Monte Cernera e Verdal

Un itinerario ad anello nel cuore delle Dolomiti: avventura tra creste e panorami infiniti

Dettagli

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    EE

  • hike_distance Distanza

    9.53 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1819.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    845 mt

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

  • landscape Paesaggio

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  • historical interest Int. storico

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  • duration Durata

    5h

  • altitude_max Altitudine MAX

    2664.00 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -845 mt

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

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    EE

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    9.53 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1819.00 mt

  • altitude_max Altitudine MAX

    2664.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    845 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -845 mt

  • duration Durata

    5h

  • landscape Paesaggio

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  • parking Parcheggio

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Stagione

GEN
FEB
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC

Sentieri

Giugno 2025 si sta rivelando sempre più rovente. Per sfuggire all’afa e al caldo atroce, siamo costretti a salire di quota già nei primi giorni d’estate. La stagione è appena iniziata, ma sembra di essere immersi nel pieno dell’estate da tempo.
Assieme ad Alessandro, la meta di oggi è una cima (forse due!) nel cuore delle Dolomiti più iconiche, al cospetto del Passo Giau. Proprio da qui parte la nostra avventura verso il Monte Cernera!
Arriviamo al passo di prima mattina: una miriade di auto e moto si dispongono a spina di pesce lungo gli spiazzi a bordo strada. Davanti a noi, l’imponente Ra Gusela, che caratterizza questo suggestivo valico dolomitico.
Il sole è già forte. Mi cospargo di abbondante crema solare, mi allaccio gli scarponi, controllo la quantità di acqua nello zaino… e si parte!
La traccia parte proprio di fronte all’hotel del passo, in corrispondenza del parcheggio, poco sotto la chiesetta che si staglia sopra la strada. Prendiamo il sentiero CAI 436, parte dell’Alta Via n.1, che ci porta in breve alla Forcella di Zonia. Alla nostra sinistra si staglia il panettone verdeggiante del Col Piombin, punteggiato da rocce sparse. Mantenendo la quota, raggiungiamo in breve l’omonima forcella.
Qui avviene la prima biforcazione: a sinistra si può proseguire, scendendo prima per poi risalire verso Forcella Giau, al cospetto dei Lastoi de Formin, per raggiungere il Lago delle Baste e l’area archeologica di Mondeval. Se vuoi approfondire questa escursione (merita davvero!), puoi leggere i dettagli qui: "Alla scoperta di Mondeval". Noi, invece, proseguiamo dritti, seguendo le bollinature rosse sulla roccia: si va verso il Monte Cernera.
La traccia si snoda tra terra e rocce, e il panorama si apre spettacolare sulla Val Zonia fino alla Regina delle Dolomiti, la Marmolada. È una giornata limpida, senza nuvole: la Marmolada e il Piz Boè si stagliano come in una cartolina. Proseguiamo in quota, sui 2250 metri, lungo un piacevole saliscendi.
Raggiungiamo il primo tratto attrezzato della giornata: pochi metri di roccia con cordino metallico. Superabile senza difficoltà, serve più che altro a variare il percorso e aggiungere un pizzico di adrenalina. Poco più avanti il sentiero torna regolare.
Continuiamo su un falsopiano con vista speciale sul Giau, che ormai si allontana. Riconosciamo le sagome dell’Averau, la cresta del Nuvolau e dietro il Lagazuoi. A circa 2300 metri affrontiamo un secondo tratto attrezzato, ma scegliamo di salire a sinistra per un canalino dove un divertente scrambling ci porta nello stesso punto. È più verticale, meno appoggiato, ma nulla di pericoloso se affrontato con calma e passo sicuro. Consiglio comunque il tratto col cordino per chi ha poca esperienza.
Da qui il sentiero comincia finalmente a guadagnare dislivello: pieghiamo verso sud, con il sole che ci accoglie sulla dorsale che punta dritta alla cima del Cernera. La salita si fa sentire per il caldo, ma il sentiero è ben segnalato e seguiamo la linea dei bollini rossi in un comodo zig zag.
Raggiungiamo un bivio con un cartello giallo e una roccia con le scritte “Giau” e “Zonia” in rosso. Siamo alla deviazione per il Monte Verdal, che visiteremo al ritorno. Ora ci concentriamo sulla cima del Cernera. Davanti a noi l’ultimo tratto attrezzato, il più impegnativo.
