Forcella Antelao: missione compiuta!

Avventura dalla Val d'Oten ai Piani dell'Antelao attraverso il Giou de Ciauderona

Dettagli

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    EEA

  • hike_distance Distanza

    12.55 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1075.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    1100 mt

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

  • landscape Paesaggio

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  • historical interest Int. storico

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  • duration Durata

    7h 30m

  • altitude_max Altitudine MAX

    2175.00 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -1100 mt

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    EEA

  • hike_distance Distanza

    12.55 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1075.00 mt

  • altitude_max Altitudine MAX

    2175.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    1100 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -1100 mt

  • duration Durata

    7h 30m

  • landscape Paesaggio

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Stagione

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LUG
AGO
SET
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DIC

Sentieri

Ebbene sì, un anno dopo la bruttissima disavventura eccomi di nuovo qui al cospetto del luogo in cui sono stato graziato.
Per chi non conoscesse ancora la storia, nel 2023, scendendo dalla forcella Antelao sono stato recuperato con l'elisoccorso del CNSAS Veneto. Per chi volesse approfondire può leggere l'articolo su Kepown “La voce dell’Antelao” e godersi il video della giornata: Forcella Antelao – Intervento di recupero del CNSAS
A un anno di distanza sono ancora qui, pronto a superare le mie paure e portare a casa l'anello completo. Questa volta il tentativo è al contrario: dalla Val d'Oten, attraverso il Giou de Ciauderona, forcella Antelao e ritorno per i Piani dell'Antelao, le Porte dell'Antelao, aggirando il gruppo dei Festinati fino a ricongiungersi al Bar alla Pineta.
Nell'avventura di oggi mi accompagnano l'inseparabile Diego e il mitico Edoardo, guida alpina di Cortina d'Ampezzo.
Ci addentriamo col fuoristrada fino a metà della Val d'Oten, parcheggiamo e ci prepariamo per l'ascesa. Davanti a noi, dall'altra parte del sassoso e asciutto greto del Torrente Oten, la mitica forcella Antelao. Alta, lassù, finestra isolata attorniata da guglie rocciose. L'unica strada per raggiungerla è il Giou de Ciauderona: un canalone ghiaioso che si snoda tra recenti frane di immensa portata.
Passiamo il torrente Oten, anche attraverso un mucchio di divertenti baranci (immancabili!), e cominciamo il simpatico e divertente avanzamento sul ghiaione. I sassi si alternano tra grossi massi di un grigio spento, fino a pietraie di un bianco candido immacolato. Brutto segno. Significa che le frane sono recenti, il luogo non è molto sicuro.
Procediamo spediti, macinando metri di dislivello con un panorama che si chiude sempre di più tra le pareti rocciose a sinistra dei Festinati e a destra del Ciauderona. Dietro di noi lo spettacolo delle Marmarole illuminate. L'incuneamento nell'impluvio ci protegge anche dal sole cocente e riusciamo ad avanzare accalorati ma non tartassati dai potenti raggi solari.
