Escursione da Capanna Alpina alla Malga de Gran Fanes

Avventura nel cuore verde delle Dolomiti di Fanes

Dettagli

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    13.78 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1556.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    605 mt

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

  • landscape Paesaggio

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  • historical interest Int. storico

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  • duration Durata

    5h 30m

  • altitude_max Altitudine MAX

    2161.00 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -605 mt

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    13.78 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1556.00 mt

  • altitude_max Altitudine MAX

    2161.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    605 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -605 mt

  • duration Durata

    5h 30m

  • landscape Paesaggio

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  • parking Parcheggio

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Stagione

GEN
FEB
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC

Sentieri

È una giornata di fine giugno in Alta Badia, a San Cassiano, con sole pieno e una temperatura perfetta. L’avventura di oggi ci porterà in un anfiteatro magico nel parco dolomitico di Fanes-Sennes-Braies.
Raggiungiamo la Capanna Alpina, in zona Artmentarola, dove un comodo e ampio parcheggio a pagamento permette di sostare in tutta tranquillità. Il costo è di 10€ per l’intera giornata. A pochi metri di distanza la Capanna Alpina, un caratteristico ristorante dal quale si può già godere di una splendida vista sul vicino Conturines e il Gruppo del Sella in lontananza.
Ci prepariamo a dovere, zaino in spalla e cominciamo l’escursione di oggi con l’obiettivo di raggiungere la Malga de Gran Fanes!
Siamo nella Val Scairè dove il Pian dal’Ega ci si presenta in tutto il suo splendore dopo una fila di abeti che lo nascondono. Davanti a noi il sole fa capolino dietro al maestoso Piz da Lech in direzione del rifugio Scotoni e immaginando il Lagazuoi alle sue spalle. Il pianoro è costellato di abeti, torrentelli giocosi e vacche al pascolo. All’evidente bivio con segnaletica CAI, intraprendiamo il sentiero numero 11 che si inoltra nel cuore della Val Sciarè verso il Col de Locia.
Superato un primo ponticello in legno sopra il tumultuoso Ru Sciarè, continuiamo su un piccolo tratto franato con ghiaie portate dalla forza dell’acqua fino a raggiungere un sentiero ben battuto ed evidente che si insinua nella folta vegetazione. Diverse assi in legno appostate tatticamente tra le rocce permettono di procedere in una salita costante ma mai faticosa fino a raggiungere un pianoro immerso nel verde denominato Plan de Furcia, dove abeti e rododendri allietano la vista con il sole che fa capolino tra i rami.
Usciti da questa macchia verde ci ritroviamo aperti in una sezione sassosa a quota 1955 metri dove saliamo decisi fino a raggiungere una evidente scala tortuosa con parapetti in legno. Sembra una scala lunghissima e senza fine, molto comoda per via di questi ampi gradoni di facile accesso e progressione. Da una parte la parete rocciosa di una lingua terminale del Piz da Lech dalla quale brillano dei zampilli d’acqua. Sulla parte sinistra, invece, un continuo panorama in evoluzione tra il gruppo del Sella maestoso in lontananza e l’imponente parete rosata del Piz de Conturines.
Un paio di caratteristici tornanti protetti da alte pareti rocciose da entrambi i lati ci permettono di uscire in uno spiazzo verde: siamo arrivati al Col de Locia! Dopo circa un’ora di cammino raggiungiamo la quota di 2070 metri circa, in questo splendido pianoro panoramico. Dal Piz de Lech al Conturines che fanno da cornice al gruppo del Sella “sorretto” dagli ameni prati verdeggianti del Piz Sorega. L’intera Alta Badia sembra ai nostri piedi. Continuando il panorama si possono scorgere i pinnacoli di Cima Scotoni e gli agglomerati rocciosi che preannunciano il Lagazuoi. Fanno capolino le prime Zimes de Fanes e dalla parte opposta il Piz Taibun. Al centro la via che dobbiamo intraprendere adesso che ci introduce alla Val di Fanes.
