Dettagli
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza8.78 KM
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Altitudine MIN665.00 mt
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Dislivello +1127 mt
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Parcheggio
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Paesaggio





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Int. storico





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Durata5h 30m
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Altitudine MAX1792.00 mt
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Dislivello --1127 mt
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza8.78 KM
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Altitudine MIN665.00 mt
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Altitudine MAX1792.00 mt
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Dislivello +1127 mt
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Dislivello --1127 mt
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Durata5h 30m
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Paesaggio





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Int. storico





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Parcheggio
L’obiettivo di oggi è il Monte Cornetto o, nella lingua di Erto, Al Zimat. Una cima di 1792 metri che si scorge già dalla strada statale passando per l’abitato di Erto, quasi a raggiungere il passo Sant’Osvaldo.
La giornata è pungente: l’inversione termica crea una spessa nebbia sul lago Vajont, mentre il sole fa capolino illuminando il monte Toc ed Erto, arroccata sulle pendici della montagna. Raggiungiamo il parcheggio a bordo strada presso Ponte Tuara, dove è possibile ammirare una splendida cartolina su Erto e il lago Vajont con l’inconfondibile Toc, nonché il congiungimento dei torrenti Tuara e Vajont.
La gola da dove si parte è freddissima, non vede quasi mai il sole. Ci prepariamo un po’ più pesanti del solito e cominciamo l’escursione salendo una caratteristica scala in muratura poco distante dal parcheggio.
Mi preme riportare la precisa indicazione che A. Berti inserisce nella sua preziosa guida del CAI “Dolomiti Orientali - Volume II”, relativamente al monte Cornetto: “Lungo crestone terminale della dorsale del Monte Frugna, costituente la sponda orient. della grandiosa orrida spaccatura nella quale la v. Vaiont, sopra la svasatura di Erto, si inabissa fra pareti alte un migliaio di metri. Interessantissima costituzione geologica (v. Generalità). Nella parte più settentr. il monte declina meno ripidam. inflettendosi a SO verso la confluenza dei torrenti Vaiont e Túara con la boscosa pendice della Costa di Zerenton.”
Superata la scaletta, raggiungiamo in breve la cappella di S. Antonio in Therenton dalla quale vediamo una biforcazione. A destra si procede su un vecchio sentiero CAI, ora dismesso, che assieme a Diego qualche anno fa ci ha permesso di esplorare la selvaggia Val Vajont (lascio qui il link all’articolo del blog per chi volesse rivivere questa splendida escursione). A sinistra, invece, l’indicazione del sentiero CAI 903 ci inoltra nel bosco con destinazione la vetta del Cornet.
La salita è fin da subito ripida, aspra, e ci permette di guadagnare rapidamente dislivello. Procediamo di fatto sulla Costa di Zerenton (o Therenton): a sinistra abbiamo la Val della Tuara e a destra si precipita nella Val Vajont. La salita è costante e l’ambiente cambia, attraversando faggete con un tappeto di foglie viscide a cui stare attenti, passando per facili roccette nel tratto centrale, fino al culmine che porta alla sella boscosa della Roppa (o Le Rope).
Raggiungiamo così, in circa 1h e 30m, questo falsopiano che ci fa riprendere fiato prima di immergerci nuovamente in un bosco di abeti e faggi imponenti, così fitti da sembrare notte, dove la luce fatica ad entrare ma regala ombre e bagliori molto caratteristici. Qui riprende la ripida salita e, a quota 1500 metri circa, compare la prima neve. Dura e compatta, fortunatamente non ci rallenta nell’ascesa. Nota: Prestare comunque attenzione ad alcuni punti dove l’esile sentiero costeggia delle dorsali che precipitano per diversi metri. La presenza di ghiaccio potrebbe complicare l’avanzata. A circa 2h e 30m dalla partenza usciamo dal bosco e ammiriamo davanti a noi lo splendido spiazzo della Casera Cornet a quota 1629 metri. Un pianoro che ci permette di godere di una splendida vista sulle vette friulane che ci circondano. Tra tutte, inconfondibili, il Duranno e la Cima dei Preti.
