Cima Rosetta: l'escursione sul panorama lunare delle Pale di San Martino

A piedi o in funivia: guida completa per raggiungere i 2743 metri del balcone su San Martino di Castrozza

Dettagli

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    16.03 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1462.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    1281 mt

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

  • landscape Paesaggio

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  • historical interest Int. storico

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  • duration Durata

    5h 30m

  • altitude_max Altitudine MAX

    2743.00 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -1281 mt

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    16.03 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1462.00 mt

  • altitude_max Altitudine MAX

    2743.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    1281 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -1281 mt

  • duration Durata

    5h 30m

  • landscape Paesaggio

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Stagione

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Sentieri

Nuova avventura nel comprensorio delle Pale di San Martino di Castrozza! L’obiettivo di oggi è l’inconfondibile sperone roccioso visibile già dal paese trentino: la Cima Rosetta. Ad accompagnarmi nell’ascesa odierna il compagno di merende Enrico, pronto a questa camminata senza ausili meccanici. L’escursione infatti può avere due soluzioni di percorrenza con differenti difficoltà:
- Soluzione turistica (T): grazie all’aiuto degli impianti di risalita Col Verde, è possibile parcheggiare comodamente la macchina in centro a San Martino di Castrozza. Con i due tronconi, il primo con ovovia e il secondo con cabinovia, è possibile raggiungere la base della Rosetta a quota 2625 metri e di fatto effettuare solamente gli ultimi 120 metri di dislivello per raggiungere la vetta. Per questo motivo la suddetta soluzione è adatta a tutti e non richiede pressoché alcuna preparazione fisica. Il percorso dalla stazione di arrivo della cabinovia fino alla vetta è una comoda passeggiata, certo in costante salita (siamo pur sempre in montagna!) ma agevole. Praticamente una strada sterrata molto ampia che compie dei zig-zag accompagnati da enormi ometti (installati ovviamente per bellezza) fino a raggiungere l’esile cima. La parte finale vede il sentiero che si interrompe alla base di rocce inclinate sulle quali è visibile l’ex croce di vetta ora stesa al suolo. Per coloro che scelgono questa alternativa, consiglio di non andare oltre la croce per non azzardare avanzamenti pericolosi sulle rocce inclinate e, in certi tratti, lisce che portano al limite superiore dello strapiombo. Se non avete vertigini e passo sicuro, allora avventuratevi anche su questi ultimi e caratteristici metri finali.
- Soluzione escursionistica (E): è l’alternativa che abbiamo intrapreso e che sarà il cuore di questa relazione. Non ci sono difficoltà tecniche ma un dislivello complessivo di circa 1300 metri che deve essere percorso con buon allenamento. La presenza di un tratto attrezzato, anche se semplice, è comunque da tenere in considerazione per coloro che non hanno esperienza di montagna.
Dopo questa doverosa introduzione, che avrà già scremato molti lettori, procediamo alla relazione completa dell’avventura. Raggiungiamo San Martino di Castrozza e il parcheggio degli impianti di risalita di Col Verde. In corrispondenza del parcheggio inizia la traccia CAI 701 che sale esattamente sotto alla cabinovia. Alla prima grande curva, bisogna tenere la destra e seguire la traccia sterrata fino a quota 1750 metri, dove è presente la deviazione CAI 725 che entra nel bosco con chiare indicazioni per Malga Pala.
Intraprendiamo questa variante per scoprire questo agriturismo. La scelta si rivela fin da subito azzeccata, con un sentiero molto bello e caratteristico che si destreggia nel sottobosco e in cui sono presenti moltissime piante di lamponi! In breve raggiungiamo la bellissima Malga Pala immersa nel verde tra i pascoli e le pareti a strapiombo del Cimon della Pala che incombe. Una pausa al ritorno sarà d’obbligo; ora continuiamo verso l’arrivo del primo troncone della funivia Col Verde che raggiungiamo attraverso un comodo sentiero in falsopiano.
