Dettagli
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza8.46 KM
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Altitudine MIN1586.00 mt
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Dislivello +700 mt
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Parcheggio
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Paesaggio





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Int. storico





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Durata4h
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Altitudine MAX2286.00 mt
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Dislivello --700 mt
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza8.46 KM
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Altitudine MIN1586.00 mt
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Altitudine MAX2286.00 mt
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Dislivello +700 mt
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Dislivello --700 mt
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Durata4h
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Paesaggio





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Int. storico





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Parcheggio
È il caso dell’escursione di oggi assieme al mio compare Tomaso sulle Pale di Misurina!
Raggiungiamo Misurina e parcheggiamo l’auto a bordo strada poco prima della salita verso Malga Misurina. Ammiriamo il famoso lago dinnanzi a noi sulla destra, per poi voltargli le spalle e procedere sulla strada che porta alla malga. Si notano subito tutti gli indizi che la preannunciano: mucche al pascolo, caprette che brucano e asinelli liberi nel sottobosco a bordo sentiero. Superiamo la malga, che sarà sicuramente la tappa del ritorno, e procediamo su prato fino a raggiungere un segnavia CAI con un bivio: a destra si procede per la direttissima al Monte Popéna (da non confondere con il Piz Popéna), a sinistra invece la nostra traccia CAI 224 verso la Forcella Popéna.
Seguitiamo su semplice traccia nel sottobosco in costante, ma mai faticosa, salita. In breve si raggiunge quota 2000 metri dove c’è un nuovo bivio: a destra la Forcella Pale di Misurina, mentre a sinistra la Forcella Popéna. Scegliamo questa seconda opzione e il segnavia diventa CAI 224b. Stiamo di fatto percorrendo parte del Sentiero Italia del CAI.
Si sale sempre in modo dolce tra mughi e abeti fino a quota 2050 metri circa, dove sbuchiamo su un ampio ghiaione al cospetto delle Pale di Misurina alla nostra destra e un magnifico panorama sul Sorapiss praticamente davanti a noi. Le Pale di Misurina sono cime che conoscono in pochi: tutti vengono a Misurina per il lago e per le Tre Cime di Lavaredo, ma volgendo lo sguardo verso Ovest ecco queste pareti dolomitiche imperiose che sovrastano il paese. Rocce arancio-nere che creano una barriera tra Misurina e la Val Popéna. Quasi un sipario che preannuncia le spettacolari cime del Cristallo proprio alle proprie spalle. Sono cime di tutto rispetto che hanno un fascino originale e che meritano di essere esplorate!
Ora il sentiero corre costante in costa, il ghiaione si intervalla a macchie di mugo e notiamo saltare felici alcuni camosci non distanti da noi. Arriviamo così ad un grosso masso con, poco distante, una tabella segnaletica del CAI distrutta dalle intemperie: questo è un luogo speciale per coloro che vogliono esplorare! Alzate lo sguardo in corrispondenza della macchia di mughi vicino alle pareti delle Pale di Misurina. Noterete un puntino con una colorazione rossa accesa. Memorizzate quel puntino e, attraverso il ghiaione che avete davanti a voi, cercate di raggiungerlo.
In pochi minuti vi troverete di fronte ad un reperto del 1700: una stele di confine del 1753 con l’effige dell’Impero Austroungarico alla sinistra e il Leone di Venezia sulla parte destra! È uno spettacolo trovare questo tipo di reperto storico in un luogo che sembra sperduto e che, invece, rappresenta un confine storico e tutt’oggi delimita il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. Nelle nostre avventure ne abbiamo già visti due identici sulla Muraglia del Giau (ne parlo negli articoli “Muraglia del Giau e Lastoi de Formin” e “Ra Gusela, Nuvolau e Averau”).
Una volta ammirato il cippo storico, proseguiamo in direzione della Forcella Popéna attraverso una comoda cengia che sale in direzione Sud-Ovest. La traccia è evidente e permette di scavallare la dorsale in pochi minuti e ricongiungersi al sentiero puntinato rosso, presente nella mappa Tabacco, per raggiungere la forcella. Il tratto per arrivarci è corto ma di forte impatto: si cammina su un sentiero molto esile con un bel salto su frana a lato. Le forti piogge modellano anno dopo anno questo percorso, costringendo all'installazione di ponti in legno e infissi in acciaio per mantenerne l’accesso. Fanno capolino, per l’appunto, delle passerelle con scalette ripide che non hanno parapetti o corrimano. Per chi non ha destrezza ed esperienza con viste aeree sul vuoto, potrebbero generare qualche fastidio. Quindi attenzione: passo fermo e assenza di vertigini sono essenziali.
