Escursione invernale allo Spiz de Zuel

Val di Zoldo inedita: alla scoperta dell'Agnelessa e dei suoi panorami

Dettagli

  • hike_type Tipo escursione

    Ciaspolata

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    13.10 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1225.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    804 mt

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

  • landscape Paesaggio

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  • historical interest Int. storico

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  • duration Durata

    4h

  • altitude_max Altitudine MAX

    2029.00 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -804 mt

  • hike_type Tipo escursione

    Ciaspolata

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    13.10 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1225.00 mt

  • altitude_max Altitudine MAX

    2029.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    804 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -804 mt

  • duration Durata

    4h

  • landscape Paesaggio

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Stagione

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FEB
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DIC

Sentieri

Gennaio 2026 si conferma un mese davvero freddo e, per la nuova avventura di oggi, scegliamo una meta inedita in Val di Zoldo: lo Spiz de Zuel (o Agnelessa).
Raggiungiamo Forno di Zoldo, proseguiamo fino a Dont e deviamo per il Passo Duran. A circa metà della salita, ci fermiamo all’abitato di Chiesa e parcheggiamo l’auto a bordo strada, poco prima dell’ex ristorante/bar Le Vare.
Ad accompagnarmi nell’escursione di oggi c’è il mitico Enrico. Scendiamo dall’auto e, davvero intirizziti dal freddo, ci prepariamo di tutto punto: ci bardiamo di pile, scaldacollo, cappellino e guanti… partiamo!
Intraprendiamo il sentiero CAI 557 su una strada asfaltata che costeggia diversi Tabià, tra cui anche un nuovo B&B. Il sole deve ancora fare capolino e possiamo osservare alla nostra sinistra la maestosa Moiazza, di cui non riusciamo ancora a vedere la cima. Seguiamo la strada che ci permette di guadagnare dislivello con una serie di quattro tornanti, dove è sempre più presente neve mista a strati di ghiaccio a cui dobbiamo prestare attenzione.
La temperatura è diversi gradi sotto lo zero, ma noi continuiamo a procedere sulla neve che diventa sempre più presente, anche se bella compatta, rendendo facile la progressione. Il sentiero costeggia il Ru della Grava; il bosco di abeti e faggi si apre davanti a noi e cominciamo a scorgere le prime torri di vedetta del gruppo del Civetta, finalmente baciate dal sole.
Dopo circa un'ora dalla partenza, arriviamo a quota 1627 metri in corrispondenza della Casera della Grava: un insieme di baite e malghe che, nella stagione estiva, permettono di acquistare prodotti tipici e formaggi fatti con il latte delle mucche al pascolo in questi luoghi!
Seguitiamo in direzione Est sul sentiero CAI 584. Davanti a noi solo neve e una lastra di ghiaccio a comporre il primo tornante della salita. Superiamo un gruppo sparuto di larici e arriviamo in un falsopiano inondato di sole dal quale possiamo ammirare la Moiazza in tutta la sua bellezza! È possibile distinguere perfettamente la cresta de le Masenade, fino alla vetta della Moiazza Sud. Continuiamo sempre su un ampio sentiero, mai pericoloso. Il sole finalmente ci scalda per bene, il cielo è terso e proseguiamo spediti verso la vetta. Sbuchiamo nella parte finale del monte: a quota 1885 metri il panorama si fa ampio e arioso. Qui la neve è meno presente perché il calore si fa sentire in maniera importante. A quota 1990 metri affrontiamo l’ultimo tornante verso destra. Davanti a noi due cime distinte: la prima utilizzata come base per antenne da comunicazione, la seconda invece è il nostro obiettivo di giornata. Nel mezzo, una sella che raggiungiamo in breve e che fornisce la prima finestra panoramica sullo Zoldo e il mitico Pelmo! A poco più di 2 ore dalla partenza, eccoci in vetta al cucuzzolo dello Spiz de Zuel, quota 2033 metri! La cima è spianata per far posto a un tavolino e un paio di panchine in legno. Un’alta asta, anch’essa in legno, svetta qualche metro oltre la quota che stiamo calpestando. Davanti a noi un panorama immenso sulle più belle vette dolomitiche: partendo dalla Moiazza, passando per il Civetta, il Cernera, Mondeval, i Lastoi de Formin con alle spalle le Tofane, il Becco di Mezzodì, in primo piano il mitico Pelmo e, per finire, il Re Antelao, le cime di Cibiana con il Rite, il Sassolungo di Cibiana, fino a ritornare al San Sebastiano e alla Moiazza. Un panorama a 360° che ripaga ogni fatica e che, con un cielo terso, regala davvero emozioni!
Una pausa è d’obbligo, ma non possiamo sostare molto in cima poiché comincia a levarsi un vento gelido che sferza brutalmente. Ci imbacucchiamo nuovamente e, per il sentiero di salita, cominciamo a ritroso la nostra avventura.
A quota 1790 metri circa, facciamo una piccola deviazione per raggiungere la forcella del Tòlp che in breve ci permetterebbe di raggiungere il Monte della Grava e l’inizio delle piste del comprensorio Ski Civetta. Dalla forcella, infatti, sentiamo distintamente i rumori degli impianti di risalita. Non abbiamo intenzione di rovinare questa giornata immersi nel suono della natura e quindi scendiamo nuovamente su traccia CAI in direzione della Malga Grava.
Il sole è ancora alto, ma il vento ci riporta a una temperatura decisamente sotto lo zero, come di prima mattina. Proseguiamo fino a ritornare all’abitato di Chiesa e successivamente alla macchina.
Si conclude così questa bellissima avventura non impegnativa, sicuramente adatta a tutti gli escursionisti. Non la etichetto come T (turistica) solo perché ci sono comunque 800 metri di dislivello e 13 km di lunghezza. È un’avventura per escursionisti mediamente allenati che si può fare in mezza giornata e quindi adatta anche per uscite invernali, come la nostra. Ricordo solo di prestare attenzione alla neve nella stagione fredda: l’ultimo tratto potrebbe essere rischioso in caso di pericolo valanghe. Nel resto delle condizioni sono sufficienti delle ciaspole a fronte di neve abbondante oppure dei ramponcini.