Siamo a quota 1965 metri e riprendiamo la traccia 701 che sale ripidamente con stretti zig-zag in direzione della cima di giornata che vediamo sempre dinnanzi a noi. Arrivati a quota 2125 metri circa, una lingua di terra si stacca dal sentiero principale per giungere ad uno sperone panoramico su San Martino di Castrozza e le vette del Tognola alle spalle. Si prosegue sempre in salita, mai così faticosa, fino al bivio con il sentiero CAI 712.
Da qui la progressione diventa leggermente più tecnica con un breve passaggio tra rocce su cui serve appoggiare in qualche caso le mani per superare due impluvi che risultano asciutti. Arriviamo al tratto più tecnico della salita: un passaggio attrezzato in cui è presente un cavo metallico che funge da corrimano per dare sicurezza durante l’avanzamento. Qui si è dinnanzi ad un'ampia cengia che non presenta difficoltà, e il cavo metallico è solo un aiuto per chi dovesse patire l’esposizione percepita. Non si è di fronte a passaggi difficili e pericolosi; come sempre in montagna bisogna essere concentrati sui propri passi e procedere in modo ordinato e tranquillo. Si aggira così un costone roccioso e si sale sopra di esso per procedere praticamente sulla dorsale. Le barriere metalliche sono presenti nelle curve e nei tratti in cui il sentiero risulta più esile ma, anche qui, non c’è alcun pericolo e ci si può godere la salita in modo sereno, con il panorama che si apre sempre di più sulla valle sottostante e sul Cimon della Pala che si tinge sempre di più delle classiche colorazioni dolomitiche. Continuiamo l'ascesa ora su un sentiero divenuto completamente sassoso che si inerpica al cospetto dell’ultimo pilone della funivia. La traccia è estremamente evidente e caratterizzata da pietre che ne delimitano i confini, come a tracciare una corsia.
Dopo circa 2h e 30m raggiungiamo il Passo Rosetta a quota 2567 metri. Davanti a noi l’omonimo rifugio Rosetta (Pedrotti) e alla nostra destra l’apice montuoso che dobbiamo salire. Poco meno di 200 metri di dislivello ci separano dalla vetta, ma la semplicità di questo panettone da scalare è scandita da una miriade di macchie nere che puntano la via... Una processione incredibile che dall’arrivo della funivia procede in modo ordinato verso la cima.
Puntiamo subito alla vetta, seguendo la lunga fila di persone che si unisce a coloro che giungono in funivia, aumentando il flusso verso la punta della Rosetta. Il sentiero è praticamente un’autostrada fino a quota 2740 metri, dove si arriva alla cresta sommitale. La croce di vetta è appoggiata sulle aste inclinate che determinano lo sperone della cima. I più arditi possono arrivare fino all’apice della cresta a quota 2743 metri dove si ammira uno splendido panorama a 360 gradi: la valle di San Martino di Castrozza sottostante, Fiera di Primiero contornata dalle splendide vette feltrine e dall’inconfondibile Monte Pavione. Spostando lo sguardo di fronte a noi spicca il comprensorio del Tognola, il Colbricon e la Cima Cavallazza, per poi passare al Passo Rolle e alle vette del Catenaccio sullo sfondo. Tornando nelle immediate vicinanze svetta il mitico Cimon della Pala, fedele compagno di salita, e il deserto lunare dell’altipiano delle Pale di San Martino che permette di scrutare sullo sfondo le vette dolomitiche: dalle Tofane al Cristallo, passando per il Sorapiss, fino al Civetta e all’Antelao. Il cerchio si chiude con la Pala di San Martino e la Cima Val di Roda che svettano dinnanzi a noi.
A circa 3h dalla partenza raggiungiamo l’apice di giornata e ci godiamo il paesaggio. Torniamo sui nostri passi e, giunti nuovamente al Passo Rosetta, procediamo in pochi minuti per ammirare il grande rifugio Rosetta - Pedrotti. Il meteo continua a migliorare e ora abbiamo sopra di noi un cielo terso eccezionale. Ripercorriamo a ritroso lo stesso sentiero dell’andata, che non varia di difficoltà in discesa.
Come previsto, ci godiamo una bella birra fresca e ristoratrice alla Malga Pala, dove cortesia e serenità sono il biglietto da visita di questo splendido rifugio che di fatto è anche agriturismo. Scendiamo a valle e raggiungiamo il parcheggio degli impianti Col Verde.
Termina così questa splendida ascesa a una delle vette più caratteristiche di San Martino di Castrozza. Se vogliamo, è la più semplice e accessibile da tutti grazie agli impianti di risalita. Per la soluzione escursionistica il tempo totale dell’avventura è di 5h e 30m, pause incluse.
Un’escursione che consiglio davvero a tutti, viste le diverse possibilità per raggiungerla e per godere di un luogo unico delle Dolomiti!