Raggiungiamo in breve la Forcella Popéna a quota 2214 metri e davanti a noi si apre un pianoro verdeggiante con un vento impetuoso che ci sferza inesorabilmente. Ed ecco anche ciò che resta dell’ex Rifugio Popéna: quattro mura diroccate che svettano isolate su questa landa a cui fa scudo la dolomia incredibile del Piz Popéna, dei campanili della Val Popéna e, più defilato sulla destra, il Cristallino di Misurina. Notiamo alcuni escursionisti che cercano di raggiungere la modesta cima a panettone che è al nostro fianco in direzione Ovest. Immaginiamo erroneamente che possa essere il sentiero per il Corno d’Angolo e proviamo a raggiungerne la cima. In una decina di minuti siamo in vetta con un colpo d’occhio bellissimo sulla Val Popéna, ma non è la via che dobbiamo seguire. Scendiamo nuovamente al rifugio e ancora più in basso fino a raggiungere un'evidente traccia che, lungo costa, procede in direzione Ovest.
La seguiamo puntando ora l’evidente sagoma del Corno d’Angolo. Notando già delle difficoltà che non avevamo previsto per la giornata, decidiamo di fermarci su un'innominata forcella alla nostra sinistra, in corrispondenza di una guglia esile e solitaria che sembra doversi staccare da un momento all’altro. Ci godiamo un meritato pranzo e una vista panoramica eccezionale.
Tomaso nota una stele sulla serie di creste che dal Corno d’Angolo si dirigono verso le Pale di Misurina. Approfondendo su alcune guide online, scopriamo che ci sono altri due cippi storici di confine come quello scoperto questa mattina! Dobbiamo quindi organizzare una nuova spedizione esplorativa per trovare questi due reperti.
Torniamo sui nostri passi e, seguendo nuovamente il sentiero a mezza costa, ci dirigiamo in direzione dell’ex Rifugio Popéna. Lo superiamo e scendiamo verso il punto più basso della Val Popéna. Intersechiamo il sentiero CAI 222 e, a quota 2150 metri circa, si trova un’indicazione CAI. Qui noi seguitiamo sul sentiero che continua a costeggiare la base delle Pale di Misurina. È un tratteggiato nero nella mappa CAI e procede su un ghiaione, a tratti poco agevole e con brevissimi punti delicati, caratterizzati da micro frane e cenge non proprio facili. Consiglio, per i meno esperti, di continuare sul sentiero 222 per raggiungere un trivio a quota 2055 metri. Qui potrete prendere la traccia 224 per risalire alla Forcella Pale di Misurina. L'escursione si allunga un po', ma la si rende decisamente più agevole.
Noi invece, come dicevo, abbiamo scelto la via più complicata ma dal sapore più autentico. Le Pale di Misurina sono maestose viste da qui e non hanno niente da invidiare alle Dolomiti più blasonate!
In una mezz’ora dal bivio, eccoci sulla seconda forcella di giornata: Forcella Pale di Misurina. Qui si ha una vista a 360° sul Sorapiss, passando per l’Antelao, le Marmarole, i Cadini di Misurina, le Tre Cime di Lavaredo, il Monte Piana, il Monte Rudo, la Val di Landro, il Cristallino di Misurina, i campanili di Popéna e il Piz Popéna: uno spettacolo!
Proseguiamo su traccia CAI 224 che scende in direzione di Misurina ammirando il lago color smeraldo. Il sentiero si destreggia con un'ampia serie di tornanti in un mare di mughi, fino a ricongiungersi al bivio a quota 2000 metri descritto in precedenza.
Raggiungiamo Malga Misurina dove ci attende una bella birra fresca e una degustazione di prodotti locali eccezionali.
Si conclude così l’avventura esplorativa di oggi. Una mezza giornata intensa che ci ha fatto scoprire luoghi storici e spunti per prossime spedizioni. Il giro ad anello di oggi è adatto ad escursionisti mediamente allenati: il dislivello è moderato (circa 700 metri) ma alcuni tratti di sentiero devono essere percorsi da chi ha già esperienza su terreno dolomitico. Un’avventura che non vi deluderà per il suo panorama e per le chicche introvabili!
