Dettagli
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza12.67 KM
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Altitudine MIN1639.00 mt
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Dislivello +1031 mt
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Parcheggio
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Paesaggio





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Int. storico





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Durata5h
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Altitudine MAX2670.00 mt
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Dislivello --1031 mt
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàE
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Distanza12.67 KM
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Altitudine MIN1639.00 mt
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Altitudine MAX2670.00 mt
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Dislivello +1031 mt
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Dislivello --1031 mt
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Durata5h
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Paesaggio





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Int. storico





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Parcheggio
Oggi, ad accompagnarmi in questa nuova avventura, c'è un mio vecchio amico dell'università, Angelo. L'obiettivo è la cima della montagna più rappresentativa di Corvara in Badia: il Sassongher!
Con la sua cima inconfondibile che svetta solitaria su Corvara e Colfosco, è il soggetto perfetto per le fotografie che in molti scattano scendendo dal Passo Campolongo. Qui, infatti, ci si può fermare in uno spiazzo con la scritta in legno "CORVARA" e immortalarsi con il panorama dominato dal Sassongher.
Raggiungiamo l'abitato di Colfosco, poco più avanti di Corvara in direzione del Passo Gardena. Attraversiamo il centro del paese e proseguiamo su una strada in salita con le indicazioni per "Col Pradat". In breve raggiungiamo l'ampio parcheggio da dove parte la seggiovia che porta al rifugio Col Pradat.
Ci prepariamo, zaino in spalla, e decidiamo di risparmiare i primi 300 metri di dislivello grazie alla funivia per arrivare in vetta e goderci il più possibile la giornata. In pochi minuti saliamo a circa 2.000 metri. Di fronte a noi, il Sassongher in tutta la sua imponenza e il sentiero da seguire, ben distinguibile.
Percorriamo così pochi metri sull'ampia strada sterrata (segnavia CAI numero 3) che costeggia prati dove biondi cavalli stanno ancora dormendo. Poco più avanti, un sentiero sulla destra con diversi cartelli ci indica la via giusta per proseguire. Intraprendiamo così la traccia CAI 4A - 4 che taglia il versante occidentale del Sassongher e ci mantiene pressoché in quota fino ai 2.100 metri, dove incontriamo la seconda deviazione.
Qui, continuando dritti, si arriva al rifugio Puez. Noi invece procediamo in direzione Est sul sentiero CAI 7. La traccia sterrata si destreggia con diverse curve e si insinua nel cuore della roccia frastagliata della montagna. Il percorso segue l'andamento naturale della roccia, procedendo di fatto su diversi tratti di cengia ampi e mai esposti. L'apertura dell'ambiente regala un panorama già da questi primi passi che si fanno più decisi, ora in salita. Spunta all'orizzonte anche il candido ghiacciaio della Marmolada.
In questa parte del percorso, viene alla memoria come nel 1900, il primo scalatore del Sassongher, Joseph Kostner (una guida locale di Corvara), abbia potuto identificare da subito questa comoda via modellata dalla montagna stessa.
Lasciamo la roccia, procediamo in costante salita, mai faticosa, e torniamo tra chiazze erbose prima di raggiungere un tratto ghiaioso con un'evidente e caratteristica scala creata da massicci tronchi. Raggiungiamo così la prima tappa della giornata a quota 2.411 metri: la Forcella Sassongher!
Una finestra naturale si apre davanti a noi con il maestoso e inconfondibile Sass Dla Crusc al centro della vista. Alla sinistra, il poderoso complesso roccioso del Para da Giai che termina nella Val de Juel, la quale si estende sotto di noi. Procediamo la salita ora su una traccia incerta ma mai pericolosa, tra ghiaia e piccole rocce. Un sentiero molto piacevole che percorre di fatto la parte iniziale della cresta Nord del Sassongher. Arriviamo in breve alla fenditura caratteristica della montagna, che divide la cima che stiamo per raggiungere dal complesso roccioso denominato Tors dl Sassongher. Qui ha inizio il tratto attrezzato dell'avventura. I segmenti di cavo metallico si insinuano tra rocce accatastate che offrono ottimi appigli per mani e piedi. Ci sono due diverse possibilità di scelta. Noi optiamo per la via di destra. Entrambe le opzioni hanno lo stesso grado di difficoltà. Per sicurezza, consiglio di portare con sé il kit da ferrata, nell'eventualità che ci sia umidità o, nella stagione invernale, ghiaccio o vetrato. Tuttavia, nelle condizioni che abbiamo trovato oggi, questo tratto può essere percorso in tranquillità, con la sicurezza di avere a portata di mano il tratto attrezzato che aiuta sicuramente la progressione. Nel giro di 5-10 minuti superiamo la via ferrata (rallentati anche dalla presenza di una vera e propria coda di persone che salivano con noi).