A quota 1700 metri cominciamo a vedere le agognate laste: conformazioni rocciose, levigate quasi completamente dall'erosione dell'acqua. Lisce, sdrucciolevoli, tipiche del gruppo dell'Antelao. Riusciamo ad avanzare di qualche decina di metri fino ad arrivare al punto chiave a quota 1740 metri: un macigno di 4-5 metri sbarra la strada appoggiato stabilmente sulle pendenti laste.
Ecco il baratro che vedevo lo scorso anno… al termine delle laste non avevo visione di nulla, il vuoto.
Si comincia a valutare la situazione e a trovare la possibile via di ascesa. Da notare anche uno strato di umidità assieme a del muschio che peggiorano ulteriormente la situazione. L'unica soluzione sembra aggirare il masso spostandosi, sulla destra, sulle laste scivolose e praticamente senza appigli. Con esperienza, coraggio e intraprendenza Edoardo riesce, assicurato da Diego e da due friend piazzati sull'umida roccia alla base, a scalare il massone aggirandolo sulle imprevedibili rocce. Arriva al di sopra e ci assicura per poterlo seguire legati. Procedo io, eseguendo un'arrampicata veramente difficile per la mia esperienza. Come grado è un III+ ma la tensione, la paura di scivolare (anche se legato) mi fanno consumare moltissime risorse. In un paio di minuti supero l'ostacolo, mi segue a ruota il “ragnetto" Diego.
Non mi dilungo a descrivere le emozioni e la difficoltà provata poiché lascio al video a piè di pagina questo compito. In questo video, a differenza degli altri, ho voluto mantenere il più integrale possibile la progressione, i dialoghi, i rumori e soprattutto i silenzi per immergere lo spettatore nelle emozioni realmente provate. Siamo su uno “spiazzo" roccioso e poco sopra di noi è ben evidente il luogo della mia caduta e il cadino di roccia che mi ha salvato da una rovinosa scivolata fino al punto in cui siamo. Con mia somma sorpresa non è presente il ruscello d'acqua. La roccia è pressoché asciutta, umida solo in alcuni sottili punti. Questo ci rincuora e possiamo continuare a salire sulle placche rocciose che ora si assestano in corrispondenza della parete verticale dei Festinati.
Arrivato a quota 1785, proprio in corrispondenza del catino roccioso che mi ha accolto nel 2023, ecco il blocco mentale. Non riesco a procedere sereno per raggiungere Diego ed Edoardo nello spiazzo poco sotto a dove sono caduto. Lo stesso spiazzo che avevo identificato in discesa come punto sicuro per procedere, prima di cadere rovinosamente. Sono bloccato, non vedo alternative e chiedo l'aiuto con la corda. Edoardo e Diego mi recuperano come se avessero un paranco avvolgibile! In pochi secondi sono lì con loro. Resto legato per superare anche l'ultimo ostacolo insidioso per la presenza di muschio (lo stesso che mi non mi fece tornare indietro e dove gli scarponi non facevano presa). Ultimo passo sulla lasta e… eccomi ritornato nello stesso punto di un anno fa, lo stesso panorama, lo stesso ambiente: emozioni completamente diverse! Mi sento sollevato, continuiamo a salire sulle ultime placche lisce ma agevoli in salita.
Un altro blocco…
