Dettagli
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Tipo escursioneCiaspolata
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DifficoltàE
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Distanza9.81 KM
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Altitudine MIN1444.00 mt
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Dislivello +650 mt
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Parcheggio
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Paesaggio





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Int. storico





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Durata4h
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Altitudine MAX2094.00 mt
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Dislivello --650 mt
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Tipo escursioneCiaspolata
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DifficoltàE
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Distanza9.81 KM
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Altitudine MIN1444.00 mt
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Altitudine MAX2094.00 mt
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Dislivello +650 mt
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Dislivello --650 mt
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Durata4h
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Paesaggio





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Int. storico





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Parcheggio
Raggiungiamo di prima mattina l’abitato di Cortina, costellato dalla miriade di cantieri aperti per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 che inizieranno tra meno di un mese. Intraprendiamo la strada verso il Passo Giau e in breve raggiungiamo lo spiazzo sulla sinistra nella zona di Ponte Pezié de Parù.
Ci prepariamo e ci bardiamo per sopportare il gran freddo della mattinata, che raggiunge quasi i -10 gradi. La giornata è coperta, velata, con un cielo che riflette il timido manto nevoso che persiste dall’ultima breve nevicata prima di Natale.
Iniziamo così a percorrere la traccia CAI 434 superando una grossa sbarra che impedisce il prosieguo dei veicoli. Raggiungiamo subito il Ponte Pezié de Parù sul Ra Costeana, che risulta ghiacciato in superficie con l’acqua che sgorga viva sotto il primo strato di cristallo.
Proseguiamo in direzione Sud sempre sul sentiero CAI 434: comincia qui la salita, decisa fin da subito. Ci inoltriamo nel bosco di larici e abeti spogli da neve. Il manto su cui camminiamo è bello compatto e non necessita di ramponcini al momento. Guadagniamo subito dislivello su una salita costante, ma mai troppo faticosa. Per scaldarci è davvero un toccasana!
Dopo circa 300 metri di dislivello arriviamo su un pianoro ricoperto da una coltre bianca. Davanti a noi una piccola cascina in legno e una fontana con un getto d’acqua continuo che scorre attraverso un “moccolo” ghiacciato: siamo sul piano denominato Cason de Formin.
Superata la baita in legno ci ritroviamo ad un trivio che porta al Giau o continua per il versante Ovest della Croda da Lago in direzione del Lastoi de Formin. Noi seguitiamo per la stessa traccia percorsa finora. Da qui comincia un tratto di curve a zig-zag che permettono di guadagnare buon dislivello e di godere di un panorama che via via si apre sulla Tofana di Rozes, sul Lagazuoi e sulle Cinque Torri.
Dopo 1h e 30m dalla partenza, raggiungiamo quota 2050 metri in corrispondenza di un belvedere. A pochi passi dal sentiero, dirigendosi verso Est, si arriva ad un vero e proprio balcone naturale con vista spettacolare sull’intera Conca Ampezzana. Sotto di noi Cortina d’Ampezzo, con un’aria malinconica tra il brullo e qualche spruzzo di neve qua e là. Alle sue spalle le vette del Pomagagnon protette dal maestoso Cristallo, fino ad arrivare al Faloria e al Sorapiss. Dall’altro lato il panorama si estende sulla Croda Rossa d’Ampezzo, le mitiche Tofane, il Lagazuoi e la triade Averau, Nuvolau e Cinque Torri. Riprendiamo il cammino e saliamo per gli ultimi metri fino ai 2100 metri circa. Siamo proprio ai piedi della Croda da Lago, nella Val Negra, e possiamo intravedere le pareti dolomitiche tra le fronde. Superata questa quota il sentiero compie una leggera discesa costante nel bosco fino a raggiungere un plateau che ci porta in corrispondenza del Lago Federa. Quasi non ce ne accorgiamo poiché è completamente ricoperto di neve e ghiaccio.
In meno di due ore dalla partenza ecco che intravediamo il Rifugio Palmieri, a quota 2054 metri. Dinnanzi al suo spiazzo ci godiamo la super vista sul Becco di Mezzodì. Alla nostra sinistra spicca il mitico Antelao, che non avevamo visto dalla finestra panoramica scoperta in precedenza. Alla nostra destra le maestose pareti rosate della Croda da Lago. Possiamo solo immaginare che proprio davanti a noi, dietro al Becco di Mezzodì, si staglia il poderoso Pelmo.