La traccia è chiara, i bollini rossi guidano tra le rocce, e un cordino metallico accompagna la parte più esposta. Niente di tecnico, ma si percepisce maggiormente l’esposizione. Per chi soffre di vertigini, è consigliabile fermarsi qui e puntare direttamente al Verdal. In ogni caso, l’ascesa è appagante e la vista si fa via via più spettacolare. Usciamo così sulla parte sommitale del Cernera: una cupola sassosa baciata dal sole. Un sentiero serpeggia tra rocce e sassi fino alla croce. Dopo meno di 2 ore dalla partenza, raggiungiamo la cima Nord del Monte Cernera, a 2664 metri!
La vista a 360 gradi da quassù è paradisiaca. Un panorama che abbraccia tutte le Dolomiti più blasonat: si parte dallla Val di Zoldo con il maestoso Pelmo e la Civetta, passando per la valle agordina con l’Agner. Ci spostiamo poi sulle Pale di San Martino di Castrozza che spuntano all’orizzonte proprio dietro alla croce di vetta, segue la Regina delle Dolomiti, la Marmolada con il vicino Sass Pordoi con il Piz Boè. Si prosegue tornando da dove siamo partiti, ovvero il passo Giau da dove si può osservare alle spalle il Lagazuoi, la croda Negra, l’Averau, il Nuvolau e, da questa quota, fanno capolino anche le 5 torri. Le Tofane con la Rozes, la tafana di Mezzo e di Dentro che svettano, ci si sposta nella conca di Cortina d’Ampezzo con la Croda Rossa e il mitico Cristallo. Si conclude il giro ritornando in Cadore con il Sorapiss e il Re Antelao da sfondo alle cime della Croda da Lago, il Beco di Mezodì e il Lastoi de Formin. Una giornata così bella che restiamo ammaliati per diverso tempo da queste Dolomiti spettacolari. Non perdere il video YouTube in fondo alla pagina: merita ogni secondo!
Dopo una meritata pausa in vetta, ripercorriamo a ritroso il tratto attrezzato fino al bivio già citato. Da lì seguiamo la traccia che porta verso ovest, in direzione Monte Verdal.
Mai nome fu più azzeccato: una sinuosa cresta erbosa e verde brillante ci accoglie oltre la piccola Forcella Ciazza, che crea una finestra naturale sull’abitato di Selva di Cadore e Santa Fosca, ai piedi del Civetta. La cresta è affilata e divertente, con scorci magnifici sulle guglie del Cernera e sui prati del Pian de Possoliva.
La salita è leggera e ci porta in breve alla cima del Verdal (2491 m), che si protende sulla Val Fiorentina, con Pelmo e Civetta a fare da cornice. In meno di un’ora dal Cernera, siamo sulla seconda vetta di giornata. I gracchi alpini volteggiano nel cielo terso, accompagnati da lievi brezze rinfrescanti.
Il Verdal è perfetto per escursionisti che preferiscono evitare tratti attrezzati o esposizione: il dislivello è contenuto, ma il panorama è di alto livello. Inoltre, il percorso fino a qui è poco frequentato: abbiamo incrociato solo cinque persone in tutta la giornata, nonostante la zona sia tra le più visitate delle Dolomiti!
Per concludere l’escursione, scendiamo lungo il sentiero di cresta che percorre il Pian de Possoliva fino alla Val de Zonia. Una discesa piacevole, panoramica, costellata da botton d’oro, rododendri, e una vegetazione che esplode di colori. La pendenza invita quasi a correre lungo le dorsali erbose.
Immergendoci in un tratto boscoso, raggiungiamo il bivio col sentiero CAI 462, a 1910 metri: in 45 minuti dalla cima del Verdal siamo nella Val de Zonia. La valle è rigogliosa, a tratti selvaggia, e dobbiamo letteralmente farci strada tra l’erba alta, pungendoci spesso con ortiche. In un punto più rado, scorgiamo anche una vipera che ci osserva prima di sparire tra i fili d’erba. Massima attenzione: in queste zone conviene sempre battere i piedi per evitare brutti incontri!
Salendo ancora tra radure e tratti faticosi, incontriamo un falchetto (probabilmente un gheppio) che volteggia su di noi: un degno saluto prima del rientro. La Val de Zonia è ancora autentica e selvaggia, speriamo resti così, lontana dalle masse.
Dopo circa un’ora, torniamo alla Forcella di Zonia, proprio di fronte al Passo Giau. Anello chiuso.
Un’escursione davvero magica, che sorprende per bellezza, varietà di sentieri e panorami indimenticabili. Per come l’abbiamo percorsa, l’avventura è consigliata per escursionisti esperti e ben allenati: il dislivello complessivo è relativamente basso sugli 850 metri, ma la continua esposizione al sole (non ci sono zone d’ombra!) e la distanza ridotta fanno la differenza. Portare sempre tanta acqua poichè non sono presenti sorgenti o altre fonti per la ricarica.
Un’avventura super consigliata, dal grande impatto panoramico e dalla bellezza selvaggia.