Seguiamo sempre il sentiero numero 11 dove ci accoglie un nuovo grazioso ponticello in legno su un ruscello. Gli abeti lasciano spazio ai pini mughi che creano quasi una protezione alla via che stiamo percorrendo. Improvvisamente, in corrispondenza di un tronco secolare fossilizzato presente sul sentiero, si apre una vista favolosa sul gruppo del Conturines con alla base il Ru Sciarè che si colora di un giallo ocra dorato che regala una cartolina incredibile. Continuando il percorso del ruscello con gli occhi si può intravvedere anche la Regina delle Dolomiti in lontananza: la Marmolada e il suo splendente ghiacciaio. Tra dolci sali-scendi raggiungiamo il cuore della Val di Fanes avvolti in un ambiente quasi magico, tra ruscelli dorati, le Zimes de Fanes da una parte e il Conturines dall’altra. L’occhio non ha modo di annoiarsi, è un continuo scoprire di anfratti, scorci incredibili tra acqua, terra e cielo. Mucche al pascolo in corrispondenza della deviazione verso la Forcella dl Lech rendono questo luogo una favola reale. In breve raggiungiamo Le Gran Plan dove una distesa di piccoli fiori gialli punteggiano questo prato di un verde acceso dove un’esile traccia terrosa lo attraversa nel centro permettendoci di superarlo restando ammaliati.
Il paesaggio cambia nuovamente e prende un taglio “lunare” con una distesa di massi gradi e piccoli che trapuntano i dossi erbosi e irregolari di un nuovo pianoro spettacolare. Quasi subito identifico la zona come possibile metropoli per le marmotte e, infatti, aguzzando l’occhio ne vediamo a iosa vicine a noi. Alcune in lontananza ci scrutano, seguono i nostri passi per capire gli spostamenti. Tornano nelle tane e sbucano poco più avanti verificando le nostre mosse. La più vicina è a pochi metri dal sentiero, riesco a muovermi furtivo e, senza disturbo, mi apposto accanto al buco di vedetta per immortalare in foto questo splendido animale.
Ad accompagnarci in questo sogno è sempre il rumore dei ruscelli che cambiano da tumultuosi a rii dolci e a pelo dell’erba. Un connubio tra montagna e acqua che apre il cuore. Paesaggi davvero indescrivibile e che caratterizzano la Val di Fanes come una perla dalle diverse colorazioni.
Vediamo in lontananza la Malga de Gran Fanes, superiamo l’ultimo ponticello in legno e, dopo meno di 3 ore dalla partenza, abbiamo raggiunto la destinazione: Ütia de Gran Fanes!
Un grazioso rifugio immerso nel verde con un’ampia terrazza esterna dove possiamo gustare le prelibatezza locali seduti comodamente con lo splendido panorama sul Monte Ciaval, i Pizes de Furcia Rossa, la Croda del Valon Bianco e, in fondo, lo spicchio dell’inconfondibile monte Cristallo! Il Ru de Fanes scorre protetto da queste cime sul lato orografico destro, mentre dall’altra il maestoso panettone del Col Bechei, delimitano questa splendida Val di Fanes che converge verso Cortina d’Ampezzo. Da qui una miriade di sentieri e percorsi adatti anche alle MTB permettono di raggiungere il rifugio Fanes poco distante, oppure proseguire per il rifugio Sennes, il rifugio Biella e salire la Croda del Becco per ridiscendere al lago di Braies.
Una zuppa d’orzo e un piatto di uova, speck e patate ci rifocillano delle energie necessarie ad intraprendere la via del ritorno. Restiamo ad ammirare ancora per qualche tempo queste splendide montagne, le guglie formate nel corso dei secoli e le stratificazioni delle varie ere geologiche quando le cime dolomitiche si formavano, pian piano, sotto il livello del mare.
Il ritorno lo effettuiamo sullo stesso percorso dell’andata, individuando particolari che ci erano sfuggiti o risultavano nascosti durante la progressione della mattina. L’escursione si rivela sempre nuova di emozioni e di scorci anche senza per forza compiere un giro ad anello come solitamente si tende ad organizzare. In meno di 2 ore dalla malga ritorniamo al Col de Locia, tappa obbligatoria per regalare una nuova cartolina ai nostri occhi. Scendiamo per la Val Sciarè e torniamo in poco più di 30 minuti alla Capanna Alpina dove termina questa fantastica e meravigliosa avventura!
Un’escursione lunga (14km) anche se con dislivello contenuto (600 metri) che consiglio a chi ha un minimo di preparazione fisica. La lunga distanza e i continui sali-scendi potrebbero affaticare se non si ha un po’ di allenamento. Invito veramente tutti a percorrere queste vie e perdersi con la fantasia tra le ambientazioni da film che la val di Fanes regala. La mente viaggia anche inconsciamente durante il trekking in questi luoghi: il pensiero tocca le cime circostanti e l’unico momento di relax totale lo si ha alla Malga de Gran Fanes. Il resto della giornata vi perderete a rincorrere le emozioni per salvarle il più possibile nella vostra memoria.