Alcune avventure partono con un obiettivo e poi si rivelano esplorazioni per nuove avventure con obiettivi ancora più ambiziosi.
È il caso dell’escursione di oggi assieme al mio compare Tomaso sulle Pale di Misurina!
Raggiungiamo Misurina e parcheggiamo l’auto a bordo strada poco prima della salita verso Malga Misurina. Ammiriamo il famoso lago dinnanzi a noi sulla destra, per poi voltargli le spalle e procedere sulla strada che porta alla malga. Si notano subito tutti gli indizi che la preannunciano: mucche al pascolo, caprette che brucano e asinelli liberi nel sottobosco a bordo sentiero. Superiamo la malga, che sarà sicuramente la tappa del ritorno, e procediamo su prato fino a raggiungere un segnavia CAI con un bivio: a destra si procede per la direttissima al Monte Popéna (da non confondere con il Piz Popéna), a sinistra invece la nostra traccia CAI 224 verso la Forcella Popéna.
Seguitiamo su semplice traccia nel sottobosco in costante, ma mai faticosa, salita. In breve si raggiunge quota 2000 metri dove c’è un nuovo bivio: a destra la Forcella Pale di Misurina, mentre a sinistra la Forcella Popéna. Scegliamo questa seconda opzione e il segnavia diventa CAI 224b. Stiamo di fatto percorrendo parte del Sentiero Italia del CAI.
Si sale sempre in modo dolce tra mughi e abeti fino a quota 2050 metri circa, dove sbuchiamo su un ampio ghiaione al cospetto delle Pale di Misurina alla nostra destra e un magnifico panorama sul Sorapiss praticamente davanti a noi. Le Pale di Misurina sono cime che conoscono in pochi: tutti vengono a Misurina per il lago e per le Tre Cime di Lavaredo, ma volgendo lo sguardo verso Ovest ecco queste pareti dolomitiche imperiose che sovrastano il paese. Rocce arancio-nere che creano una barriera tra Misurina e la Val Popéna. Quasi un sipario che preannuncia le spettacolari cime del Cristallo proprio alle proprie spalle. Sono cime di tutto rispetto che hanno un fascino originale e che meritano di essere esplorate!
Ora il sentiero corre costante in costa, il ghiaione si intervalla a macchie di mugo e notiamo saltare felici alcuni camosci non distanti da noi. Arriviamo così ad un grosso masso con, poco distante, una tabella segnaletica del CAI distrutta dalle intemperie: questo è un luogo speciale per coloro che vogliono esplorare! Alzate lo sguardo in corrispondenza della macchia di mughi vicino alle pareti delle Pale di Misurina. Noterete un puntino con una colorazione rossa accesa. Memorizzate quel puntino e, attraverso il ghiaione che avete davanti a voi, cercate di raggiungerlo.
In pochi minuti vi troverete di fronte ad un reperto del 1700: una stele di confine del 1753 con l’effige dell’Impero Austroungarico alla sinistra e il Leone di Venezia sulla parte destra! È uno spettacolo trovare questo tipo di reperto storico in un luogo che sembra sperduto e che, invece, rappresenta un confine storico e tutt’oggi delimita il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. Nelle nostre avventure ne abbiamo già visti due identici sulla Muraglia del Giau (ne parlo negli articoli “Muraglia del Giau e Lastoi de Formin” e “Ra Gusela, Nuvolau e Averau”).
Una volta ammirato il cippo storico, proseguiamo in direzione della Forcella Popéna attraverso una comoda cengia che sale in direzione Sud-Ovest. La traccia è evidente e permette di scavallare la dorsale in pochi minuti e ricongiungersi al sentiero puntinato rosso, presente nella mappa Tabacco, per raggiungere la forcella. Il tratto per arrivarci è corto ma di forte impatto: si cammina su un sentiero molto esile con un bel salto su frana a lato. Le forti piogge modellano anno dopo anno questo percorso, costringendo all'installazione di ponti in legno e infissi in acciaio per mantenerne l’accesso. Fanno capolino, per l’appunto, delle passerelle con scalette ripide che non hanno parapetti o corrimano. Per chi non ha destrezza ed esperienza con viste aeree sul vuoto, potrebbero generare qualche fastidio. Quindi attenzione: passo fermo e assenza di vertigini sono essenziali.
