Dettagli
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàEE
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Distanza11.36 KM
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Altitudine MIN618.00 mt
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Dislivello +985 mt
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Parcheggio
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Paesaggio





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Int. storico





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Durata5h
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Altitudine MAX1603.00 mt
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Dislivello --985 mt
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàEE
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Distanza11.36 KM
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Altitudine MIN618.00 mt
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Altitudine MAX1603.00 mt
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Dislivello +985 mt
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Dislivello --985 mt
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Durata5h
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Paesaggio





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Int. storico





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Parcheggio
Ci incamminiamo lungo il sentiero CAI 851, che si inerpica da subito tra boschi di faggi e abeti. Il canto degli uccelli accompagnano i primi passi di questa avventura in un ambiente appannato da una nebbia corposa e che fa pesare l’umidità percepita. Saliamo con ritmo visto che non c’è nulla da vedere purtroppo. Gli alberi sono le uniche sagome che, scure, si stagliano dal bianco spesso della nebbia.
Il sentiero aumenta leggermente la pendenza in corrispondenza del parcheggio utilizzato per il servizio navetta che porta, tramite strada sterrata, al rifugio Casera Ere. Lo raggiungeremo più tardi, continuiamo per la traccia 851 per raggiungere prima la cima del Piz.
Superata la quota dei 1300 la nebbia comincia a diradarsi, vediamo il cielo finalmente azzurro. La temperatura cambia, non c’è più umidità e il sole comincia a scaldarci. Ci giriamo e godiamo del momento più magico dell’escursione: un mare di nuvole avvolge l’intera Valbelluna, lasciando emergere solo le vette più alte delle Dolomiti. Uno spettacolo che toglie il fiato e che ripaga ogni sforzo fino a questo momento.
Continuiamo fino a raggiungere dapprima il bivio per la forcella Intrigos, seguitiamo a sinistra e lasciamo la cima del Pizzocco per una prossima escursione. Comincia ad essere presente un po’ di neve rimasta dall’ultima nevicata fatta in settimana. Le temperature però la rendono a tratti pesante, marcia. A poco più di 2h dalla partenza raggiungiamo il Bivacco Palia, un punto di sosta perfetto per una breve pausa. Qui, è possibile ammirare i primi scorci panoramici sulla Valbelluna e prepararsi per la salita successiva.
Riprendiamo il sentiero immersi ora in un gruppo di abeti ancora innevati e, più saliamo, più la neve diventa compatta. Al bivio che indica il Pizzocco, dalla parte opposta vediamo il crinale per raggiungere la nostra meta, il monte Piz. Affondiamo gli scarponi nel manto nevoso immacolato, oggi siamo gli unici ad arrivare in vetta: ed ecco la cima a quota 1608 metri, a circa 2h e 30 minuti dalla partenza. La meraviglia che ci ha accompagnato da quota 1300 si mostra davanti a noi ora da questo cucuzzolo: le nuvole sembrano una coperta soffice e candida. Viene voglia quasi di tuffarsi, lasciarsi andare in questo abbraccio che sembra caldo e rassicurante. La croce di vetta rende ancora più caratteristico il panorama, le cime spaziano dal Monte Serva, il Col Nudo, le cime dell’Alpago, il Pizzoc, il Col Visentin fino al Monte Cimone. Sotto, invece, possiamo solo immaginare la Valbelluna con lo scorrere del Piave.
Dalla parte opposta vediamo il Pizzocco nella sua caratterista forma a corno ducale. Per chi è interessato, qui può trovare la relazione della salita fatta nel 2018: Monte Pizzocco - Una vetta sorprendente nelle prealpi venete
Dopo aver goduto a pieno della vista, proseguiamo lungo il sentiero CAI 853, che conduce in direzione del Rifugio Casera Ere. Questo tratto di percorso, che completa l’itinerario ad anello, regala ulteriori panorami e una discesa piacevole tra prati e boschi. Arriviamo al rifugio, quasi tutti i tavoli all’esterno sono occupati vista la bella giornata di sole. Prendiamo posto trovando una calorosa accoglienza e piatti tipici della cucina bellunese, perfetti per concludere la giornata in bellezza. La coltre nuvolosa comincia anche a scomparire dalla Valbelluna e ci regala il panorama completo con la vista di tutti i paesi e la piana del bellunese con il luccichio del Piave.
Per il ritorno scegliamo di intraprendere la strada forestale asfaltata e, in circa 1h torniamo al parcheggio.
Si conclude così una bellissima escursione nelle prealpi venete, ai piedi della cima dolomitica del Pizzocco. Un’avventura consigliata per escursionisti esperti per alcuni punti delicati durante la salita e sulla cresta del monte Piz.
Se sei alla ricerca di un’escursione che unisca storia, panorami mozzafiato e un’atmosfera autentica di montagna, l’itinerario che parte da San Gregorio nelle Alpi per raggiungere il Monte Piz e il Rifugio Casera Ere è quello che fa per te.