Giugno 2025 si sta rivelando sempre più rovente. Per sfuggire all’afa e al caldo atroce, siamo costretti a salire di quota già nei primi giorni d’estate. La stagione è appena iniziata, ma sembra di essere immersi nel pieno dell’estate da tempo.
Assieme ad Alessandro, la meta di oggi è una cima (forse due!) nel cuore delle Dolomiti più iconiche, al cospetto del Passo Giau. Proprio da qui parte la nostra avventura verso il Monte Cernera!
Arriviamo al passo di prima mattina: una miriade di auto e moto si dispongono a spina di pesce lungo gli spiazzi a bordo strada. Davanti a noi, l’imponente Ra Gusela, che caratterizza questo suggestivo valico dolomitico.
Il sole è già forte. Mi cospargo di abbondante crema solare, mi allaccio gli scarponi, controllo la quantità di acqua nello zaino… e si parte!
La traccia parte proprio di fronte all’hotel del passo, in corrispondenza del parcheggio, poco sotto la chiesetta che si staglia sopra la strada. Prendiamo il sentiero CAI 436, parte dell’Alta Via n.1, che ci porta in breve alla Forcella di Zonia. Alla nostra sinistra si staglia il panettone verdeggiante del Col Piombin, punteggiato da rocce sparse. Mantenendo la quota, raggiungiamo in breve l’omonima forcella.
Qui avviene la prima biforcazione: a sinistra si può proseguire, scendendo prima per poi risalire verso Forcella Giau, al cospetto dei Lastoi de Formin, per raggiungere il Lago delle Baste e l’area archeologica di Mondeval. Se vuoi approfondire questa escursione (merita davvero!), puoi leggere i dettagli qui: "Alla scoperta di Mondeval". Noi, invece, proseguiamo dritti, seguendo le bollinature rosse sulla roccia: si va verso il Monte Cernera.
La traccia si snoda tra terra e rocce, e il panorama si apre spettacolare sulla Val Zonia fino alla Regina delle Dolomiti, la Marmolada. È una giornata limpida, senza nuvole: la Marmolada e il Piz Boè si stagliano come in una cartolina. Proseguiamo in quota, sui 2250 metri, lungo un piacevole saliscendi.
Raggiungiamo il primo tratto attrezzato della giornata: pochi metri di roccia con cordino metallico. Superabile senza difficoltà, serve più che altro a variare il percorso e aggiungere un pizzico di adrenalina. Poco più avanti il sentiero torna regolare.
Continuiamo su un falsopiano con vista speciale sul Giau, che ormai si allontana. Riconosciamo le sagome dell’Averau, la cresta del Nuvolau e dietro il Lagazuoi. A circa 2300 metri affrontiamo un secondo tratto attrezzato, ma scegliamo di salire a sinistra per un canalino dove un divertente scrambling ci porta nello stesso punto. È più verticale, meno appoggiato, ma nulla di pericoloso se affrontato con calma e passo sicuro. Consiglio comunque il tratto col cordino per chi ha poca esperienza.
Da qui il sentiero comincia finalmente a guadagnare dislivello: pieghiamo verso sud, con il sole che ci accoglie sulla dorsale che punta dritta alla cima del Cernera. La salita si fa sentire per il caldo, ma il sentiero è ben segnalato e seguiamo la linea dei bollini rossi in un comodo zig zag.
Raggiungiamo un bivio con un cartello giallo e una roccia con le scritte “Giau” e “Zonia” in rosso. Siamo alla deviazione per il Monte Verdal, che visiteremo al ritorno. Ora ci concentriamo sulla cima del Cernera. Davanti a noi l’ultimo tratto attrezzato, il più impegnativo.
La traccia è chiara, i bollini rossi guidano tra le rocce, e un cordino metallico accompagna la parte più esposta. Niente di tecnico, ma si percepisce maggiormente l’esposizione. Per chi soffre di vertigini, è consigliabile fermarsi qui e puntare direttamente al Verdal. In ogni caso, l’ascesa è appagante e la vista si fa via via più spettacolare.