Raggiungiamo in breve la Forcella Popéna a quota 2214 metri e davanti a noi si apre un pianoro verdeggiante con un vento impetuoso che ci sferza inesorabilmente. Ed ecco anche ciò che resta dell’ex Rifugio Popéna: quattro mura diroccate che svettano isolate su questa landa a cui fa scudo la dolomia incredibile del Piz Popéna, dei campanili della Val Popéna e, più defilato sulla destra, il Cristallino di Misurina.
Data
04-07-2026
Distanza
8.46 KM
Tipo escursione
Escursione
Dislivello
700 mt
- Montagna
Pale di Misurina
- Indirizzo
Misurina, Veneto
- Altitudine
2286.00 m
- Rifugi
Malga Misurina
- Informazioni
Notiamo alcuni escursionisti che cercano di raggiungere la modesta cima a panettone che è al nostro fianco in direzione Ovest. Immaginiamo erroneamente che possa essere il sentiero per il Corno d’Angolo e proviamo a raggiungerne la cima. In una decina di minuti siamo in vetta con un colpo d’occhio bellissimo sulla Val Popéna, ma non è la via che dobbiamo seguire. Scendiamo nuovamente al rifugio e ancora più in basso fino a raggiungere un'evidente traccia che, lungo costa, procede in direzione Ovest.
La seguiamo puntando ora l’evidente sagoma del Corno d’Angolo. Notando già delle difficoltà che non avevamo previsto per la giornata, decidiamo di fermarci su un'innominata forcella alla nostra sinistra, in corrispondenza di una guglia esile e solitaria che sembra doversi staccare da un momento all’altro. Ci godiamo un meritato pranzo e una vista panoramica eccezionale.
Tomaso nota una stele sulla serie di creste che dal Corno d’Angolo si dirigono verso le Pale di Misurina. Approfondendo su alcune guide online, scopriamo che ci sono altri due cippi storici di confine come quello scoperto questa mattina! Dobbiamo quindi organizzare una nuova spedizione esplorativa per trovare questi due reperti.
Torniamo sui nostri passi e, seguendo nuovamente il sentiero a mezza costa, ci dirigiamo in direzione dell’ex Rifugio Popéna. Lo superiamo e scendiamo verso il punto più basso della Val Popéna. Intersechiamo il sentiero CAI 222 e, a quota 2150 metri circa, si trova un’indicazione CAI. Qui noi seguitiamo sul sentiero che continua a costeggiare la base delle Pale di Misurina. È un tratteggiato nero nella mappa CAI e procede su un ghiaione, a tratti poco agevole e con brevissimi punti delicati, caratterizzati da micro frane e cenge non proprio facili. Consiglio, per i meno esperti, di continuare sul sentiero 222 per raggiungere un trivio a quota 2055 metri. Qui potrete prendere la traccia 224 per risalire alla Forcella Pale di Misurina. L'escursione si allunga un po', ma la si rende decisamente più agevole.
Noi invece, come dicevo, abbiamo scelto la via più complicata ma dal sapore più autentico. Le Pale di Misurina sono maestose viste da qui e non hanno niente da invidiare alle Dolomiti più blasonate!
In una mezz’ora dal bivio, eccoci sulla seconda forcella di giornata: Forcella Pale di Misurina. Qui si ha una vista a 360° sul Sorapiss, passando per l’Antelao, le Marmarole, i Cadini di Misurina, le Tre Cime di Lavaredo, il Monte Piana, il Monte Rudo, la Val di Landro, il Cristallino di Misurina, i campanili di Popéna e il Piz Popéna: uno spettacolo!
Proseguiamo su traccia CAI 224 che scende in direzione di Misurina ammirando il lago color smeraldo. Il sentiero si destreggia con un'ampia serie di tornanti in un mare di mughi, fino a ricongiungersi al bivio a quota 2000 metri descritto in precedenza.
Raggiungiamo Malga Misurina dove ci attende una bella birra fresca e una degustazione di prodotti locali eccezionali.
Si conclude così l’avventura esplorativa di oggi. Una mezza giornata intensa che ci ha fatto scoprire luoghi storici e spunti per prossime spedizioni. Il giro ad anello di oggi è adatto ad escursionisti mediamente allenati: il dislivello è moderato (circa 700 metri) ma alcuni tratti di sentiero devono essere percorsi da chi ha già esperienza su terreno dolomitico. Un’avventura che non vi deluderà per il suo panorama e per le chicche introvabili!
Clicca qui e guarda il video esclusivo su YouTube per un'esperienza ancora più immersiva!
DifficoltàEscursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora. |