbiamo appoggiare le mani sulla roccia per un facile e divertente scrambling.
Superiamo il bivio che scende precipitosamente verso San Martino di Castrozza, iniziando così la traccia CAI 715.
Continuiamo sempre in quota, adagiandoci ai piedi della Pala di San Martino con la sua inconfondibile colorazione dolomitica.
Giungiamo al punto più delicato dell’escursione: un sentiero attrezzato che si snoda dapprima su una bellissima cengia per poi proseguire in modo obliquo sulla costa rocciosa verso il Passo di Ball.
Per coloro che hanno poca esperienza o dimestichezza con i tratti attrezzati, consiglio di portare il kit da ferrata, anche se non ci sono particolari difficoltà tecniche. Il caschetto, in ogni caso, è fortemente raccomandato.
Il segmento attrezzato arriva fino a poco prima del passo, dove si apre una splendida vista sulla valle appena lasciata e sul mitico bastione della Cima Canali davanti a noi, con il Rifugio Pradidali ai suoi piedi.
Data
20-09-2026
Distanza
12.23 KM
Tipo escursione
Escursione
Dislivello
815 mt
- Montagna
Pale di San Martino
- Indirizzo
San Martino di Castrozza - Trentino
- Altitudine
2676.00 m
- Rifugi
Rifugio Rosetta, Rifugio Pradidali
- Informazioni
Scendiamo sempre sulla traccia 715 in direzione del rifugio: in circa 15 minuti lo raggiungiamo e ammiriamo il fantastico panorama che spazia sulla Val Pradidali sottostante, fino a intersecare la più famosa Val Canali.
Ci gustiamo un meritato pasto per poi proseguire, sempre sull’Alta Via numero 2, intraprendendo il sentiero CAI 709. Fin da subito notiamo lo splendido Lago Pradidali proprio adiacente al rifugio: un insieme di colori azzurri che assomiglia al Coccolino!
Proseguiamo su un ghiaione mai faticoso fino a quota 2400 metri, dove ci attendono alcune facili roccette e tratti a zig-zag con una pendenza più accentuata. Sbuchiamo su un ampio pianoro sassoso dal quale possiamo ammirare alla nostra destra il Passo della Fradusta, mentre dalla parte opposta ci aspetta la nostra meta.
A quota 2525 metri circa, infatti, prendiamo il sentiero verso Nord-Ovest dove, dopo poco meno di 150 metri di dislivello, raggiungiamo il Passo di Pradidali Basso a quota 2658 metri.
È il punto più alto di giornata, con uno splendido panorama sul suolo lunare dell’Altopiano delle Pale di San Martino in direzione Nord. Volgendo lo sguardo a Sud-Est da dove ci troviamo, invece, vediamo ciò che rimane di una macchia bianco-nerastra: il Ghiacciaio della Fradusta. Un’immagine che stringe il cuore… il più chiaro ammonimento del cambiamento climatico!
Proseguiamo ora in direzione Ovest aggirando la Cima Tomè in leggera discesa, per poi rimanere in quota costeggiando la Cima delle Scarpe. Qui bisogna prestare particolare attenzione ad un tratto roccioso, a tratti liscio, che richiede passo fermo; in alternativa, è possibile anche aiutarsi con le mani per garantire una progressione sicura.
Stiamo attraversando interamente l’altopiano lunare. Sembra di essere davvero su un altro pianeta. Davanti a noi, sullo sfondo, svettano le guglie e la salita vertiginosa della Valle dei Cantoni che porta al Passo del Travignolo e alla vicina Cima della Vezzana, che domina su tutto il comprensorio.
Procediamo senza difficoltà in una piacevole passeggiata tra rocce, ghiaia e segnavia CAI. Incrociamo il sentiero CAI 707 che in breve ci riporta al Rifugio Rosetta - Pedrotti, concludendo così il nostro anello.
Riprendiamo gli impianti per tornare comodamente al parcheggio di Col Verde.
Si conclude così questa bellissima esplorazione, adatta a escursionisti mediamente allenati considerati gli 800 metri di dislivello positivo. Anche la lunghezza di oltre 12 km deve essere sostenuta tra facili progressioni ghiaiose alternate a tratti attrezzati e semplici roccette. Un’avventura completa che permette di scoprire l’Altopiano delle Pale di San Martino tra il suolo lunare, la dolomia originale, il Rifugio Rosetta e il Rifugio Pradidali, che attendono gli escursionisti per delle ottime pause ristoratrici.
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DifficoltàEscursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora. |