Non sono ancora riuscito a superare la cosa a livello psicologico, è evidente. Non mi sento sicuro su tratti molto più semplici di quelli appena superati. Chiedo ancora aiuto, non mi vergogno. So di potercela fare e infatti la corda che mi viene ancora una volta fornita da Edoardo non la tocco neanche. Oltrepasso il passaggio con agilità. Sono di nuovo tranquillo, ho superato la paura!
Le laste sono finite, si ritorna al ghiaione puro con rocce di diversa grandezza. Avanziamo anche contro la forte pendenza che cresce ancora nel tratto finale del Giou de Ciauderona. Ultimi metri di ravanage faticoso ma divertente ed eccoci: forcella Antelao!!!
Siamo sull'aguzza sella che divide il Ciauderona dai Festinati. È possibile stare seduti letteralmente a cavalcioni con una gamba nel Giou di Ciuderona e con l'altra verso i Prati dell'Antelao. Davanti a noi le Crode di San Piero, la Croda Mandrin e sotto i verdeggianti prati che ci attendono. Una pausa ristoratrice è d'obbligo e il mio pensiero va al raggiungimento di questo fantastico obiettivo: 2 volte su questa forcella nel giro di un anno! Sono sicuro che solo quale camoscio è riuscito a superarmi!
Prima di scendere procediamo in direzione dei Festinati scoprendo che in realtà la forcella è suddivisa in tre aperture; la più alta (2175 metri) è il tratto erboso che abbiamo raggiunto noi uscendo dal Giou de Ciuderona.
Scendiamo su prato molto irto con infidi sassi coperti da loppe verdeggianti. Lo percorriamo quasi completamente fino a raggiungere un impluvio franoso dove, con sorpresa, notiamo due ometti. Nella mia precedente avventura non avevo trovato alcun segno o ometto da questa parte. Seguiamo la traccia che risulta anche abbastanza evidente fino a raggiungere le pareti a picco dei Festinati. Anche qui il pericolo frane è decisamente accentuato.
Procediamo in discesa, mai banale, tra rocce instabili e piccoli balzi da superare con estrema attenzione. Questa volta non ho proceduto all'interno dei mughi, tranne per un piccolo tratto finale che ci ha permesso di ricongiungerci al termine del canale detritico e al raggiungimento dei mitici Piani dell'Antelao, con la fantastica vista sul Re delle Dolomiti.
Ad attenderci solo silenzio e tranquillità, nessun cavallo biondo che mi preclude l'accesso come lo scorso anno.
Continuiamo su sentiero ora segnato, il CAI 258, che in poco più di un'ora ci permette di raggiungere dapprima le Porte dell'Antelao, le Velusere e infine il ritorno al Bar alla Pineta. L'indomabile Diego, con le ultime energie a disposizione, ha fatto di corsa questo ultimo tratto per poter arrivare alla macchina lasciata in Val d'Oten e completare quindi l'anello.
Davanti ad un paio di birre fresche si conclude questa fantastica avventura. Un itinerario ardito, estremamente difficile e delicato per 3-4 punti specifici dove sangue freddo, preparazione e attrezzatura alpinistica sono fondamentali. Un'enorme soddisfazione aver completato l'ascesa completa, superando così il blocco che mi attanagliava da più di un anno. Nessuna compagnia sarebbe stata più azzeccata per questa esplorazione! Un doveroso grazie quindi a Diego ed Edoardo!
Per chi volesse ulteriormente approfondire l'avventura non può perdersi il fantastico articolo di Diego qui: Traversata di Forcella Antelao per il Giou de Ciauderona
Consiglio vivamente di godervi anche il video YouTube qui sotto per rivivere integralmente le emozioni, i sospiri, i pensieri e i silenzi di questa magica escursione!

