Casera Lodina - Dolomiti Friulane

Un avamposto strategico per il gruppo dolomitico del Preti-Duranno

Dettagli

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    8.22 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    705.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    862 mt

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

  • landscape Paesaggio

    star

    star

    star

    star

    star empty

  • historical interest Int. storico

    star

    star

    star empty

    star empty

    star empty

  • duration Durata

    4h

  • altitude_max Altitudine MAX

    1567.00 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -862 mt

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    8.22 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    705.00 mt

  • altitude_max Altitudine MAX

    1567.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    862 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -862 mt

  • duration Durata

    4h

  • landscape Paesaggio

    star

    star

    star

    star

    star empty

  • historical interest Int. storico

    star

    star

    star empty

    star empty

    star empty

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

Stagione

GEN
FEB
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC

Sentieri

Fine novembre, le prime giornate ghiacciate fanno capolino al termine delle stagione autunnale. Oggi siamo nelle selvagge Dolomiti Friulane e più precisamente nella preziosa Val Cimoliana. Ad accompagnarmi nell’avventura c’è il mio amico e compare Tomaso che aveva già percorso l’itinerario odierno. Raggiungiamo l’abitato di Cimolais, ci addentriamo nella valle fino a raggiungere Ponte Compol. Qui un comodo e ampio parcheggio ci permette di organizzarci al meglio con zaini e scarponi, pronti per la meta di oggi: Casera Lodina!
Siamo ai piedi del gruppo montuoso del Preti-Duranno, un fantastico susseguirsi di forcelle, cime, passi e creste che formano uno dei luoghi più selvaggi e autentici di tutte le Dolomiti.
Su ampia strada sterrata costeggiamo una palestra di roccia (Compol) al di là del torrente La Roia fino ad arrivare ad uno spiazzo dove proseguiamo sulla strada che sembra più agevole verso destra. Consiglio invece di identificare una grande panchina in legna con a fianco una altalena, anch’essa in legno, che indicano la corretta via da percorrere. Noi infatti abbiamo dovuto percorrere qualche decina di metri nella folta vegetazione per ricongiungerci al corretto sentiero CAI 374.
Mentre scrivo questo articolo (14/12/2024) trovo un messaggio del Parco Naturale delle Dolomiti friulane che riporta: “Venerdì 6 dicembre 2024 sono stati ultimati i lavori di ripristino del sentiero di accesso alla Casera Lodina, interrotto nell'estate del 2023 a causa degli effetti di un evento meteorologico estremo localizzato nel bosco omonimo. Tale evento, caratterizzato da forti venti al suolo, aveva provocato il rovesciamento e lo sradicamento di numerose piante di faggio e abete, andando a creare, lungo la zona di passaggio del sentiero, una barriera di fatto insormontabile, se non con molte difficoltà e rischi. […] Finalmente tale sentiero (segnavia CAl numero 374), già dal 7 dicembre, è nuovamente fruibile e a disposizione degli escursionisti, consentendo l'accesso al Ricovero di Casera Lodina, all'omonima Forcella, all'articolazione degli itinerari nei gruppi del Monte Duranno e della Cima dei Preti, e ai collegamenti tra le Valli Cimoliana, Vajont e Zemola.”
La dorsale che si inoltra nel bosco è decisamente rada di alberi, li vediamo tutti schiantati al suolo in un agglomerato di trucioli e fango che ridisegnano la montagna. Si nota come il CAI abbia ricreato una via sicura a zig-zag sulla ripida costa terrosa. Raggiungiamo in breve il bosco e la meravigliosa faggeta che ci accoglie allo scricchiolare delle foglie sotto i nostri piedi. Il sole si insinua tra le fronde spoglie regalando giochi di luce insoliti. Ora saliamo più decisi fino ad arrivare al bivio con il sentiero 358 che porta al bivacco Greselin (1050 metri). Continuiamo a guadagnare dislivello percorrendo la dorsale boscosa denominata “Le lastre” dove deviamo decisamente verso Sud. Ritroviamo