Monte Sperone da Sospirolo

Guida all'escursione e alla cresta panoramica tra le Dolomiti bellunesi

Dettagli

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    6.58 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    581.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    670 mt

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

  • landscape Paesaggio

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  • historical interest Int. storico

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  • duration Durata

    3h

  • altitude_max Altitudine MAX

    1251.00 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -670 mt

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

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    E

  • hike_distance Distanza

    6.58 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    581.00 mt

  • altitude_max Altitudine MAX

    1251.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    670 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -670 mt

  • duration Durata

    3h

  • landscape Paesaggio

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Stagione

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Sentieri

Quest’oggi vi porto in un’escursione breve ma intensa tra le Prealpi e le Dolomiti. L’obiettivo di oggi è la cima del Monte Sperone!
Ad accompagnarmi nell’avventura c’è l’amico Alessandro; insieme punteremo alla vetta di questa montagna che è, di fatto, il simbolo di Sospirolo in provincia di Belluno. Non bisogna fare alcuna congettura storica o culturale per capire l’origine del nome: basta osservarla dall’abitato di Sospirolo. Si tratta di un imponente picco che sembra staccarsi dal resto del crinale per issarsi verticale che, con la sua esile cresta sommitale, crea un vero e proprio sperone proteso nel vuoto!
Raggiungiamo la frazione di Susin e, più precisamente, parcheggiamo a bordo strada in corrispondenza delle Case Lovatel a quota 600 metri (qui sopra trovate il link con la posizione esatta del parcheggio). Ci prepariamo di tutto punto e, leggeri, ci incamminiamo sulla strada asfaltata.
A quota 650 metri circa troviamo un ampio spiazzo con una chiara mappa indicativa dei vari sentieri della zona. La nostra via è contrassegnata dall’"Anello blu". Proseguiamo su una strada sterrata sempre ampia (ma leggermente dissestata per procedere con l’auto) fino ad arrivare allo Staol de Doro (810 metri), dove si apre un grande spiazzo.
Seguiamo l’indicazione per la cima e intraprendiamo così il sentiero Buzzati. La traccia si inerpica decisa nel bosco di faggi e abeti, ma non risulta mai eccessivamente faticosa. Il sole fa capolino tra i rami ormai spogli degli alberi e la salita procede costante. Al bivio per la croce di Susin continuiamo verso destra, lasciando quella deviazione per una prossima avventura. A parte una panchina che domina la Valbelluna, non ci sono menzioni particolari per il panorama poiché siamo costantemente racchiusi dal folto bosco. In meno di un'ora raggiungiamo il Passo Pradel (o Sella Pradel) che divide il Col del Dof dal Monte Sperone. Proprio dinanzi a noi, il bosco si apre e lascia spazio al cucuzzolo che preannuncia la cresta finale verso la cima.
Cominciamo ad avere uno sguardo sui Monti del Sole alla nostra sinistra e sulla Valbelluna sulla destra. Continuiamo a zig-zag su zolle erbose secche fino ad arrivare a quota 1200 metri, dove vediamo tutto lo splendore dello Sperone: una parete verticale che scende per centinaia di metri e di cui è difficile vedere la fine dalla nostra posizione. Possiamo osservare l’esile cresta che ci aspetta e questa "lama" che scende a capofitto verso Sospirolo. La vista mette effettivamente un po’ di soggezione…
Attacchiamo così la cresta su una traccia sottilissima dove, ahinoi, anche il ghiaccio e qualche residuo di neve ci costringono a mantenere alta l’attenzione. Ora vediamo anche l’altro versante, verso Nord: qui si apre una seconda parete verticale che precipita verso il Lago del Mis, che splende azzurro ai nostri piedi. L’unica cosa che divide noi dal lago è questo esile sentiero e una serie infinita di alberi aggrappati alla costa Nord dello Sperone. Se tutto il tragitto precedente è da considerarsi T (Turistico), adatto a tutti, questo ultimo tratto è al limite tra E (Escursionistico) ed EE (Escursionisti Esperti). La necessità di avere passo fermo (soprattutto in presenza di neve o ghiaccio) e l’esposizione in alcuni punti devono essere assolutamente tenute in considerazione.
Ed ecco, dopo meno di 1h e 30m dalla partenza, la cima del Monte Sperone! Un panorama eccezionale sulla Valbelluna, con lo scintillante Piave che la percorre interamente. Vediamo le magnifiche Prealpi Venete che dal Col Nudo, passando per l’Alpago, continuano per il Col Visentin e il Cesen. Dall’altra parte i Monti del Sole con l’alto Piz de Mezzodì e si intravede il maestoso Agner completamente innevato, fino a tornare al vicino Piz de Vedana e al Monte Peron.
Ci godiamo il panorama e una piccola pausa prima di tornare sui nostri passi. Evitiamo di compiere il giro ad anello attraverso la Costa Peramula poiché la ripidità del sentiero, combinata alla presenza di ghiaccio, non è la condizione ideale per quella traccia.
Ripercorriamo la via a ritroso e, poco dopo la Sella Pradel, seguiamo una chiara traccia alternativa che ci fa compiere un piccolo anello "selvaggio", ricongiungendoci alla strada asfaltata poco sotto lo Staol de Doro e in breve torniamo a Susin.
Termina così questa magnifica avventura che, anche se breve, è perfetta per un’escursione di mezza giornata vista la rapidità nel raggiungere la vetta. La facilità del sentiero invita tutti gli escursionisti mediamente allenati (dislivello complessivo di 670 metri), ma la particolarità sta tutta nella cresta finale: richiede attenzione, pur essendo agevole in condizioni ottimali. La vista dalla cima è eccezionale e conto di seguire il consiglio di una coppia di locali incontrata in vetta: ripercorrere questo sentiero in estate al calar del sole per godere del tramonto… deve essere uno spettacolo!