Gennaio 2026 si conferma un mese davvero freddo e, per la nuova avventura di oggi, scegliamo una meta inedita in Val di Zoldo: lo Spiz de Zuel (o Agnelessa).
Raggiungiamo Forno di Zoldo, proseguiamo fino a Dont e deviamo per il Passo Duran. A circa metà della salita, ci fermiamo all’abitato di Chiesa e parcheggiamo l’auto a bordo strada, poco prima dell’ex ristorante/bar Le Vare.
Ad accompagnarmi nell’escursione di oggi c’è il mitico Enrico. Scendiamo dall’auto e, davvero intirizziti dal freddo, ci prepariamo di tutto punto: ci bardiamo di pile, scaldacollo, cappellino e guanti… partiamo!
Intraprendiamo il sentiero CAI 557 su una strada asfaltata che costeggia diversi Tabià, tra cui anche un nuovo B&B. Il sole deve ancora fare capolino e possiamo osservare alla nostra sinistra la maestosa Moiazza, di cui non riusciamo ancora a vedere la cima. Seguiamo la strada che ci permette di guadagnare dislivello con una serie di quattro tornanti, dove è sempre più presente neve mista a strati di ghiaccio a cui dobbiamo prestare attenzione.
La temperatura è diversi gradi sotto lo zero, ma noi continuiamo a procedere sulla neve che diventa sempre più presente, anche se bella compatta, rendendo facile la progressione. Il sentiero costeggia il Ru della Grava; il bosco di abeti e faggi si apre davanti a noi e cominciamo a scorgere le prime torri di vedetta del gruppo del Civetta, finalmente baciate dal sole.
Dopo circa un'ora dalla partenza, arriviamo a quota 1627 metri in corrispondenza della Casera della Grava: un insieme di baite e malghe che, nella stagione estiva, permettono di acquistare prodotti tipici e formaggi fatti con il latte delle mucche al pascolo in questi luoghi!
Seguitiamo in direzione Est sul sentiero CAI 584. Davanti a noi solo neve e una lastra di ghiaccio a comporre il primo tornante della salita. Superiamo un gruppo sparuto di larici e arriviamo in un falsopiano inondato di sole dal quale possiamo ammirare la Moiazza in tutta la sua bellezza! È possibile distinguere perfettamente la cresta de le Masenade, fino alla vetta della Moiazza Sud. Continuiamo sempre su un ampio sentiero, mai pericoloso. Il sole finalmente ci scalda per bene, il cielo è terso e proseguiamo spediti verso la vetta. Sbuchiamo nella parte finale del monte: a quota 1885 metri il panorama si fa ampio e arioso. Qui la neve è meno presente perché il calore si fa sentire in maniera importante. A quota 1990 metri affrontiamo l’ultimo tornante verso destra. Davanti a noi due cime distinte: la prima utilizzata come base per antenne da comunicazione, la seconda invece è il nostro obiettivo di giornata. Nel mezzo, una sella che raggiungiamo in breve e che fornisce la prima finestra panoramica sullo Zoldo e il mitico Pelmo!