È una giornata di fine giugno in Alta Badia, a San Cassiano, con sole pieno e una temperatura perfetta. L’avventura di oggi ci porterà in un anfiteatro magico nel parco dolomitico di Fanes-Sennes-Braies.
Raggiungiamo la Capanna Alpina, in zona Artmentarola, dove un comodo e ampio parcheggio a pagamento permette di sostare in tutta tranquillità. Il costo è di 10€ per l’intera giornata. A pochi metri di distanza la Capanna Alpina, un caratteristico ristorante dal quale si può già godere di una splendida vista sul vicino Conturines e il Gruppo del Sella in lontananza.
Ci prepariamo a dovere, zaino in spalla e cominciamo l’escursione di oggi con l’obiettivo di raggiungere la Malga de Gran Fanes!
Siamo nella Val Scairè dove il Pian dal’Ega ci si presenta in tutto il suo splendore dopo una fila di abeti che lo nascondono. Davanti a noi il sole fa capolino dietro al maestoso Piz da Lech in direzione del rifugio Scotoni e immaginando il Lagazuoi alle sue spalle. Il pianoro è costellato di abeti, torrentelli giocosi e vacche al pascolo. All’evidente bivio con segnaletica CAI, intraprendiamo il sentiero numero 11 che si inoltra nel cuore della Val Sciarè verso il Col de Locia.
Superato un primo ponticello in legno sopra il tumultuoso Ru Sciarè, continuiamo su un piccolo tratto franato con ghiaie portate dalla forza dell’acqua fino a raggiungere un sentiero ben battuto ed evidente che si insinua nella folta vegetazione. Diverse assi in legno appostate tatticamente tra le rocce permettono di procedere in una salita costante ma mai faticosa fino a raggiungere un pianoro immerso nel verde denominato Plan de Furcia, dove abeti e rododendri allietano la vista con il sole che fa capolino tra i rami.
Usciti da questa macchia verde ci ritroviamo aperti in una sezione sassosa a quota 1955 metri dove saliamo decisi fino a raggiungere una evidente scala tortuosa con parapetti in legno. Sembra una scala lunghissima e senza fine, molto comoda per via di questi ampi gradoni di facile accesso e progressione. Da una parte la parete rocciosa di una lingua terminale del Piz da Lech dalla quale brillano dei zampilli d’acqua. Sulla parte sinistra, invece, un continuo panorama in evoluzione tra il gruppo del Sella maestoso in lontananza e l’imponente parete rosata del Piz de Conturines.
Un paio di caratteristici tornanti protetti da alte pareti rocciose da entrambi i lati ci permettono di uscire in uno spiazzo verde: siamo arrivati al Col de Locia! Dopo circa un’ora di cammino raggiungiamo la quota di 2070 metri circa, in questo splendido pianoro panoramico. Dal Piz de Lech al Conturines che fanno da cornice al gruppo del Sella “sorretto” dagli ameni prati verdeggianti del Piz Sorega. L’intera Alta Badia sembra ai nostri piedi. Continuando il panorama si possono scorgere i pinnacoli di Cima Scotoni e gli agglomerati rocciosi che preannunciano il Lagazuoi. Fanno capolino le prime Zimes de Fanes e dalla parte opposta il Piz Taibun. Al centro la via che dobbiamo intraprendere adesso che ci introduce alla Val di Fanes.
Seguiamo sempre il sentiero numero 11 dove ci accoglie un nuovo grazioso ponticello in legno su un ruscello. Gli abeti lasciano spazio ai pini mughi che creano quasi una protezione alla via che stiamo percorrendo. Improvvisamente, in corrispondenza di un tronco secolare fossilizzato presente sul sentiero, si apre una vista favolosa sul gruppo del Conturines con alla base il Ru Sciarè che si colora di un giallo ocra dorato che regala una cartolina incredibile. Continuando il percorso del ruscello con gli occhi si può intravvedere anche la Regina delle Dolomiti in lontananza: la Marmolada e il suo splendente ghiacciaio.