Sbuchiamo così su un sentiero in costa che regala il primo panorama da sogno sulla Val Badia, prima di ripiegare verso Est e procedere tra piccoli solchi scavati dall'erosione dell'acqua. Arriviamo così alla cresta sommitale che si distingue proprio davanti agli occhi: un cucuzzolo ghiaioso che ricorda la protuberanza di una madeleine, il soffice dolce francese. Questo cucuzzolo divide uno skyline che diventa sempre più completo a ogni passo che facciamo verso la vetta. Sembra quasi di raggiungere la cima di una montagna affilata, il sentiero diventa sempre più esile e ai lati la cresta si fa sempre più tagliente. Ed ecco, a poco più di 2 ore dalla partenza dal Col Pradat, si delinea davanti a noi l'imponente croce di vetta! Abbiamo raggiunto la cima di questa montagna, il cui nome deriva dal connubio tra due parole: sasso/roccia e il suffisso latino "uncarius", che significa adunco, ricurvo. La sua forma, infatti, da alcune angolazioni appare come un Sasso Ricurvo, una Roccia ad Uncino: siamo in vetta al Sassongher, 2.665 metri!
La cima si staglia esattamente al centro di un anfiteatro naturale che ci abbraccia completamente. Dando le spalle alla croce di vetta, alla nostra destra identifichiamo il Sassolungo, il gruppo del Sella con il Piz Boè, la Regina Marmolada, le Pale di San Martino, l'inconfondibile parete del Civetta, il Pelmo, passando per l'Averau, il Nuvolau, il Lagazuoi, le Tofane con la Tofana di Rozes, Cima Scotter, il gruppo del Fanes, Cunturines, Piz de Lavarela, Sass Dla Crusc, Plan de Corones, fino alle vette austriache con il Sasso Nero, per poi tornare alle più vicine cime del gruppo Puez-Odle, che abbiamo alle spalle!
La giornata di oggi, con un cielo terso e nemmeno l'ombra di una nuvola, ci permette di godere ogni singolo particolare di queste meravigliose Dolomiti. Uno skyline più che da cartolina, tanto da sembrare quasi finto, costruito ad arte!
Ci godiamo questo splendore e poi ricominciamo la discesa per la stessa via della salita. Il tratto attrezzato anche in discesa non presenta difficoltà. Ritorniamo alla forcella e da lì la discesa continua fino al bivio a quota 2.100 metri. Dato che abbiamo concluso l'avventura in un tempo ragionevole, proseguiamo l'escursione sul sentiero CAI 4 in direzione del rifugio Puez.
Il rifugio è troppo distante come nostra seconda meta di giornata, quindi scegliamo di raggiungere la Forcella de Ciampei Somafurcia. Il sentiero si sviluppa su una dolce salita costante che, nel giro di 30 minuti, ci permette di raggiungere la forcella e godere di una fantastica vista sul Sassongher, appena sceso, e dall'altra parte il paesaggio lunare del gruppo Puez-Odle.
Una volta goduto il panorama anche da questa angolazione, scendiamo in direzione del rifugio Col Pradat. Una pausa è d'obbligo per gustare le prelibatezze fatte in casa, accompagnate da un dissetante Skiwasser, prima di ritornare al parcheggio attraverso il sentiero nel bosco sottostante la funivia (CAI numero 3).
Si conclude così questa magnifica avventura in vetta al Sassongher. Un'escursione che, utilizzando la funivia per risparmiare 300 metri di dislivello, è adatta a persone mediamente allenate, visto che i metri totali di dislivello sono 700 fino alla vetta (1.000 se si evita di usare la funivia). Se si desidera compiere anche l'ascesa alla Forcella de Ciampei Somafurcia, bisogna calcolare altri 300 metri abbondanti di dislivello.
Una vetta nel cuore dell'Alta Badia che, grazie alla sua posizione prominente e isolata, permette di vivere un'esperienza unica, completamente immersi e abbracciati dalla totalità delle Dolomiti!