Nuova avventura nel comprensorio delle Pale di San Martino di Castrozza! L’obiettivo di oggi è l’inconfondibile sperone roccioso visibile già dal paese trentino: la Cima Rosetta. Ad accompagnarmi nell’ascesa odierna il compagno di merende Enrico, pronto a questa camminata senza ausili meccanici. L’escursione infatti può avere due soluzioni di percorrenza con differenti difficoltà:
- Soluzione turistica (T): grazie all’aiuto degli impianti di risalita Col Verde, è possibile parcheggiare comodamente la macchina in centro a San Martino di Castrozza. Con i due tronconi, il primo con ovovia e il secondo con cabinovia, è possibile raggiungere la base della Rosetta a quota 2625 metri e di fatto effettuare solamente gli ultimi 120 metri di dislivello per raggiungere la vetta. Per questo motivo la suddetta soluzione è adatta a tutti e non richiede pressoché alcuna preparazione fisica. Il percorso dalla stazione di arrivo della cabinovia fino alla vetta è una comoda passeggiata, certo in costante salita (siamo pur sempre in montagna!) ma agevole. Praticamente una strada sterrata molto ampia che compie dei zig-zag accompagnati da enormi ometti (installati ovviamente per bellezza) fino a raggiungere l’esile cima. La parte finale vede il sentiero che si interrompe alla base di rocce inclinate sulle quali è visibile l’ex croce di vetta ora stesa al suolo. Per coloro che scelgono questa alternativa, consiglio di non andare oltre la croce per non azzardare avanzamenti pericolosi sulle rocce inclinate e, in certi tratti, lisce che portano al limite superiore dello strapiombo. Se non avete vertigini e passo sicuro, allora avventuratevi anche su questi ultimi e caratteristici metri finali.
- Soluzione escursionistica (E): è l’alternativa che abbiamo intrapreso e che sarà il cuore di questa relazione. Non ci sono difficoltà tecniche ma un dislivello complessivo di circa 1300 metri che deve essere percorso con buon allenamento. La presenza di un tratto attrezzato, anche se semplice, è comunque da tenere in considerazione per coloro che non hanno esperienza di montagna.
Dopo questa doverosa introduzione, che avrà già scremato molti lettori, procediamo alla relazione completa dell’avventura. Raggiungiamo San Martino di Castrozza e il parcheggio degli impianti di risalita di Col Verde. In corrispondenza del parcheggio inizia la traccia CAI 701 che sale esattamente sotto alla cabinovia. Alla prima grande curva, bisogna tenere la destra e seguire la traccia sterrata fino a quota 1750 metri, dove è presente la deviazione CAI 725 che entra nel bosco con chiare indicazioni per Malga Pala.
Intraprendiamo questa variante per scoprire questo agriturismo. La scelta si rivela fin da subito azzeccata, con un sentiero molto bello e caratteristico che si destreggia nel sottobosco e in cui sono presenti moltissime piante di lamponi! In breve raggiungiamo la bellissima Malga Pala immersa nel verde tra i pascoli e le pareti a strapiombo del Cimon della Pala che incombe. Una pausa al ritorno sarà d’obbligo; ora continuiamo verso l’arrivo del primo troncone della funivia Col Verde che raggiungiamo attraverso un comodo sentiero in falsopiano.
Siamo a quota 1965 metri e riprendiamo la traccia 701 che sale ripidamente con stretti zig-zag in direzione della cima di giornata che vediamo sempre dinnanzi a noi. Arrivati a quota 2125 metri circa, una lingua di terra si stacca dal sentiero principale per giungere ad uno sperone panoramico su San Martino di Castrozza e le vette del Tognola alle spalle. Si prosegue sempre in salita, mai così faticosa, fino al bivio con il sentiero CAI 712.
Da qui la progressione diventa leggermente più tecnica con un breve passaggio tra rocce su cui serve appoggiare in qualche caso le mani per superare due impluvi che risultano asciutti. Arriviamo al tratto più tecnico della salita: un passaggio attrezzato in cui è presente un cavo metallico che funge da corrimano per dare sicurezza durante l’avanzamento. Qui si è dinnanzi ad un'ampia cengia che non presenta difficoltà, e il cavo metallico è solo un aiuto per chi dovesse patire l’esposizione percepita. Non si è di fronte a passaggi difficili e pericolosi; come sempre in montagna bisogna essere concentrati sui propri passi e procedere in modo ordinato e tranquillo. Si aggira così un costone roccioso e si sale sopra di esso per procedere praticamente sulla dorsale. Le barriere metalliche sono presenti nelle curve e nei tratti in cui il sentiero risulta più esile ma, anche qui, non c’è alcun pericolo e ci si può godere la salita in modo sereno, con il panorama che si apre sempre di più sulla valle sottostante e sul Cimon della Pala che si tinge sempre di più delle classiche colorazioni dolomitiche.



