Dettagli
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza8.24 KM
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Altitudine MIN1446.00 mt
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Dislivello +895 mt
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Parcheggio
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Paesaggio





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Int. storico





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Durata4h
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Altitudine MAX2341.00 mt
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Dislivello --895 mt
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza8.24 KM
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Altitudine MIN1446.00 mt
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Altitudine MAX2341.00 mt
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Dislivello +895 mt
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Dislivello --895 mt
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Durata4h
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Paesaggio





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Int. storico





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Parcheggio
La giornata è splendida, sembra impossibile che debba guastarsi nel giro di quattro ore. Siamo a quota 1355 metri circa e, proprio a ridosso del parcheggio, parte il sentiero CAI 713 che si inerpica dolcemente nel sottobosco. In breve la via si apre e ci si trova in un pianoro che permette di avere una vista sull’obiettivo di oggi e sulla montagna che protegge il rifugio. La cima della Madonna si staglia davanti agli occhi con il sole già alto di prima mattina.
Raggiunta la strada sterrata si può notare la teleferica che comodamente porta i viveri proprio al rifugio Velo della Madonna. Bisogna prestare attenzione alla deviazione che permetterà di raggiungere una strada sterrata superiore e, successivamente, di rientrare nel bosco di abeti e mughi.
Comincia qui un bell’avanzamento nel verde, in una salita costante e mai stancante che permette di guadagnare dislivello facilmente. A quota 1900 metri la flora comincia a diradarsi e fa spazio al ghiaione del Cadin Sora Ronz. Voltandosi è possibile cominciare a vedere l’abitato di San Martino di Castrozza e le vette del Colbricon e della Cavallazza.
Il sentiero si fa più tecnico, ma ancora super semplice, e permette di procedere in modo continuativo senza fatica. A quota 1975 circa si arriva al bivio che ricongiunge il sentiero 721, che permette di percorrere per intero il Cadin Sora Ronz (attualmente questo sentiero risulta chiuso, molto probabilmente per una frana non ancora sistemata adeguatamente).
Si continua in direzione Sud, sempre più a ridosso delle rocce umide da cui sgorga acqua, che di fatto sono la base della Cima della Madonna. Per superare questa parte molto bella del sentiero, si prospetta davanti il tratto più caratteristico della via: un passaggio attrezzato con un cavo metallico. La traccia in questo punto non presenta alcuna difficoltà tecnica, non c’è esposizione e non è necessario l'imbrago e nemmeno il kit da ferrata. Il cavo metallico è stato installato in pochi metri in cui è presente della roccia a tratti liscia, tendenzialmente sempre umida e scivolosa. La fune permette di procedere in sicurezza e di avanzare con facilità. Si passa anche un piccolo tratto che regala una finestra eccezionale su San Martino di Castrozza. Gli ultimi metri del tratto attrezzato presentano alcune staffe per offrire appoggi sicuri per i piedi. In ogni caso, anche se molto facile, bisogna sempre prestare attenzione.
Ecco davanti l’ultima parte della salita: il percorso si fa largo tra ghiaie che ripiegano prima a Sud-Ovest lambendo il bivio per la ferrata Camillo de Paoli, per poi deviare decisamente a Est e portare nell’ultimo pezzo di salita, dove bisogna anche divertirsi in una breve arrampicata giocosa adatta a tutti. Ora si vede il tetto del rifugio, che è proprio a due passi da noi. Un ultimo tratto di sentiero, sottile ma mai difficile, porta con un ultimo sforzo alla radura verde antistante il rifugio Velo della Madonna!
In posizione strategica a quota 2358 metri, è sovrastato dalle pareti dolomitiche di un tipico giallo-nero della Cima della Madonna. Bisogna immaginare che alle sue spalle si trova il mitico Sass Maor. Un muro di pietra protegge il rifugio, che deve il suo nome proprio alla cima indicata in precedenza e a una sua via di arrampicata dal nome caratteristico: lo Spigolo del Velo. Davanti al rifugio si apre il panorama ambito dall’escursionista: una spettacolare vista su San Martino di Castrozza e sulle cime che iniziano la catena del Lagorai. Il rifugio si raggiunge tranquillamente in 2 ore e mezza.