È una domenica mattina dell'ultimo giorno di agosto. Il sole spadroneggia indisturbato nel cielo, così terso da sembrare quasi finto.
Oggi, ad accompagnarmi in questa nuova avventura, c'è un mio vecchio amico dell'università, Angelo. L'obiettivo è la cima della montagna più rappresentativa di Corvara in Badia: il Sassongher!
Con la sua cima inconfondibile che svetta solitaria su Corvara e Colfosco, è il soggetto perfetto per le fotografie che in molti scattano scendendo dal Passo Campolongo. Qui, infatti, ci si può fermare in uno spiazzo con la scritta in legno "CORVARA" e immortalarsi con il panorama dominato dal Sassongher.
Raggiungiamo l'abitato di Colfosco, poco più avanti di Corvara in direzione del Passo Gardena. Attraversiamo il centro del paese e proseguiamo su una strada in salita con le indicazioni per "Col Pradat". In breve raggiungiamo l'ampio parcheggio da dove parte la seggiovia che porta al rifugio Col Pradat.
Ci prepariamo, zaino in spalla, e decidiamo di risparmiare i primi 300 metri di dislivello grazie alla funivia per arrivare in vetta e goderci il più possibile la giornata. In pochi minuti saliamo a circa 2.000 metri. Di fronte a noi, il Sassongher in tutta la sua imponenza e il sentiero da seguire, ben distinguibile.
Percorriamo così pochi metri sull'ampia strada sterrata (segnavia CAI numero 3) che costeggia prati dove biondi cavalli stanno ancora dormendo. Poco più avanti, un sentiero sulla destra con diversi cartelli ci indica la via giusta per proseguire. Intraprendiamo così la traccia CAI 4A - 4 che taglia il versante occidentale del Sassongher e ci mantiene pressoché in quota fino ai 2.100 metri, dove incontriamo la seconda deviazione.
Qui, continuando dritti, si arriva al rifugio Puez. Noi invece procediamo in direzione Est sul sentiero CAI 7. La traccia sterrata si destreggia con diverse curve e si insinua nel cuore della roccia frastagliata della montagna. Il percorso segue l'andamento naturale della roccia, procedendo di fatto su diversi tratti di cengia ampi e mai esposti. L'apertura dell'ambiente regala un panorama già da questi primi passi che si fanno più decisi, ora in salita. Spunta all'orizzonte anche il candido ghiacciaio della Marmolada.
In questa parte del percorso, viene alla memoria come nel 1900, il primo scalatore del Sassongher, Joseph Kostner (una guida locale di Corvara), abbia potuto identificare da subito questa comoda via modellata dalla montagna stessa.
Lasciamo la roccia, procediamo in costante salita, mai faticosa, e torniamo tra chiazze erbose prima di raggiungere un tratto ghiaioso con un'evidente e caratteristica scala creata da massicci tronchi. Raggiungiamo così la prima tappa della giornata a quota 2.411 metri: la Forcella Sassongher!
Una finestra naturale si apre davanti a noi con il maestoso e inconfondibile Sass Dla Crusc al centro della vista. Alla sinistra, il poderoso complesso roccioso del Para da Giai che termina nella Val de Juel, la quale si estende sotto di noi.
Data
31-08-2025
Distanza
12.67 KM
Tipo escursione
Escursione
Dislivello
1031 mt
- Montagna
Sassongher
- Indirizzo
Colfosco, Alta Badia
- Altitudine
2670.00 m
- Rifugi
Rifugio Col Pradat
- Informazioni
Procediamo la salita ora su una traccia incerta ma mai pericolosa, tra ghiaia e piccole rocce. Un sentiero molto piacevole che percorre di fatto la parte iniziale della cresta Nord del Sassongher. Arriviamo in breve alla fenditura caratteristica della montagna, che divide la cima che stiamo per raggiungere dal complesso roccioso denominato Tors dl Sassongher.
Qui ha inizio il tratto attrezzato dell'avventura. I segmenti di cavo metallico si insinuano tra rocce accatastate che offrono ottimi appigli per mani e piedi. Ci sono due diverse possibilità di scelta. Noi optiamo per la via di destra. Entrambe le opzioni hanno lo stesso grado di difficoltà. Per sicurezza, consiglio di portare con sé il kit da ferrata, nell'eventualità che ci sia umidità o, nella stagione invernale, ghiaccio o vetrato. Tuttavia, nelle condizioni che abbiamo trovato oggi, questo tratto può essere percorso in tranquillità, con la sicurezza di avere a portata di mano il tratto attrezzato che aiuta sicuramente la progressione. Nel giro di 5-10 minuti superiamo la via ferrata (rallentati anche dalla presenza di una vera e propria coda di persone che salivano con noi).