Data

18-08-2026

Distanza

16.03 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

1281 mt

  • Montagna

    Cima Rosetta

  • Indirizzo

    San Martino di Castrozza, Trentino

  • Altitudine

    2743.00 m

  • Rifugi

    Malga Pala, rifugio Rosetta Pedrotti

  • Informazioni

    Malga Pala, Rifugio Rosetta Pedrotti

Continuiamo l'ascesa ora su un sentiero divenuto completamente sassoso che si inerpica al cospetto dell’ultimo pilone della funivia. La traccia è estremamente evidente e caratterizzata da pietre che ne delimitano i confini, come a tracciare una corsia.
Dopo circa 2h e 30m raggiungiamo il Passo Rosetta a quota 2567 metri. Davanti a noi l’omonimo rifugio Rosetta (Pedrotti) e alla nostra destra l’apice montuoso che dobbiamo salire. Poco meno di 200 metri di dislivello ci separano dalla vetta, ma la semplicità di questo panettone da scalare è scandita da una miriade di macchie nere che puntano la via... Una processione incredibile che dall’arrivo della funivia procede in modo ordinato verso la cima.
Puntiamo subito alla vetta, seguendo la lunga fila di persone che si unisce a coloro che giungono in funivia, aumentando il flusso verso la punta della Rosetta. Il sentiero è praticamente un’autostrada fino a quota 2740 metri, dove si arriva alla cresta sommitale. La croce di vetta è appoggiata sulle aste inclinate che determinano lo sperone della cima. I più arditi possono arrivare fino all’apice della cresta a quota 2743 metri dove si ammira uno splendido panorama a 360 gradi: la valle di San Martino di Castrozza sottostante, Fiera di Primiero contornata dalle splendide vette feltrine e dall’inconfondibile Monte Pavione. Spostando lo sguardo di fronte a noi spicca il comprensorio del Tognola, il Colbricon e la Cima Cavallazza, per poi passare al Passo Rolle e alle vette del Catenaccio sullo sfondo. Tornando nelle immediate vicinanze svetta il mitico Cimon della Pala, fedele compagno di salita, e il deserto lunare dell’altipiano delle Pale di San Martino che permette di scrutare sullo sfondo le vette dolomitiche: dalle Tofane al Cristallo, passando per il Sorapiss, fino al Civetta e all’Antelao. Il cerchio si chiude con la Pala di San Martino e la Cima Val di Roda che svettano dinnanzi a noi.
A circa 3h dalla partenza raggiungiamo l’apice di giornata e ci godiamo il paesaggio. Torniamo sui nostri passi e, giunti nuovamente al Passo Rosetta, procediamo in pochi minuti per ammirare il grande rifugio Rosetta - Pedrotti. Il meteo continua a migliorare e ora abbiamo sopra di noi un cielo terso eccezionale. Ripercorriamo a ritroso lo stesso sentiero dell’andata, che non varia di difficoltà in discesa.
Come previsto, ci godiamo una bella birra fresca e ristoratrice alla Malga Pala, dove cortesia e serenità sono il biglietto da visita di questo splendido rifugio che di fatto è anche agriturismo. Scendiamo a valle e raggiungiamo il parcheggio degli impianti Col Verde.
Termina così questa splendida ascesa a una delle vette più caratteristiche di San Martino di Castrozza. Se vogliamo, è la più semplice e accessibile da tutti grazie agli impianti di risalita. Per la soluzione escursionistica il tempo totale dell’avventura è di 5h e 30m, pause incluse.
Un’escursione che consiglio davvero a tutti, viste le diverse possibilità per raggiungerla e per godere di un luogo unico delle Dolomiti!



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Difficoltà

Escursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.



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