Ebbene sì, un anno dopo la bruttissima disavventura eccomi di nuovo qui al cospetto del luogo in cui sono stato graziato.
Per chi non conoscesse ancora la storia, nel 2023, scendendo dalla forcella Antelao sono stato recuperato con l'elisoccorso del CNSAS Veneto. Per chi volesse approfondire può leggere l'articolo su Kepown “La voce dell’Antelao” e godersi il video della giornata: Forcella Antelao – Intervento di recupero del CNSAS
A un anno di distanza sono ancora qui, pronto a superare le mie paure e portare a casa l'anello completo. Questa volta il tentativo è al contrario: dalla Val d'Oten, attraverso il Giou de Ciauderona, forcella Antelao e ritorno per i Piani dell'Antelao, le Porte dell'Antelao, aggirando il gruppo dei Festinati fino a ricongiungersi al Bar alla Pineta.
Nell'avventura di oggi mi accompagnano l'inseparabile Diego e il mitico Edoardo, guida alpina di Cortina d'Ampezzo.
Ci addentriamo col fuoristrada fino a metà della Val d'Oten, parcheggiamo e ci prepariamo per l'ascesa. Davanti a noi, dall'altra parte del sassoso e asciutto greto del Torrente Oten, la mitica forcella Antelao. Alta, lassù, finestra isolata attorniata da guglie rocciose. L'unica strada per raggiungerla è il Giou de Ciauderona: un canalone ghiaioso che si snoda tra recenti frane di immensa portata.
Passiamo il torrente Oten, anche attraverso un mucchio di divertenti baranci (immancabili!), e cominciamo il simpatico e divertente avanzamento sul ghiaione. I sassi si alternano tra grossi massi di un grigio spento, fino a pietraie di un bianco candido immacolato. Brutto segno. Significa che le frane sono recenti, il luogo non è molto sicuro.
Procediamo spediti, macinando metri di dislivello con un panorama che si chiude sempre di più tra le pareti rocciose a sinistra dei Festinati e a destra del Ciauderona. Dietro di noi lo spettacolo delle Marmarole illuminate. L'incuneamento nell'impluvio ci protegge anche dal sole cocente e riusciamo ad avanzare accalorati ma non tartassati dai potenti raggi solari.
A quota 1700 metri cominciamo a vedere le agognate laste: conformazioni rocciose, levigate quasi completamente dall'erosione dell'acqua. Lisce, sdrucciolevoli, tipiche del gruppo dell'Antelao. Riusciamo ad avanzare di qualche decina di metri fino ad arrivare al punto chiave a quota 1740 metri: un macigno di 4-5 metri sbarra la strada appoggiato stabilmente sulle pendenti laste.
Ecco il baratro che vedevo lo scorso anno… al termine delle laste non avevo visione di nulla, il vuoto.
Si comincia a valutare la situazione e a trovare la possibile via di ascesa. Da notare anche uno strato di umidità assieme a del muschio che peggiorano ulteriormente la situazione. L'unica soluzione sembra aggirare il masso spostandosi, sulla destra, sulle laste scivolose e praticamente senza appigli. Con esperienza, coraggio e intraprendenza Edoardo riesce, assicurato da Diego e da due friend piazzati sull'umida roccia alla base, a scalare il massone aggirandolo sulle imprevedibili rocce. Arriva al di sopra e ci assicura per poterlo seguire legati. Procedo io, eseguendo un'arrampicata veramente difficile per la mia esperienza. Come grado è un III+ ma la tensione, la paura di scivolare (anche se legato) mi fanno consumare moltissime risorse. In un paio di minuti supero l'ostacolo, mi segue a ruota il “ragnetto" Diego.
Non mi dilungo a descrivere le emozioni e la difficoltà provata poiché lascio al video a piè di pagina questo compito. In questo video, a differenza degli altri, ho voluto mantenere il più integrale possibile la progressione, i dialoghi, i rumori e soprattutto i silenzi per immergere lo spettatore nelle emozioni realmente provate.