così un ambiente simile a quello della partenza con resti di alberi, tronchi mozzati e fronde senza vita che tappezzano il suolo brullo. Si nota come la furia del vento si sia incanalata nella breve apertura che dal Ponte Compol porta al vicino Col de le Gremane, creando un turbine che ha di fatto spazzato quasi 500 metri di flora boscosa riducendo il suolo ad un campo di battaglia. Il sentiero, anche qui, è stato ridisegnato tra i resti legnosi ma la disgrazia lascia spazio ad una piccola e anomala bellezza: la mancanza degli alberi permette di avere maggiore ampiezza di sguardi e, girandoci in direzione Nord, si può godere di una splendida vista sul gruppo del Preti-Duranno, verso Est invece il monte Vacalizza sovrasta la Val Cimoliana. Procediamo spediti fino a quota 1300 metri circa dove, in un ampio spiazzo, lasciamo la faggeta per percorrere gli ultimi metri di salita tra abeti e degli stoici faggi dai colori aranciati. A quota 1350 metri troviamo il ricongiungimento di un sentiero etichiettato per esperti che dal camping Bresin, prima del ponte Compol, attraverso le Coste, permette di “tagliare” ed eseguire una direttissima fino a qui. Una bella alternativa per le prossime avventure.
Il sole comincia a scaldarci, non ci sono più ostacoli tra di noi quando sbuchiamo in una nuova brulla radura al cospetto di una vasca di raccolta con un delizioso rigagnolo di acqua corrente di sorgente. Siamo a quota 1500 circa e possiamo intravvedere il tetto della casera. Percorriamo l’ultimo tratto prativo fino a raggiungere Casera Lodina a quota 1567 metri!
Dopo poco più di 2h dalla partenza raggiungiamo questo punto panoramico stupendo. Oggi siamo davvero fortunati ad avere una giornata limpidissima, sgombra da nubi, che ci permette di godere di questa vista a 360 gradi: dal Duranno alla cima dei Preti, passando per la cima di Frati, si continua per Punta Compol e la maestosa Cima dei Cantoni a chiudere il gruppo dalla dolomia tipicamente rosata. Spostiamo lo sguardo sulla Val Cimoliana per poi poggiarlo nuovamente su creste montuose del Monte Vacalizza e la Cima dei Vieres, composte da una roccia dolomitica diversa, più scura e trapunta di vegetazione. Concludiamo l’anello con la vista verso la Val Cellina e, infine, al monte con relativa forcella che dà il nome alla casera.
Desidero descrivere la casera Lodina così come riportato nel libro della collona “101% vera montagna” dal titolo “Una finestra sul gruppo del Preti-Duranno verso nuove esperienze escursionistiche”, foto e testi di Paolo Beltrame, Michele Beltrame editore: ”È ben fornita di pentole, vettovaglie e stufa. Dispone inoltre di un'ampia stanza con tavolo e panche, nonché di un gioioso caminetto. I posti letto, forniti di coperte, sono situati internamente in un soppalco. E un punto strategico di partenza per le molte escursioni sul ramo Sud-Est del gruppo trattato in questo libro.”
Sono pienamente d’accordo con Beltrame che lo definisce “punto strategico” per escursioni più lunghe e importanti; un avamposto sicuramente utile!
Una facile aggiunta all’itinerario potrebbe essere l’omonima forcella poco distante e, successivamente alla cima del monte Lodina (2020 metri): ”È l'elevazione estrema a Sud-Est del gruppo (termine della lunga cresta che si origina dallo spigolo Sud-Est del Duranno). Precipita dirupatissima verso Cimolais, verso il passo di S. Osvaldo scende con impressionanti pareti, mentre verso Nord declina più dolcemente con distese prative. È il punto di osservazione più remunerativo sul gruppo dei Preti-Duranno.” (Paolo Beltrame)
Dopo le canoniche foto e video per immortalare questo luogo in una delle giornate più belle della stagione, ritorniamo sui nostri passi percorrendo il sentiero CAI 374 utilizzato per la salita. In poco meno di 2h raggiungiamo l’auto a Ponte Compol con un accenno di enrosadira che accende le pareti dolomitiche.
Termina così un’avventura per escursionisti mediamente allenati dove non sono presenti difficoltà tecniche, a meno di alcuni punti in cui il sentiero è stato ridisegnato dagli eventi atmosferici e richiede un po’ di attenzione. Un’escursione che consiglio a tutti per il meraviglioso panorama e per la comodità nel raggiungere la speciale casera.