Ci gustiamo un veloce snack, poiché la temperatura rigida si fa sentire e, visto che il rifugio è chiuso, non abbiamo altri motivi per sostare a lungo.
Torniamo indietro sui nostri passi, ma non subito… vogliamo provare l’ebbrezza di camminare sul Lago Federa! Vediamo che sul lago sono presenti diverse impronte umane vicino al bordo, mentre al centro sono ben distinguibili solo delle orme di animali. Ci armiamo di coraggio e muoviamo i primi passi dove la neve è ancora vergine, ignari se lo strato di ghiaccio ci possa sostenere. Procediamo in lungo e in largo e completiamo l’esplorazione del lago da Sud a Nord, camminando proprio al centro dello stesso! Una bellissima esperienza che però deve essere affrontata con cautela, verificando sempre temperature e spessore del ghiaccio!
Dopo questa originale traversata, torniamo davvero sui passi dell’andata, nuovamente su traccia CAI 434. Ripercorriamo a ritroso la via, ora indossando dei leggeri ramponcini che ci permettono di avere il piede più sicuro in alcuni tratti ghiacciati che in discesa potrebbero essere fatidici.
Dopo 4 ore eccoci di ritorno a Pezié de Parù a conclusione di questa bellissima avventura. Un’escursione che consiglio a tutti visto l’esiguo dislivello (650 metri). Ai meno allenati consiglio di non farsi sopraffare dalla prima salita del sentiero, che è la più dura: procedete con tranquillità in questa prima fase. Un itinerario che può essere percorso in ogni stagione con le dovute precauzioni: in inverno munitevi sempre di ramponcini e, se nei giorni precedenti all’escursione dovesse aver nevicato, portate con voi anche le ciaspole.
Un’avventura che, per i più allenati, può essere anche un’ottima soluzione per una mezza giornata, soprattutto nella stagione estiva dove magari il temporale può sopraggiungere nel pomeriggio. In definitiva, consiglio davvero l’escursione alla Croda da Lago e al Rifugio Palmieri per la sua versatilità e per l’appagamento che regala il contesto dolomitico in cui si trova!
Epifania 2026. Giornate fredde in questo inizio di inverno che ancora non regala neve fresca. Assieme all’amico Alessandro, siamo in viaggio verso Cortina d’Ampezzo per raggiungere l’obiettivo di oggi: il Lago Federa e il Rifugio Palmieri al cospetto della Croda da Lago.
Raggiungiamo di prima mattina l’abitato di Cortina, costellato dalla miriade di cantieri aperti per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 che inizieranno tra meno di un mese. Intraprendiamo la strada verso il Passo Giau e in breve raggiungiamo lo spiazzo sulla sinistra nella zona di Ponte Pezié de Parù.
Ci prepariamo e ci bardiamo per sopportare il gran freddo della mattinata, che raggiunge quasi i -10 gradi. La giornata è coperta, velata, con un cielo che riflette il timido manto nevoso che persiste dall’ultima breve nevicata prima di Natale.
Iniziamo così a percorrere la traccia CAI 434 superando una grossa sbarra che impedisce il prosieguo dei veicoli. Raggiungiamo subito il Ponte Pezié de Parù sul Ra Costeana, che risulta ghiacciato in superficie con l’acqua che sgorga viva sotto il primo strato di cristallo.
Proseguiamo in direzione Sud sempre sul sentiero CAI 434: comincia qui la salita, decisa fin da subito. Ci inoltriamo nel bosco di larici e abeti spogli da neve. Il manto su cui camminiamo è bello compatto e non necessita di ramponcini al momento. Guadagniamo subito dislivello su una salita costante, ma mai troppo faticosa. Per scaldarci è davvero un toccasana!
Dopo circa 300 metri di dislivello arriviamo su un pianoro ricoperto da una coltre bianca. Davanti a noi una piccola cascina in legno e una fontana con un getto d’acqua continuo che scorre attraverso un “moccolo” ghiacciato: siamo sul piano denominato Cason de Formin.
Superata la baita in legno ci ritroviamo ad un trivio che porta al Giau o continua per il versante Ovest della Croda da Lago in direzione del Lastoi de Formin. Noi seguitiamo per la stessa traccia percorsa finora. Da qui comincia un tratto di curve a zig-zag che permettono di guadagnare buon dislivello e di godere di un panorama che via via si apre sulla Tofana di Rozes, sul Lagazuoi e sulle Cinque Torri.