La casera è veramente calda e accogliente, dotata di una bellissima stufa e, addirittura, dell’elettricità! Sul sentiero è presente anche una piccola area dove, creanza permettendo, si trova del legname da portare in Casera pronto per l’utilizzo.
Dalla Casera alla cima la distanza è veramente minima. Si aggira di fatto la dorsale sommitale del Cornetto fino ad arrivare sul Pian Grant, oggi completamente ricoperto da abbondante neve. Lo si attraversa brevemente per poi puntare verso Ovest, dritti per dritti, alla vetta. L’esposizione della dorsale permette l’avanzamento su loppe erbose sgombre da neve.
In circa 3 ore dalla partenza, eccoci sulla cima isolata e super panoramica del Monte Cornetto!
La vista spazia a 360 gradi partendo dai massicci del Duranno e la Cima dei Preti, passando per il monte Borgà e il monte Piave. Sullo sfondo possiamo intravedere le Dolomiti con le Pale di San Martino, tornando più vicino con la Schiara e ancor di più al monte Toc, triste ricordo per la tragedia della diga del Vajont. Lo sguardo passa poi per l’imponente Col Nudo che si staglia imperioso davanti a noi, fino a perdersi tra le Dolomiti Friulane meno blasonate e infine sulle vette della Val Cimoliana.
Ci godiamo gli ultimi raggi di sole in cima e successivamente alla casera, prima di scendere per la stessa via di salita, sempre su traccia CAI 903.
L’escursione non ha tratti tecnicamente difficili ed è considerabile come livello E (escursionistico). Da tenere in considerazione però il tratto iniziale molto ripido che “taglia le gambe” a coloro che non sono pronti a questo tipo di sentieri. Il dislivello positivo complessivo è di oltre 1100 metri, quindi attenzione alla preparazione fisica che non deve essere sottovalutata. La Casera Cornet può essere utilizzata come bivacco per procedere poi nella Val Vajont verso la Casera Feròn. L’avventura che porta alla vetta del Cornetto ripaga tutta la fatica: un luogo poco battuto che permette di immergersi nel silenzio del bosco e godere dei suoni della natura.
Nuova avventura nella zona del Vajont, assieme ai compagni di merende Enrico e Alessandro.
L’obiettivo di oggi è il Monte Cornetto o, nella lingua di Erto, Al Zimat. Una cima di 1792 metri che si scorge già dalla strada statale passando per l’abitato di Erto, quasi a raggiungere il passo Sant’Osvaldo.
La giornata è pungente: l’inversione termica crea una spessa nebbia sul lago Vajont, mentre il sole fa capolino illuminando il monte Toc ed Erto, arroccata sulle pendici della montagna. Raggiungiamo il parcheggio a bordo strada presso Ponte Tuara, dove è possibile ammirare una splendida cartolina su Erto e il lago Vajont con l’inconfondibile Toc, nonché il congiungimento dei torrenti Tuara e Vajont.
La gola da dove si parte è freddissima, non vede quasi mai il sole. Ci prepariamo un po’ più pesanti del solito e cominciamo l’escursione salendo una caratteristica scala in muratura poco distante dal parcheggio.
Mi preme riportare la precisa indicazione che A. Berti inserisce nella sua preziosa guida del CAI “Dolomiti Orientali - Volume II”, relativamente al monte Cornetto: “Lungo crestone terminale della dorsale del Monte Frugna, costituente la sponda orient. della grandiosa orrida spaccatura nella quale la v. Vaiont, sopra la svasatura di Erto, si inabissa fra pareti alte un migliaio di metri. Interessantissima costituzione geologica (v. Generalità). Nella parte più settentr. il monte declina meno ripidam. inflettendosi a SO verso la confluenza dei torrenti Vaiont e Túara con la boscosa pendice della Costa di Zerenton.”
Superata la scaletta, raggiungiamo in breve la cappella di S. Antonio in Therenton dalla quale vediamo una biforcazione. A destra si procede su un vecchio sentiero CAI, ora dismesso, che assieme a Diego qualche anno fa ci ha permesso di esplorare la selvaggia Val Vajont (lascio qui il link all’articolo del blog per chi volesse rivivere questa splendida escursione). A sinistra, invece, l’indicazione del sentiero CAI 903 ci inoltra nel bosco con destinazione la vetta del Cornet.