Fine novembre, le prime giornate ghiacciate fanno capolino al termine delle stagione autunnale. Oggi siamo nelle selvagge Dolomiti Friulane e più precisamente nella preziosa Val Cimoliana. Ad accompagnarmi nell’avventura c’è il mio amico e compare Tomaso che aveva già percorso l’itinerario odierno. Raggiungiamo l’abitato di Cimolais, ci addentriamo nella valle fino a raggiungere Ponte Compol. Qui un comodo e ampio parcheggio ci permette di organizzarci al meglio con zaini e scarponi, pronti per la meta di oggi: Casera Lodina!
Siamo ai piedi del gruppo montuoso del Preti-Duranno, un fantastico susseguirsi di forcelle, cime, passi e creste che formano uno dei luoghi più selvaggi e autentici di tutte le Dolomiti.
Su ampia strada sterrata costeggiamo una palestra di roccia (Compol) al di là del torrente La Roia fino ad arrivare ad uno spiazzo dove proseguiamo sulla strada che sembra più agevole verso destra. Consiglio invece di identificare una grande panchina in legna con a fianco una altalena, anch’essa in legno, che indicano la corretta via da percorrere. Noi infatti abbiamo dovuto percorrere qualche decina di metri nella folta vegetazione per ricongiungerci al corretto sentiero CAI 374.
Mentre scrivo questo articolo (14/12/2024) trovo un messaggio del Parco Naturale delle Dolomiti friulane che riporta: “Venerdì 6 dicembre 2024 sono stati ultimati i lavori di ripristino del sentiero di accesso alla Casera Lodina, interrotto nell'estate del 2023 a causa degli effetti di un evento meteorologico estremo localizzato nel bosco omonimo. Tale evento, caratterizzato da forti venti al suolo, aveva provocato il rovesciamento e lo sradicamento di numerose piante di faggio e abete, andando a creare, lungo la zona di passaggio del sentiero, una barriera di fatto insormontabile, se non con molte difficoltà e rischi. […] Finalmente tale sentiero (segnavia CAl numero 374), già dal 7 dicembre, è nuovamente fruibile e a disposizione degli escursionisti, consentendo l'accesso al Ricovero di Casera Lodina, all'omonima Forcella, all'articolazione degli itinerari nei gruppi del Monte Duranno e della Cima dei Preti, e ai collegamenti tra le Valli Cimoliana, Vajont e Zemola.”
La dorsale che si inoltra nel bosco è decisamente rada di alberi, li vediamo tutti schiantati al suolo in un agglomerato di trucioli e fango che ridisegnano la montagna. Si nota come il CAI abbia ricreato una via sicura a zig-zag sulla ripida costa terrosa. Raggiungiamo in breve il bosco e la meravigliosa faggeta che ci accoglie allo scricchiolare delle foglie sotto i nostri piedi. Il sole si insinua tra le fronde spoglie regalando giochi di luce insoliti. Ora saliamo più decisi fino ad arrivare al bivio con il sentiero 358 che porta al bivacco Greselin (1050 metri). Continuiamo a guadagnare dislivello percorrendo la dorsale boscosa denominata “Le lastre” dove deviamo decisamente verso Sud. Ritroviamo così un ambiente simile a quello della partenza con resti di alberi, tronchi mozzati e fronde senza vita che tappezzano il suolo brullo. Si nota come la furia del vento si sia incanalata nella breve apertura che dal Ponte Compol porta al vicino Col de le Gremane, creando un turbine che ha di fatto spazzato quasi 500 metri di flora boscosa riducendo il suolo ad un campo di battaglia. Il sentiero, anche qui, è stato ridisegnato tra i resti legnosi ma la disgrazia lascia spazio ad una piccola e anomala bellezza: la mancanza degli alberi permette di avere maggiore ampiezza di sguardi e, girandoci in direzione Nord, si può godere di una splendida vista sul gruppo del Preti-Duranno, verso Est invece il monte Vacalizza sovrasta la Val Cimoliana.