Data

11-01-2026

Distanza

13.10 KM

Tipo escursione

Ciaspolata

Dislivello

804 mt

  • Montagna

    Spiz de Zuel

  • Indirizzo

    Val di Zoldo - Veneto

  • Altitudine

    2029.00 m

  • Rifugi

    Malga della Grava

  • Informazioni

A poco più di 2 ore dalla partenza, eccoci in vetta al cucuzzolo dello Spiz de Zuel, quota 2033 metri! La cima è spianata per far posto a un tavolino e un paio di panchine in legno. Un’alta asta, anch’essa in legno, svetta qualche metro oltre la quota che stiamo calpestando. Davanti a noi un panorama immenso sulle più belle vette dolomitiche: partendo dalla Moiazza, passando per il Civetta, il Cernera, Mondeval, i Lastoi de Formin con alle spalle le Tofane, il Becco di Mezzodì, in primo piano il mitico Pelmo e, per finire, il Re Antelao, le cime di Cibiana con il Rite, il Sassolungo di Cibiana, fino a ritornare al San Sebastiano e alla Moiazza. Un panorama a 360° che ripaga ogni fatica e che, con un cielo terso, regala davvero emozioni!
Una pausa è d’obbligo, ma non possiamo sostare molto in cima poiché comincia a levarsi un vento gelido che sferza brutalmente. Ci imbacucchiamo nuovamente e, per il sentiero di salita, cominciamo a ritroso la nostra avventura.
A quota 1790 metri circa, facciamo una piccola deviazione per raggiungere la forcella del Tòlp che in breve ci permetterebbe di raggiungere il Monte della Grava e l’inizio delle piste del comprensorio Ski Civetta. Dalla forcella, infatti, sentiamo distintamente i rumori degli impianti di risalita. Non abbiamo intenzione di rovinare questa giornata immersi nel suono della natura e quindi scendiamo nuovamente su traccia CAI in direzione della Malga Grava.
Il sole è ancora alto, ma il vento ci riporta a una temperatura decisamente sotto lo zero, come di prima mattina. Proseguiamo fino a ritornare all’abitato di Chiesa e successivamente alla macchina.
Si conclude così questa bellissima avventura non impegnativa, sicuramente adatta a tutti gli escursionisti. Non la etichetto come T (turistica) solo perché ci sono comunque 800 metri di dislivello e 13 km di lunghezza. È un’avventura per escursionisti mediamente allenati che si può fare in mezza giornata e quindi adatta anche per uscite invernali, come la nostra. Ricordo solo di prestare attenzione alla neve nella stagione fredda: l’ultimo tratto potrebbe essere rischioso in caso di pericolo valanghe. Nel resto delle condizioni sono sufficienti delle ciaspole a fronte di neve abbondante oppure dei ramponcini.



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Difficoltà

Escursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.



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