Quest’anno ci sono tre nuovi gestori che stanno lavorando agli ultimi preparativi per l’apertura della stagione estiva. Non vedo l’ora di tornare e di assaggiare le tre tipologie diverse di birre artigianali che mi hanno descritto in anteprima! Il meteo intanto non sbaglia e nuvoloni neri cominciano ad addensarsi sopra il rifugio. Il vento comincia a sferzare e indica pioggia a breve.
Da menzionare che questo rifugio è un crocevia di diverse tracce e sentieri attrezzati: la Ferrata della Vecchia, la Ferrata del Velo, la Ferrata del Cacciatore e la via attrezzata Dino Buzzati. Una scorpacciata di vie che permettono di scoprire questa meravigliosa catena delle Pale di San Martino.
Visto il tempo, torno sui miei passi e, invece di compiere una via ad anello percorrendo la ferrata Camillo De Paoli, procedo a ritroso lungo il percorso dell’andata. In circa 1 ora e mezza si torna al parcheggio della partenza, arrivando giusto in tempo prima della pioggia prevista per la giornata.
Si conclude così questa splendida escursione, fattibile in mezza giornata, che permette di godere di panorami mozzafiato e di percorrere sentieri mai noiosi in un anfiteatro dolomitico, quello delle Pale di San Martino, che merita in pieno la nomea di splendore che si è guadagnato nel tempo. Un’avventura per escursionisti che abbiano un po’ di allenamento per sostenere circa 900 metri di dislivello. Una via sicuramente consigliata!
La primavera volge al termine e il meteo è ancora ballerino. Per sfruttare al massimo una giornata bella solamente alla mattina, scelgo un rifugio rapido, inedito: il Velo della Madonna nel gruppo delle Pale di San Martino.
Appena prima di raggiungere l’abitato di San Martino di Castrozza si intraprende una strada locale, asfaltata per buona parte tranne per alcune centinaia di metri finali, che permette di raggiungere l’ampio parcheggio sovrastante la Malga Civertaghe (o Zivertaghe).
La giornata è splendida, sembra impossibile che debba guastarsi nel giro di quattro ore. Siamo a quota 1355 metri circa e, proprio a ridosso del parcheggio, parte il sentiero CAI 713 che si inerpica dolcemente nel sottobosco. In breve la via si apre e ci si trova in un pianoro che permette di avere una vista sull’obiettivo di oggi e sulla montagna che protegge il rifugio. La cima della Madonna si staglia davanti agli occhi con il sole già alto di prima mattina.
Raggiunta la strada sterrata si può notare la teleferica che comodamente porta i viveri proprio al rifugio Velo della Madonna. Bisogna prestare attenzione alla deviazione che permetterà di raggiungere una strada sterrata superiore e, successivamente, di rientrare nel bosco di abeti e mughi.
Comincia qui un bell’avanzamento nel verde, in una salita costante e mai stancante che permette di guadagnare dislivello facilmente. A quota 1900 metri la flora comincia a diradarsi e fa spazio al ghiaione del Cadin Sora Ronz. Voltandosi è possibile cominciare a vedere l’abitato di San Martino di Castrozza e le vette del Colbricon e della Cavallazza.
Il sentiero si fa più tecnico, ma ancora super semplice, e permette di procedere in modo continuativo senza fatica. A quota 1975 circa si arriva al bivio che ricongiunge il sentiero 721, che permette di percorrere per intero il Cadin Sora Ronz (attualmente questo sentiero risulta chiuso, molto probabilmente per una frana non ancora sistemata adeguatamente).
