Pian delle Femene - Strada delle Musse

Una breve, ma intensa escursione sui colli di Revine Lago

Dettagli

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    8.64 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    231.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    903 mt

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

  • landscape Paesaggio

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  • historical interest Int. storico

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  • duration Durata

    3h

  • altitude_max Altitudine MAX

    1134.00 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -903 mt

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    8.64 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    231.00 mt

  • altitude_max Altitudine MAX

    1134.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    903 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -903 mt

  • duration Durata

    3h

  • landscape Paesaggio

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  • historical interest Int. storico

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Stagione

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MAR
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MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC

Sentieri

Lo dico subito: questa volta niente video su YouTube. L’escursione di oggi è breve, troppo breve per farne un contenuto visivo appagante. Ma vale comunque la pena raccontarla, perché può essere l’idea perfetta per una camminata primaverile, in quelle giornate in cui il cielo cambia umore all’improvviso e ti regala due o tre ore di sereno. Tanto basta per goderne appieno.
La partenza è nel centro storico di Revine Lago, dove si può lasciare l’auto nel comodo parcheggio gratuito vicino al cimitero. Si sale verso la prima chiesa del paese, e da lì si segue la via Crucis che conduce fino alla chiesa di San Francesco di Paola, che merita senza dubbio una sosta fotografica.
Consiglio di percorrere l’intera via Crucis: arrivati in cima, la vista sul lago di Revine in lontananza è una piccola ricompensa. Superata la chiesa e la grande croce in legno sulla destra, si scende dolcemente attraverso un prato per imboccare un sentiero evidente che si addentra subito nel bosco.
Poco più avanti si incontra la segnaletica del CAI: sentiero 1032, la Strada delle Musse, con indicazione di 2 ore e 10 minuti per il Pian delle Femene.
Il sentiero parte timidamente, ma dopo pochi passi si apre in un piccolo mondo incantato. A tratti sembra di camminare nella giungla, altrove ci si ritrova in una sorta di canyon verde, protetti da imponenti faggi e noccioli. I muretti a secco, ricoperti di muschio spesso e brillante, accompagnano il cammino. Sul selciato emergono massi disposti a formare una vera strada: sono le tracce delle “musse”, le slitte in legno che un tempo servivano per trasportare fieno e legna dalle montagne verso il fondovalle. Ancora oggi, i solchi lasciati dal loro passaggio sono ben visibili sulla pietra consumata dal tempo. La salita è costante, ma mai troppo impegnativa. La natura intorno avvolge in un silenzio rigenerante, quasi incredibile pensando che si è a pochi passi dal paese. Superata quota 700 metri, dopo circa 500 metri di dislivello, si incontra la radura delle Casere Maor: un ampio prato di un verde vivido dove fare una meritata pausa. Da qui si gode una splendida vista sul Monte Baldo e, alle spalle, si intravede anche Vittorio Veneto. Una piccola lama d’acqua crea un perfetto specchio naturale, ideale per uno scatto originale.
Il percorso prosegue poi lungo la dorsale del Monte Forcella, costeggiando il Valon dei Pavei. Il terreno alterna tratti di foglie e terra compatta a sezioni con pietre ben disposte che rendono più agevole la salita.
Chi ama osservare i dettagli, sarà felice di trovare campanule, orchidee selvatiche e una varietà di fiori di cui, lo ammetto, non conosco il nome… ma che sicuramente renderanno la salita ancora più piacevole.
Dopo circa 1 ora e 30 minuti a passo deciso (o 2 ore con calma), si arriva al rifugio sulla sella del Pian delle Femene. Si può raggiungere anche in auto da un’ampia strada asfaltata… ma vuoi mettere la soddisfazione di arrivarci a piedi da Revine?
Al rifugio si può pranzare – specialità: selvaggina e funghi – oppure fare uno spuntino veloce. Io mi accontento di una Coca-Cola al volo: il cielo minaccia pioggia e decido di rientrare per lo stesso sentiero… questa volta correndo, con i nuvoloni alle calcagna.
Alla fine, torno a Revine all’asciutto, soddisfatto e con la testa piena di immagini. Una piccola grande avventura che consiglio a chi ha un minimo di allenamento (sono pur sempre 900 metri di dislivello) e a chi ama la montagna e vuole sfruttare al massimo le brevi finestre di bel tempo che la primavera regala.