Quest’oggi vi porto in un’escursione breve ma intensa tra le Prealpi e le Dolomiti. L’obiettivo di oggi è la cima del Monte Sperone!
Ad accompagnarmi nell’avventura c’è l’amico Alessandro; insieme punteremo alla vetta di questa montagna che è, di fatto, il simbolo di Sospirolo in provincia di Belluno. Non bisogna fare alcuna congettura storica o culturale per capire l’origine del nome: basta osservarla dall’abitato di Sospirolo. Si tratta di un imponente picco che sembra staccarsi dal resto del crinale per issarsi verticale che, con la sua esile cresta sommitale, crea un vero e proprio sperone proteso nel vuoto!
Raggiungiamo la frazione di Susin e, più precisamente, parcheggiamo a bordo strada in corrispondenza delle Case Lovatel a quota 600 metri (qui sopra trovate il link con la posizione esatta del parcheggio). Ci prepariamo di tutto punto e, leggeri, ci incamminiamo sulla strada asfaltata.
A quota 650 metri circa troviamo un ampio spiazzo con una chiara mappa indicativa dei vari sentieri della zona. La nostra via è contrassegnata dall’"Anello blu". Proseguiamo su una strada sterrata sempre ampia (ma leggermente dissestata per procedere con l’auto) fino ad arrivare allo Staol de Doro (810 metri), dove si apre un grande spiazzo.
Seguiamo l’indicazione per la cima e intraprendiamo così il sentiero Buzzati. La traccia si inerpica decisa nel bosco di faggi e abeti, ma non risulta mai eccessivamente faticosa. Il sole fa capolino tra i rami ormai spogli degli alberi e la salita procede costante. Al bivio per la croce di Susin continuiamo verso destra, lasciando quella deviazione per una prossima avventura. A parte una panchina che domina la Valbelluna, non ci sono menzioni particolari per il panorama poiché siamo costantemente racchiusi dal folto bosco. In meno di un'ora raggiungiamo il Passo Pradel (o Sella Pradel) che divide il Col del Dof dal Monte Sperone. Proprio dinanzi a noi, il bosco si apre e lascia spazio al cucuzzolo che preannuncia la cresta finale verso la cima.
Cominciamo ad avere uno sguardo sui Monti del Sole alla nostra sinistra e sulla Valbelluna sulla destra. Continuiamo a zig-zag su zolle erbose secche fino ad arrivare a quota 1200 metri, dove vediamo tutto lo splendore dello Sperone: una parete verticale che scende per centinaia di metri e di cui è difficile vedere la fine dalla nostra posizione. Possiamo osservare l’esile cresta che ci aspetta e questa "lama" che scende a capofitto verso Sospirolo. La vista mette effettivamente un po’ di soggezione…
Attacchiamo così la cresta su una traccia sottilissima dove, ahinoi, anche il ghiaccio e qualche residuo di neve ci costringono a mantenere alta l’attenzione. Ora vediamo anche l’altro versante, verso Nord: qui si apre una seconda parete verticale che precipita verso il Lago del Mis, che splende azzurro ai nostri piedi. L’unica cosa che divide noi dal lago è questo esile sentiero e una serie infinita di alberi aggrappati alla costa Nord dello Sperone.



Data

23-11-2025

Distanza

6.58 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

670 mt

  • Montagna

    Monte Sperone

  • Indirizzo

    Sospirolo - Veneto

  • Altitudine

    1251.00 m

  • Rifugi

  • Informazioni

Se tutto il tragitto precedente è da considerarsi T (Turistico), adatto a tutti, questo ultimo tratto è al limite tra E (Escursionistico) ed EE (Escursionisti Esperti). La necessità di avere passo fermo (soprattutto in presenza di neve o ghiaccio) e l’esposizione in alcuni punti devono essere assolutamente tenute in considerazione.
Ed ecco, dopo meno di 1h e 30m dalla partenza, la cima del Monte Sperone! Un panorama eccezionale sulla Valbelluna, con lo scintillante Piave che la percorre interamente. Vediamo le magnifiche Prealpi Venete che dal Col Nudo, passando per l’Alpago, continuano per il Col Visentin e il Cesen. Dall’altra parte i Monti del Sole con l’alto Piz de Mezzodì e si intravede il maestoso Agner completamente innevato, fino a tornare al vicino Piz de Vedana e al Monte Peron.
Ci godiamo il panorama e una piccola pausa prima di tornare sui nostri passi. Evitiamo di compiere il giro ad anello attraverso la Costa Peramula poiché la ripidità del sentiero, combinata alla presenza di ghiaccio, non è la condizione ideale per quella traccia.
Ripercorriamo la via a ritroso e, poco dopo la Sella Pradel, seguiamo una chiara traccia alternativa che ci fa compiere un piccolo anello "selvaggio", ricongiungendoci alla strada asfaltata poco sotto lo Staol de Doro e in breve torniamo a Susin.
Termina così questa magnifica avventura che, anche se breve, è perfetta per un’escursione di mezza giornata vista la rapidità nel raggiungere la vetta. La facilità del sentiero invita tutti gli escursionisti mediamente allenati (dislivello complessivo di 670 metri), ma la particolarità sta tutta nella cresta finale: richiede attenzione, pur essendo agevole in condizioni ottimali. La vista dalla cima è eccezionale e conto di seguire il consiglio di una coppia di locali incontrata in vetta: ripercorrere questo sentiero in estate al calar del sole per godere del tramonto… deve essere uno spettacolo!



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Difficoltà

Escursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.



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