Febbraio, pieno inverno, ma le temperature continuano a essere quasi primaverili. L’escursione di oggi ha come obiettivo il monte Piz ai piedi del più blasonato Pizzocco. Siamo nella zona di Feltre e più precisamente a San Gregorio nelle Alpi. Assieme agli amici Enrico e Alessandro raggiungiamo la frazione di Roncoi e lasciamo l’auto nel piccolo spiazzo dinnanzi alla chiesetta di San Pietro.
Ci incamminiamo lungo il sentiero CAI 851, che si inerpica da subito tra boschi di faggi e abeti. Il canto degli uccelli accompagnano i primi passi di questa avventura in un ambiente appannato da una nebbia corposa e che fa pesare l’umidità percepita.
Saliamo con ritmo visto che non c’è nulla da vedere purtroppo. Gli alberi sono le uniche sagome che, scure, si stagliano dal bianco spesso della nebbia.
Il sentiero aumenta leggermente la pendenza in corrispondenza del parcheggio utilizzato per il servizio navetta che porta, tramite strada sterrata, al rifugio Casera Ere. Lo raggiungeremo più tardi, continuiamo per la traccia 851 per raggiungere prima la cima del Piz.
Superata la quota dei 1300 la nebbia comincia a diradarsi, vediamo il cielo finalmente azzurro. La temperatura cambia, non c’è più umidità e il sole comincia a scaldarci. Ci giriamo e godiamo del momento più magico dell’escursione: un mare di nuvole avvolge l’intera Valbelluna, lasciando emergere solo le vette più alte delle Dolomiti. Uno spettacolo che toglie il fiato e che ripaga ogni sforzo fino a questo momento.
Continuiamo fino a raggiungere dapprima il bivio per la forcella Intrigos, seguitiamo a sinistra e lasciamo la cima del Pizzocco per una prossima escursione. Comincia ad essere presente un po’ di neve rimasta dall’ultima nevicata fatta in settimana. Le temperature però la rendono a tratti pesante, marcia. A poco più di 2h dalla partenza raggiungiamo il Bivacco Palia, un punto di sosta perfetto per una breve pausa. Qui, è possibile ammirare i primi scorci panoramici sulla Valbelluna e prepararsi per la salita successiva.
Riprendiamo il sentiero immersi ora in un gruppo di abeti ancora innevati e, più saliamo, più la neve diventa compatta. Al bivio che indica il Pizzocco, dalla parte opposta vediamo il crinale per raggiungere la nostra meta, il monte Piz. Affondiamo gli scarponi nel manto nevoso immacolato, oggi siamo gli unici ad arrivare in vetta: ed ecco la cima a quota 1608 metri, a circa 2h e 30 minuti dalla partenza.
Data
02-02-2025
Distanza
11.36 KM
Tipo escursione
Escursione
Dislivello
985 mt
- Montagna
Monte Piz
- Indirizzo
San Gregorio nelle Alpi, Veneto, Italy
- Altitudine
1603.00 m
- Rifugi
Rifugio Casera Ere
- Informazioni
La meraviglia che ci ha accompagnato da quota 1300 si mostra davanti a noi ora da questo cucuzzolo: le nuvole sembrano una coperta soffice e candida. Viene voglia quasi di tuffarsi, lasciarsi andare in questo abbraccio che sembra caldo e rassicurante. La croce di vetta rende ancora più caratteristico il panorama, le cime spaziano dal Monte Serva, il Col Nudo, le cime dell’Alpago, il Pizzoc, il Col Visentin fino al Monte Cimone. Sotto, invece, possiamo solo immaginare la Valbelluna con lo scorrere del Piave.
Dalla parte opposta vediamo il Pizzocco nella sua caratterista forma a corno ducale. Per chi è interessato, qui può trovare la relazione della salita fatta nel 2018: Monte Pizzocco - Una vetta sorprendente nelle prealpi venete
Dopo aver goduto a pieno della vista, proseguiamo lungo il sentiero CAI 853, che conduce in direzione del Rifugio Casera Ere. Questo tratto di percorso, che completa l’itinerario ad anello, regala ulteriori panorami e una discesa piacevole tra prati e boschi. Arriviamo al rifugio, quasi tutti i tavoli all’esterno sono occupati vista la bella giornata di sole. Prendiamo posto trovando una calorosa accoglienza e piatti tipici della cucina bellunese, perfetti per concludere la giornata in bellezza. La coltre nuvolosa comincia anche a scomparire dalla Valbelluna e ci regala il panorama completo con la vista di tutti i paesi e la piana del bellunese con il luccichio del Piave.
Per il ritorno scegliamo di intraprendere la strada forestale asfaltata e, in circa 1h torniamo al parcheggio.
Si conclude così una bellissima escursione nelle prealpi venete, ai piedi della cima dolomitica del Pizzocco. Un’avventura consigliata per escursionisti esperti per alcuni punti delicati durante la salita e sulla cresta del monte Piz.
Se sei alla ricerca di un’escursione che unisca storia, panorami mozzafiato e un’atmosfera autentica di montagna, l’itinerario che parte da San Gregorio nelle Alpi per raggiungere il Monte Piz e il Rifugio Casera Ere è quello che fa per te.
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DifficoltàEscursionisti Esperti - sono intinerari generalmente segnalati ma con qualche difficoltà: il terreno può essere costituito da pendii scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, pietraie, lievi pendii innevati o anche singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata (uso delle mani in alcuni punti). Pur essendo percorsi che non necessitano di particolare attrezzatura, si possono presentare tratti attrezzati se pur poco impegnativi. Richiedono una discreta conoscenza dell'ambiente alpino, passo sicuro ed assenza di vertigini. La preparazione fisica deve essere adeguata ad una giornata di cammino abbastanza continuo. |