Data

25-06-2025

Distanza

9.53 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

845 mt

  • Montagna

    Monte Cernera

  • Indirizzo

    Passo Giau, Veneto

  • Altitudine

    2664.00 m

  • Rifugi

    Berghotel Passo Giau

  • Informazioni

    Berghotel Passo Giau

Usciamo così sulla parte sommitale del Cernera: una cupola sassosa baciata dal sole. Un sentiero serpeggia tra rocce e sassi fino alla croce. Dopo meno di 2 ore dalla partenza, raggiungiamo la cima Nord del Monte Cernera, a 2664 metri!
La vista a 360 gradi da quassù è paradisiaca. Un panorama che abbraccia tutte le Dolomiti più blasonat: si parte dallla Val di Zoldo con il maestoso Pelmo e la Civetta, passando per la valle agordina con l’Agner. Ci spostiamo poi sulle Pale di San Martino di Castrozza che spuntano all’orizzonte proprio dietro alla croce di vetta, segue la Regina delle Dolomiti, la Marmolada con il vicino Sass Pordoi con il Piz Boè. Si prosegue tornando da dove siamo partiti, ovvero il passo Giau da dove si può osservare alle spalle il Lagazuoi, la croda Negra, l’Averau, il Nuvolau e, da questa quota, fanno capolino anche le 5 torri. Le Tofane con la Rozes, la tafana di Mezzo e di Dentro che svettano, ci si sposta nella conca di Cortina d’Ampezzo con la Croda Rossa e il mitico Cristallo. Si conclude il giro ritornando in Cadore con il Sorapiss e il Re Antelao da sfondo alle cime della Croda da Lago, il Beco di Mezodì e il Lastoi de Formin. Una giornata così bella che restiamo ammaliati per diverso tempo da queste Dolomiti spettacolari. Non perdere il video YouTube in fondo alla pagina: merita ogni secondo!
Dopo una meritata pausa in vetta, ripercorriamo a ritroso il tratto attrezzato fino al bivio già citato. Da lì seguiamo la traccia che porta verso ovest, in direzione Monte Verdal.
Mai nome fu più azzeccato: una sinuosa cresta erbosa e verde brillante ci accoglie oltre la piccola Forcella Ciazza, che crea una finestra naturale sull’abitato di Selva di Cadore e Santa Fosca, ai piedi del Civetta. La cresta è affilata e divertente, con scorci magnifici sulle guglie del Cernera e sui prati del Pian de Possoliva.
La salita è leggera e ci porta in breve alla cima del Verdal (2491 m), che si protende sulla Val Fiorentina, con Pelmo e Civetta a fare da cornice. In meno di un’ora dal Cernera, siamo sulla seconda vetta di giornata. I gracchi alpini volteggiano nel cielo terso, accompagnati da lievi brezze rinfrescanti.
Il Verdal è perfetto per escursionisti che preferiscono evitare tratti attrezzati o esposizione: il dislivello è contenuto, ma il panorama è di alto livello. Inoltre, il percorso fino a qui è poco frequentato: abbiamo incrociato solo cinque persone in tutta la giornata, nonostante la zona sia tra le più visitate delle Dolomiti!
Per concludere l’escursione, scendiamo lungo il sentiero di cresta che percorre il Pian de Possoliva fino alla Val de Zonia. Una discesa piacevole, panoramica, costellata da botton d’oro, rododendri, e una vegetazione che esplode di colori. La pendenza invita quasi a correre lungo le dorsali erbose.
Immergendoci in un tratto boscoso, raggiungiamo il bivio col sentiero CAI 462, a 1910 metri: in 45 minuti dalla cima del Verdal siamo nella Val de Zonia. La valle è rigogliosa, a tratti selvaggia, e dobbiamo letteralmente farci strada tra l’erba alta, pungendoci spesso con ortiche. In un punto più rado, scorgiamo anche una vipera che ci osserva prima di sparire tra i fili d’erba. Massima attenzione: in queste zone conviene sempre battere i piedi per evitare brutti incontri!
Salendo ancora tra radure e tratti faticosi, incontriamo un falchetto (probabilmente un gheppio) che volteggia su di noi: un degno saluto prima del rientro. La Val de Zonia è ancora autentica e selvaggia, speriamo resti così, lontana dalle masse.
Dopo circa un’ora, torniamo alla Forcella di Zonia, proprio di fronte al Passo Giau. Anello chiuso.
Un’escursione davvero magica, che sorprende per bellezza, varietà di sentieri e panorami indimenticabili. Per come l’abbiamo percorsa, l’avventura è consigliata per escursionisti esperti e ben allenati: il dislivello complessivo è relativamente basso sugli 850 metri, ma la continua esposizione al sole (non ci sono zone d’ombra!) e la distanza ridotta fanno la differenza. Portare sempre tanta acqua poichè non sono presenti sorgenti o altre fonti per la ricarica.
Un’avventura super consigliata, dal grande impatto panoramico e dalla bellezza selvaggia.



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Difficoltà

Escursionisti Esperti - sono intinerari generalmente segnalati ma con qualche difficoltà: il terreno può essere costituito da pendii scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, pietraie, lievi pendii innevati o anche singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata (uso delle mani in alcuni punti). Pur essendo percorsi che non necessitano di particolare attrezzatura, si possono presentare tratti attrezzati se pur poco impegnativi. Richiedono una discreta conoscenza dell'ambiente alpino, passo sicuro ed assenza di vertigini. La preparazione fisica deve essere adeguata ad una giornata di cammino abbastanza continuo.



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