Sbuchiamo così su un sentiero in costa che regala il primo panorama da sogno sulla Val Badia, prima di ripiegare verso Est e procedere tra piccoli solchi scavati dall'erosione dell'acqua. Arriviamo così alla cresta sommitale che si distingue proprio davanti agli occhi: un cucuzzolo ghiaioso che ricorda la protuberanza di una madeleine, il soffice dolce francese. Questo cucuzzolo divide uno skyline che diventa sempre più completo a ogni passo che facciamo verso la vetta.
Sembra quasi di raggiungere la cima di una montagna affilata, il sentiero diventa sempre più esile e ai lati la cresta si fa sempre più tagliente.
Ed ecco, a poco più di 2 ore dalla partenza dal Col Pradat, si delinea davanti a noi l'imponente croce di vetta! Abbiamo raggiunto la cima di questa montagna, il cui nome deriva dal connubio tra due parole: sasso/roccia e il suffisso latino "uncarius", che significa adunco, ricurvo. La sua forma, infatti, da alcune angolazioni appare come un Sasso Ricurvo, una Roccia ad Uncino: siamo in vetta al Sassongher, 2.665 metri!
La cima si staglia esattamente al centro di un anfiteatro naturale che ci abbraccia completamente. Dando le spalle alla croce di vetta, alla nostra destra identifichiamo il Sassolungo, il gruppo del Sella con il Piz Boè, la Regina Marmolada, le Pale di San Martino, l'inconfondibile parete del Civetta, il Pelmo, passando per l'Averau, il Nuvolau, il Lagazuoi, le Tofane con la Tofana di Rozes, Cima Scotter, il gruppo del Fanes, Cunturines, Piz de Lavarela, Sass Dla Crusc, Plan de Corones, fino alle vette austriache con il Sasso Nero, per poi tornare alle più vicine cime del gruppo Puez-Odle, che abbiamo alle spalle!
La giornata di oggi, con un cielo terso e nemmeno l'ombra di una nuvola, ci permette di godere ogni singolo particolare di queste meravigliose Dolomiti. Uno skyline più che da cartolina, tanto da sembrare quasi finto, costruito ad arte!
Ci godiamo questo splendore e poi ricominciamo la discesa per la stessa via della salita. Il tratto attrezzato anche in discesa non presenta difficoltà. Ritorniamo alla forcella e da lì la discesa continua fino al bivio a quota 2.100 metri. Dato che abbiamo concluso l'avventura in un tempo ragionevole, proseguiamo l'escursione sul sentiero CAI 4 in direzione del rifugio Puez.
Il rifugio è troppo distante come nostra seconda meta di giornata, quindi scegliamo di raggiungere la Forcella de Ciampei Somafurcia. Il sentiero si sviluppa su una dolce salita costante che, nel giro di 30 minuti, ci permette di raggiungere la forcella e godere di una fantastica vista sul Sassongher, appena sceso, e dall'altra parte il paesaggio lunare del gruppo Puez-Odle.
Una volta goduto il panorama anche da questa angolazione, scendiamo in direzione del rifugio Col Pradat. Una pausa è d'obbligo per gustare le prelibatezze fatte in casa, accompagnate da un dissetante Skiwasser, prima di ritornare al parcheggio attraverso il sentiero nel bosco sottostante la funivia (CAI numero 3).
Si conclude così questa magnifica avventura in vetta al Sassongher. Un'escursione che, utilizzando la funivia per risparmiare 300 metri di dislivello, è adatta a persone mediamente allenate, visto che i metri totali di dislivello sono 700 fino alla vetta (1.000 se si evita di usare la funivia). Se si desidera compiere anche l'ascesa alla Forcella de Ciampei Somafurcia, bisogna calcolare altri 300 metri abbondanti di dislivello.
Una vetta nel cuore dell'Alta Badia che, grazie alla sua posizione prominente e isolata, permette di vivere un'esperienza unica, completamente immersi e abbracciati dalla totalità delle Dolomiti!
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DifficoltàEscursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora. |