Data

27-06-2024

Distanza

13.78 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

605 mt

  • Montagna

    Zime de Fanes

  • Indirizzo

    Val di Fanes, Veneto-Trentino, Italy

  • Altitudine

    2161.00 m

  • Rifugi

    Malga Ütia de Gran Fanes

  • Informazioni

    Malga Ütia de Gran Fanes

Tra dolci sali-scendi raggiungiamo il cuore della Val di Fanes avvolti in un ambiente quasi magico, tra ruscelli dorati, le Zimes de Fanes da una parte e il Conturines dall’altra. L’occhio non ha modo di annoiarsi, è un continuo scoprire di anfratti, scorci incredibili tra acqua, terra e cielo. Mucche al pascolo in corrispondenza della deviazione verso la Forcella dl Lech rendono questo luogo una favola reale. In breve raggiungiamo Le Gran Plan dove una distesa di piccoli fiori gialli punteggiano questo prato di un verde acceso dove un’esile traccia terrosa lo attraversa nel centro permettendoci di superarlo restando ammaliati.
Il paesaggio cambia nuovamente e prende un taglio “lunare” con una distesa di massi gradi e piccoli che trapuntano i dossi erbosi e irregolari di un nuovo pianoro spettacolare. Quasi subito identifico la zona come possibile metropoli per le marmotte e, infatti, aguzzando l’occhio ne vediamo a iosa vicine a noi. Alcune in lontananza ci scrutano, seguono i nostri passi per capire gli spostamenti. Tornano nelle tane e sbucano poco più avanti verificando le nostre mosse. La più vicina è a pochi metri dal sentiero, riesco a muovermi furtivo e, senza disturbo, mi apposto accanto al buco di vedetta per immortalare in foto questo splendido animale.
Ad accompagnarci in questo sogno è sempre il rumore dei ruscelli che cambiano da tumultuosi a rii dolci e a pelo dell’erba. Un connubio tra montagna e acqua che apre il cuore. Paesaggi davvero indescrivibile e che caratterizzano la Val di Fanes come una perla dalle diverse colorazioni.
Vediamo in lontananza la Malga de Gran Fanes, superiamo l’ultimo ponticello in legno e, dopo meno di 3 ore dalla partenza, abbiamo raggiunto la destinazione: Ütia de Gran Fanes!
Un grazioso rifugio immerso nel verde con un’ampia terrazza esterna dove possiamo gustare le prelibatezza locali seduti comodamente con lo splendido panorama sul Monte Ciaval, i Pizes de Furcia Rossa, la Croda del Valon Bianco e, in fondo, lo spicchio dell’inconfondibile monte Cristallo! Il Ru de Fanes scorre protetto da queste cime sul lato orografico destro, mentre dall’altra il maestoso panettone del Col Bechei, delimitano questa splendida Val di Fanes che converge verso Cortina d’Ampezzo. Da qui una miriade di sentieri e percorsi adatti anche alle MTB permettono di raggiungere il rifugio Fanes poco distante, oppure proseguire per il rifugio Sennes, il rifugio Biella e salire la Croda del Becco per ridiscendere al lago di Braies.
Una zuppa d’orzo e un piatto di uova, speck e patate ci rifocillano delle energie necessarie ad intraprendere la via del ritorno. Restiamo ad ammirare ancora per qualche tempo queste splendide montagne, le guglie formate nel corso dei secoli e le stratificazioni delle varie ere geologiche quando le cime dolomitiche si formavano, pian piano, sotto il livello del mare.
Il ritorno lo effettuiamo sullo stesso percorso dell’andata, individuando particolari che ci erano sfuggiti o risultavano nascosti durante la progressione della mattina. L’escursione si rivela sempre nuova di emozioni e di scorci anche senza per forza compiere un giro ad anello come solitamente si tende ad organizzare. In meno di 2 ore dalla malga ritorniamo al Col de Locia, tappa obbligatoria per regalare una nuova cartolina ai nostri occhi. Scendiamo per la Val Sciarè e torniamo in poco più di 30 minuti alla Capanna Alpina dove termina questa fantastica e meravigliosa avventura!
Un’escursione lunga (14km) anche se con dislivello contenuto (600 metri) che consiglio a chi ha un minimo di preparazione fisica. La lunga distanza e i continui sali-scendi potrebbero affaticare se non si ha un po’ di allenamento. Invito veramente tutti a percorrere queste vie e perdersi con la fantasia tra le ambientazioni da film che la val di Fanes regala. La mente viaggia anche inconsciamente durante il trekking in questi luoghi: il pensiero tocca le cime circostanti e l’unico momento di relax totale lo si ha alla Malga de Gran Fanes. Il resto della giornata vi perderete a rincorrere le emozioni per salvarle il più possibile nella vostra memoria.



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Difficoltà

Escursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.



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