Dopo 1h e 30m dalla partenza, raggiungiamo quota 2050 metri in corrispondenza di un belvedere. A pochi passi dal sentiero, dirigendosi verso Est, si arriva ad un vero e proprio balcone naturale con vista spettacolare sull’intera Conca Ampezzana. Sotto di noi Cortina d’Ampezzo, con un’aria malinconica tra il brullo e qualche spruzzo di neve qua e là. Alle sue spalle le vette del Pomagagnon protette dal maestoso Cristallo, fino ad arrivare al Faloria e al Sorapiss. Dall’altro lato il panorama si estende sulla Croda Rossa d’Ampezzo, le mitiche Tofane, il Lagazuoi e la triade Averau, Nuvolau e Cinque Torri.
Data
06-01-2026
Distanza
9.81 KM
Tipo escursione
Ciaspolata
Dislivello
650 mt
- Montagna
Croda da Lago
- Indirizzo
Cortina d'Ampezzo - Veneto
- Altitudine
2094.00 m
- Rifugi
Rifugio Palmieri
- Informazioni
Riprendiamo il cammino e saliamo per gli ultimi metri fino ai 2100 metri circa. Siamo proprio ai piedi della Croda da Lago, nella Val Negra, e possiamo intravedere le pareti dolomitiche tra le fronde. Superata questa quota il sentiero compie una leggera discesa costante nel bosco fino a raggiungere un plateau che ci porta in corrispondenza del Lago Federa. Quasi non ce ne accorgiamo poiché è completamente ricoperto di neve e ghiaccio.
In meno di due ore dalla partenza ecco che intravediamo il Rifugio Palmieri, a quota 2054 metri. Dinnanzi al suo spiazzo ci godiamo la super vista sul Becco di Mezzodì. Alla nostra sinistra spicca il mitico Antelao, che non avevamo visto dalla finestra panoramica scoperta in precedenza. Alla nostra destra le maestose pareti rosate della Croda da Lago. Possiamo solo immaginare che proprio davanti a noi, dietro al Becco di Mezzodì, si staglia il poderoso Pelmo.
Ci gustiamo un veloce snack, poiché la temperatura rigida si fa sentire e, visto che il rifugio è chiuso, non abbiamo altri motivi per sostare a lungo.
Torniamo indietro sui nostri passi, ma non subito… vogliamo provare l’ebbrezza di camminare sul Lago Federa! Vediamo che sul lago sono presenti diverse impronte umane vicino al bordo, mentre al centro sono ben distinguibili solo delle orme di animali. Ci armiamo di coraggio e muoviamo i primi passi dove la neve è ancora vergine, ignari se lo strato di ghiaccio ci possa sostenere. Procediamo in lungo e in largo e completiamo l’esplorazione del lago da Sud a Nord, camminando proprio al centro dello stesso! Una bellissima esperienza che però deve essere affrontata con cautela, verificando sempre temperature e spessore del ghiaccio!
Dopo questa originale traversata, torniamo davvero sui passi dell’andata, nuovamente su traccia CAI 434. Ripercorriamo a ritroso la via, ora indossando dei leggeri ramponcini che ci permettono di avere il piede più sicuro in alcuni tratti ghiacciati che in discesa potrebbero essere fatidici.
Dopo 4 ore eccoci di ritorno a Pezié de Parù a conclusione di questa bellissima avventura. Un’escursione che consiglio a tutti visto l’esiguo dislivello (650 metri). Ai meno allenati consiglio di non farsi sopraffare dalla prima salita del sentiero, che è la più dura: procedete con tranquillità in questa prima fase. Un itinerario che può essere percorso in ogni stagione con le dovute precauzioni: in inverno munitevi sempre di ramponcini e, se nei giorni precedenti all’escursione dovesse aver nevicato, portate con voi anche le ciaspole.
Un’avventura che, per i più allenati, può essere anche un’ottima soluzione per una mezza giornata, soprattutto nella stagione estiva dove magari il temporale può sopraggiungere nel pomeriggio. In definitiva, consiglio davvero l’escursione alla Croda da Lago e al Rifugio Palmieri per la sua versatilità e per l’appagamento che regala il contesto dolomitico in cui si trova!
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DifficoltàEscursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora. |