Lo dico subito: questa volta niente video su YouTube. L’escursione di oggi è breve, troppo breve per farne un contenuto visivo appagante. Ma vale comunque la pena raccontarla, perché può essere l’idea perfetta per una camminata primaverile, in quelle giornate in cui il cielo cambia umore all’improvviso e ti regala due o tre ore di sereno. Tanto basta per goderne appieno.
La partenza è nel centro storico di Revine Lago, dove si può lasciare l’auto nel comodo parcheggio gratuito vicino al cimitero. Si sale verso la prima chiesa del paese, e da lì si segue la via Crucis che conduce fino alla chiesa di San Francesco di Paola, che merita senza dubbio una sosta fotografica.
Consiglio di percorrere l’intera via Crucis: arrivati in cima, la vista sul lago di Revine in lontananza è una piccola ricompensa. Superata la chiesa e la grande croce in legno sulla destra, si scende dolcemente attraverso un prato per imboccare un sentiero evidente che si addentra subito nel bosco.
Poco più avanti si incontra la segnaletica del CAI: sentiero 1032, la Strada delle Musse, con indicazione di 2 ore e 10 minuti per il Pian delle Femene.
Il sentiero parte timidamente, ma dopo pochi passi si apre in un piccolo mondo incantato. A tratti sembra di camminare nella giungla, altrove ci si ritrova in una sorta di canyon verde, protetti da imponenti faggi e noccioli. I muretti a secco, ricoperti di muschio spesso e brillante, accompagnano il cammino. Sul selciato emergono massi disposti a formare una vera strada: sono le tracce delle “musse”, le slitte in legno che un tempo servivano per trasportare fieno e legna dalle montagne verso il fondovalle. Ancora oggi, i solchi lasciati dal loro passaggio sono ben visibili sulla pietra consumata dal tempo.



Data

27-04-2025

Distanza

8.64 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

903 mt

  • Montagna

    Pian delle Femene

  • Indirizzo

    Revine Lago, Veneto

  • Altitudine

    1134.00 m

  • Rifugi

    Rifugio Alpino Pian delle Femene

  • Informazioni

    Rifugio Alpino Pian delle Femene

La salita è costante, ma mai troppo impegnativa. La natura intorno avvolge in un silenzio rigenerante, quasi incredibile pensando che si è a pochi passi dal paese. Superata quota 700 metri, dopo circa 500 metri di dislivello, si incontra la radura delle Casere Maor: un ampio prato di un verde vivido dove fare una meritata pausa. Da qui si gode una splendida vista sul Monte Baldo e, alle spalle, si intravede anche Vittorio Veneto. Una piccola lama d’acqua crea un perfetto specchio naturale, ideale per uno scatto originale.
Il percorso prosegue poi lungo la dorsale del Monte Forcella, costeggiando il Valon dei Pavei. Il terreno alterna tratti di foglie e terra compatta a sezioni con pietre ben disposte che rendono più agevole la salita.
Chi ama osservare i dettagli, sarà felice di trovare campanule, orchidee selvatiche e una varietà di fiori di cui, lo ammetto, non conosco il nome… ma che sicuramente renderanno la salita ancora più piacevole.
Dopo circa 1 ora e 30 minuti a passo deciso (o 2 ore con calma), si arriva al rifugio sulla sella del Pian delle Femene. Si può raggiungere anche in auto da un’ampia strada asfaltata… ma vuoi mettere la soddisfazione di arrivarci a piedi da Revine?
Al rifugio si può pranzare – specialità: selvaggina e funghi – oppure fare uno spuntino veloce. Io mi accontento di una Coca-Cola al volo: il cielo minaccia pioggia e decido di rientrare per lo stesso sentiero… questa volta correndo, con i nuvoloni alle calcagna.
Alla fine, torno a Revine all’asciutto, soddisfatto e con la testa piena di immagini. Una piccola grande avventura che consiglio a chi ha un minimo di allenamento (sono pur sempre 900 metri di dislivello) e a chi ama la montagna e vuole sfruttare al massimo le brevi finestre di bel tempo che la primavera regala.



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Difficoltà

Escursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.



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