La salita è fin da subito ripida, aspra, e ci permette di guadagnare rapidamente dislivello. Procediamo di fatto sulla Costa di Zerenton (o Therenton): a sinistra abbiamo la Val della Tuara e a destra si precipita nella Val Vajont. La salita è costante e l’ambiente cambia, attraversando faggete con un tappeto di foglie viscide a cui stare attenti, passando per facili roccette nel tratto centrale, fino al culmine che porta alla sella boscosa della Roppa (o Le Rope).
Raggiungiamo così, in circa 1h e 30m, questo falsopiano che ci fa riprendere fiato prima di immergerci nuovamente in un bosco di abeti e faggi imponenti, così fitti da sembrare notte, dove la luce fatica ad entrare ma regala ombre e bagliori molto caratteristici. Qui riprende la ripida salita e, a quota 1500 metri circa, compare la prima neve. Dura e compatta, fortunatamente non ci rallenta nell’ascesa. Nota: Prestare comunque attenzione ad alcuni punti dove l’esile sentiero costeggia delle dorsali che precipitano per diversi metri. La presenza di ghiaccio potrebbe complicare l’avanzata.
Data
13-12-2025
Distanza
8.78 KM
Tipo escursione
Escursione
Dislivello
1127 mt
- Montagna
Monte Cornetto
- Indirizzo
Erto - Friuli Venezia Giulia
- Altitudine
1792.00 m
- Rifugi
Casera Cornet
- Informazioni
A circa 2h e 30m dalla partenza usciamo dal bosco e ammiriamo davanti a noi lo splendido spiazzo della Casera Cornet a quota 1629 metri. Un pianoro che ci permette di godere di una splendida vista sulle vette friulane che ci circondano. Tra tutte, inconfondibili, il Duranno e la Cima dei Preti.
La casera è veramente calda e accogliente, dotata di una bellissima stufa e, addirittura, dell’elettricità! Sul sentiero è presente anche una piccola area dove, creanza permettendo, si trova del legname da portare in Casera pronto per l’utilizzo.
Dalla Casera alla cima la distanza è veramente minima. Si aggira di fatto la dorsale sommitale del Cornetto fino ad arrivare sul Pian Grant, oggi completamente ricoperto da abbondante neve. Lo si attraversa brevemente per poi puntare verso Ovest, dritti per dritti, alla vetta. L’esposizione della dorsale permette l’avanzamento su loppe erbose sgombre da neve.
In circa 3 ore dalla partenza, eccoci sulla cima isolata e super panoramica del Monte Cornetto!
La vista spazia a 360 gradi partendo dai massicci del Duranno e la Cima dei Preti, passando per il monte Borgà e il monte Piave. Sullo sfondo possiamo intravedere le Dolomiti con le Pale di San Martino, tornando più vicino con la Schiara e ancor di più al monte Toc, triste ricordo per la tragedia della diga del Vajont. Lo sguardo passa poi per l’imponente Col Nudo che si staglia imperioso davanti a noi, fino a perdersi tra le Dolomiti Friulane meno blasonate e infine sulle vette della Val Cimoliana.
Ci godiamo gli ultimi raggi di sole in cima e successivamente alla casera, prima di scendere per la stessa via di salita, sempre su traccia CAI 903.
L’escursione non ha tratti tecnicamente difficili ed è considerabile come livello E (escursionistico). Da tenere in considerazione però il tratto iniziale molto ripido che “taglia le gambe” a coloro che non sono pronti a questo tipo di sentieri. Il dislivello positivo complessivo è di oltre 1100 metri, quindi attenzione alla preparazione fisica che non deve essere sottovalutata. La Casera Cornet può essere utilizzata come bivacco per procedere poi nella Val Vajont verso la Casera Feròn. L’avventura che porta alla vetta del Cornetto ripaga tutta la fatica: un luogo poco battuto che permette di immergersi nel silenzio del bosco e godere dei suoni della natura.
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DifficoltàEscursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora. |