Data

17-08-2024

Distanza

12.55 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

1100 mt

  • Montagna

    Gruppo Antelao

  • Indirizzo

    Calalzo di Cadore, Veneto, Italy

  • Altitudine

    2175.00 m

  • Rifugi

    Bar alla Pineta

  • Informazioni

    Bar alla Pineta

Siamo su uno “spiazzo" roccioso e poco sopra di noi è ben evidente il luogo della mia caduta e il cadino di roccia che mi ha salvato da una rovinosa scivolata fino al punto in cui siamo. Con mia somma sorpresa non è presente il ruscello d'acqua. La roccia è pressoché asciutta, umida solo in alcuni sottili punti. Questo ci rincuora e possiamo continuare a salire sulle placche rocciose che ora si assestano in corrispondenza della parete verticale dei Festinati.
Arrivato a quota 1785, proprio in corrispondenza del catino roccioso che mi ha accolto nel 2023, ecco il blocco mentale. Non riesco a procedere sereno per raggiungere Diego ed Edoardo nello spiazzo poco sotto a dove sono caduto. Lo stesso spiazzo che avevo identificato in discesa come punto sicuro per procedere, prima di cadere rovinosamente. Sono bloccato, non vedo alternative e chiedo l'aiuto con la corda. Edoardo e Diego mi recuperano come se avessero un paranco avvolgibile! In pochi secondi sono lì con loro. Resto legato per superare anche l'ultimo ostacolo insidioso per la presenza di muschio (lo stesso che mi non mi fece tornare indietro e dove gli scarponi non facevano presa). Ultimo passo sulla lasta e… eccomi ritornato nello stesso punto di un anno fa, lo stesso panorama, lo stesso ambiente: emozioni completamente diverse! Mi sento sollevato, continuiamo a salire sulle ultime placche lisce ma agevoli in salita.
Un altro blocco…
Non sono ancora riuscito a superare la cosa a livello psicologico, è evidente. Non mi sento sicuro su tratti molto più semplici di quelli appena superati. Chiedo ancora aiuto, non mi vergogno. So di potercela fare e infatti la corda che mi viene ancora una volta fornita da Edoardo non la tocco neanche. Oltrepasso il passaggio con agilità. Sono di nuovo tranquillo, ho superato la paura!
Le laste sono finite, si ritorna al ghiaione puro con rocce di diversa grandezza. Avanziamo anche contro la forte pendenza che cresce ancora nel tratto finale del Giou de Ciauderona. Ultimi metri di ravanage faticoso ma divertente ed eccoci: forcella Antelao!!!
Siamo sull'aguzza sella che divide il Ciauderona dai Festinati. È possibile stare seduti letteralmente a cavalcioni con una gamba nel Giou di Ciuderona e con l'altra verso i Prati dell'Antelao. Davanti a noi le Crode di San Piero, la Croda Mandrin e sotto i verdeggianti prati che ci attendono. Una pausa ristoratrice è d'obbligo e il mio pensiero va al raggiungimento di questo fantastico obiettivo: 2 volte su questa forcella nel giro di un anno! Sono sicuro che solo quale camoscio è riuscito a superarmi!
Prima di scendere procediamo in direzione dei Festinati scoprendo che in realtà la forcella è suddivisa in tre aperture; la più alta (2175 metri) è il tratto erboso che abbiamo raggiunto noi uscendo dal Giou de Ciuderona.
Scendiamo su prato molto irto con infidi sassi coperti da loppe verdeggianti. Lo percorriamo quasi completamente fino a raggiungere un impluvio franoso dove, con sorpresa, notiamo due ometti. Nella mia precedente avventura non avevo trovato alcun segno o ometto da questa parte. Seguiamo la traccia che risulta anche abbastanza evidente fino a raggiungere le pareti a picco dei Festinati. Anche qui il pericolo frane è decisamente accentuato.
Procediamo in discesa, mai banale, tra rocce instabili e piccoli balzi da superare con estrema attenzione. Questa volta non ho proceduto all'interno dei mughi, tranne per un piccolo tratto finale che ci ha permesso di ricongiungerci al termine del canale detritico e al raggiungimento dei mitici Piani dell'Antelao, con la fantastica vista sul Re delle Dolomiti.
Ad attenderci solo silenzio e tranquillità, nessun cavallo biondo che mi preclude l'accesso come lo scorso anno.
Continuiamo su sentiero ora segnato, il CAI 258, che in poco più di un'ora ci permette di raggiungere dapprima le Porte dell'Antelao, le Velusere e infine il ritorno al Bar alla Pineta. L'indomabile Diego, con le ultime energie a disposizione, ha fatto di corsa questo ultimo tratto per poter arrivare alla macchina lasciata in Val d'Oten e completare quindi l'anello.
Davanti ad un paio di birre fresche si conclude questa fantastica avventura. Un itinerario ardito, estremamente difficile e delicato per 3-4 punti specifici dove sangue freddo, preparazione e attrezzatura alpinistica sono fondamentali. Un'enorme soddisfazione aver completato l'ascesa completa, superando così il blocco che mi attanagliava da più di un anno. Nessuna compagnia sarebbe stata più azzeccata per questa esplorazione! Un doveroso grazie quindi a Diego ed Edoardo!
Per chi volesse ulteriormente approfondire l'avventura non può perdersi il fantastico articolo di Diego qui: Traversata di Forcella Antelao per il Giou de Ciauderona
Consiglio vivamente di godervi anche il video YouTube qui sotto per rivivere integralmente le emozioni, i sospiri, i pensieri e i silenzi di questa magica escursione!



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Difficoltà

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