Si continua in direzione Sud, sempre più a ridosso delle rocce umide da cui sgorga acqua, che di fatto sono la base della Cima della Madonna. Per superare questa parte molto bella del sentiero, si prospetta davanti il tratto più caratteristico della via: un passaggio attrezzato con un cavo metallico.
Data
07-06-2026
Distanza
8.24 KM
Tipo escursione
Escursione
Dislivello
895 mt
- Montagna
Cima della Madonna
- Indirizzo
San Martino di Castrozza, Trentino
- Altitudine
2341.00 m
- Rifugi
Rifugio Velo della Madonna
- Informazioni
La traccia in questo punto non presenta alcuna difficoltà tecnica, non c’è esposizione e non è necessario l'imbrago e nemmeno il kit da ferrata. Il cavo metallico è stato installato in pochi metri in cui è presente della roccia a tratti liscia, tendenzialmente sempre umida e scivolosa. La fune permette di procedere in sicurezza e di avanzare con facilità. Si passa anche un piccolo tratto che regala una finestra eccezionale su San Martino di Castrozza. Gli ultimi metri del tratto attrezzato presentano alcune staffe per offrire appoggi sicuri per i piedi. In ogni caso, anche se molto facile, bisogna sempre prestare attenzione.
Ecco davanti l’ultima parte della salita: il percorso si fa largo tra ghiaie che ripiegano prima a Sud-Ovest lambendo il bivio per la ferrata Camillo de Paoli, per poi deviare decisamente a Est e portare nell’ultimo pezzo di salita, dove bisogna anche divertirsi in una breve arrampicata giocosa adatta a tutti. Ora si vede il tetto del rifugio, che è proprio a due passi da noi. Un ultimo tratto di sentiero, sottile ma mai difficile, porta con un ultimo sforzo alla radura verde antistante il rifugio Velo della Madonna!
In posizione strategica a quota 2358 metri, è sovrastato dalle pareti dolomitiche di un tipico giallo-nero della Cima della Madonna. Bisogna immaginare che alle sue spalle si trova il mitico Sass Maor. Un muro di pietra protegge il rifugio, che deve il suo nome proprio alla cima indicata in precedenza e a una sua via di arrampicata dal nome caratteristico: lo Spigolo del Velo. Davanti al rifugio si apre il panorama ambito dall’escursionista: una spettacolare vista su San Martino di Castrozza e sulle cime che iniziano la catena del Lagorai. Il rifugio si raggiunge tranquillamente in 2 ore e mezza.
Quest’anno ci sono tre nuovi gestori che stanno lavorando agli ultimi preparativi per l’apertura della stagione estiva. Non vedo l’ora di tornare e di assaggiare le tre tipologie diverse di birre artigianali che mi hanno descritto in anteprima! Il meteo intanto non sbaglia e nuvoloni neri cominciano ad addensarsi sopra il rifugio. Il vento comincia a sferzare e indica pioggia a breve.
Da menzionare che questo rifugio è un crocevia di diverse tracce e sentieri attrezzati: la Ferrata della Vecchia, la Ferrata del Velo, la Ferrata del Cacciatore e la via attrezzata Dino Buzzati. Una scorpacciata di vie che permettono di scoprire questa meravigliosa catena delle Pale di San Martino.
Visto il tempo, torno sui miei passi e, invece di compiere una via ad anello percorrendo la ferrata Camillo De Paoli, procedo a ritroso lungo il percorso dell’andata. In circa 1 ora e mezza si torna al parcheggio della partenza, arrivando giusto in tempo prima della pioggia prevista per la giornata.
Si conclude così questa splendida escursione, fattibile in mezza giornata, che permette di godere di panorami mozzafiato e di percorrere sentieri mai noiosi in un anfiteatro dolomitico, quello delle Pale di San Martino, che merita in pieno la nomea di splendore che si è guadagnato nel tempo. Un’avventura per escursionisti che abbiano un po’ di allenamento per sostenere circa 900 metri di dislivello. Una via sicuramente consigliata!
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DifficoltàEscursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora. |