Data

30-11-2024

Distanza

8.22 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

862 mt

  • Montagna

    Monte Lodina

  • Indirizzo

    Val Cimoliana, Friuli Venezia Giulia, Italy

  • Altitudine

    1567.00 m

  • Rifugi

  • Informazioni

Procediamo spediti fino a quota 1300 metri circa dove, in un ampio spiazzo, lasciamo la faggeta per percorrere gli ultimi metri di salita tra abeti e degli stoici faggi dai colori aranciati. A quota 1350 metri troviamo il ricongiungimento di un sentiero etichiettato per esperti che dal camping Bresin, prima del ponte Compol, attraverso le Coste, permette di “tagliare” ed eseguire una direttissima fino a qui. Una bella alternativa per le prossime avventure.
Il sole comincia a scaldarci, non ci sono più ostacoli tra di noi quando sbuchiamo in una nuova brulla radura al cospetto di una vasca di raccolta con un delizioso rigagnolo di acqua corrente di sorgente. Siamo a quota 1500 circa e possiamo intravvedere il tetto della casera. Percorriamo l’ultimo tratto prativo fino a raggiungere Casera Lodina a quota 1567 metri!
Dopo poco più di 2h dalla partenza raggiungiamo questo punto panoramico stupendo. Oggi siamo davvero fortunati ad avere una giornata limpidissima, sgombra da nubi, che ci permette di godere di questa vista a 360 gradi: dal Duranno alla cima dei Preti, passando per la cima di Frati, si continua per Punta Compol e la maestosa Cima dei Cantoni a chiudere il gruppo dalla dolomia tipicamente rosata. Spostiamo lo sguardo sulla Val Cimoliana per poi poggiarlo nuovamente su creste montuose del Monte Vacalizza e la Cima dei Vieres, composte da una roccia dolomitica diversa, più scura e trapunta di vegetazione. Concludiamo l’anello con la vista verso la Val Cellina e, infine, al monte con relativa forcella che dà il nome alla casera.
Desidero descrivere la casera Lodina così come riportato nel libro della collona “101% vera montagna” dal titolo “Una finestra sul gruppo del Preti-Duranno verso nuove esperienze escursionistiche”, foto e testi di Paolo Beltrame, Michele Beltrame editore: ”È ben fornita di pentole, vettovaglie e stufa. Dispone inoltre di un'ampia stanza con tavolo e panche, nonché di un gioioso caminetto. I posti letto, forniti di coperte, sono situati internamente in un soppalco. E un punto strategico di partenza per le molte escursioni sul ramo Sud-Est del gruppo trattato in questo libro.”
Sono pienamente d’accordo con Beltrame che lo definisce “punto strategico” per escursioni più lunghe e importanti; un avamposto sicuramente utile!
Una facile aggiunta all’itinerario potrebbe essere l’omonima forcella poco distante e, successivamente alla cima del monte Lodina (2020 metri): ”È l'elevazione estrema a Sud-Est del gruppo (termine della lunga cresta che si origina dallo spigolo Sud-Est del Duranno). Precipita dirupatissima verso Cimolais, verso il passo di S. Osvaldo scende con impressionanti pareti, mentre verso Nord declina più dolcemente con distese prative. È il punto di osservazione più remunerativo sul gruppo dei Preti-Duranno.” (Paolo Beltrame)
Dopo le canoniche foto e video per immortalare questo luogo in una delle giornate più belle della stagione, ritorniamo sui nostri passi percorrendo il sentiero CAI 374 utilizzato per la salita. In poco meno di 2h raggiungiamo l’auto a Ponte Compol con un accenno di enrosadira che accende le pareti dolomitiche.
Termina così un’avventura per escursionisti mediamente allenati dove non sono presenti difficoltà tecniche, a meno di alcuni punti in cui il sentiero è stato ridisegnato dagli eventi atmosferici e richiede un po’ di attenzione. Un’escursione che consiglio a tutti per il meraviglioso panorama e per la comodità nel raggiungere la speciale casera.



Non perdere l'occasione di vivere l'emozione dell'escursione che hai appena letto!
Clicca qui e guarda il video esclusivo su YouTube per un'esperienza ancora più immersiva!


Ti è piaciuta la mia avventura?

Difficoltà

Escursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.



;