Avventura al Bec de Roces

Escursione tra Alta Badia e Veneto in un rifugio poco conosciuto

Dettagli

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    5.09 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1793.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    443 mt

  • parking Parcheggio

    Vai a GMaps

  • landscape Paesaggio

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  • historical interest Int. storico

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  • duration Durata

    3h 30m

  • altitude_max Altitudine MAX

    2236.00 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -443 mt

  • hike_type Tipo escursione

    Escursione

  • hike_difficult Difficoltà

    E

  • hike_distance Distanza

    5.09 KM

  • altitude_min Altitudine MIN

    1793.00 mt

  • altitude_max Altitudine MAX

    2236.00 mt

  • altitude_drop_positive Dislivello +

    443 mt

  • altitude_drop_negative Dislivello -

    -443 mt

  • duration Durata

    3h 30m

  • landscape Paesaggio

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Stagione

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DIC

Sentieri

Giornata uggiosa. Con Giorgia, dal nostro Hotel Gran Paradiso a San Cassiano in Alta Badia, scegliamo comunque di intraprendere una nuova avventura. Questa volta la meta è nella nostra regione natale, il Veneto. Passando per Corvara, attraverso il Passo Campolongo, torniamo in provincia di Belluno. Parcheggiamo l’auto a cavallo del passo e ci prepariamo, anche per resistere al tempo avverso, con in mente l’obiettivo di oggi: il Bec de Roces!
Prendiamo il segnavia CAI 636 su strada sterrata con una decisa pendenza. In alcuni punti si rischia anche di scivolare data la compattezza del ghiaino assieme al grado di salita della strada. È una via panoramica che permette di godere delle vette dell’Alta Badia come il Sassongher e il Sass de la Crusc. In circa 40 minuti ci eleviamo di oltre 200 metri di dislivello guadagnando il pianoro antistante il rifugio Bec de Roces.
Si apre una vista magnifica sulla Regina delle Dolomiti, in un quadro dolomitico che vede tra le cime anche quelle del Cadore con il Pelmo e il Civetta, oggi immersi in un’oscurità che fa quasi paura. In corrispondenza del rifugio, raggiungibile anche con comoda seggiovia dall’Albergo Boè prima del passo Campolongo, si può notare la caratteristica conformazione montuosa del Bec de Roces. Una pausa al rifugio è d’obbligo con un rinfrescante skiwasser.
Riprendiamo l’escursione e ci dirigiamo verso questi pinnacoli, guglie che si stagliano esili verso il cielo che oggi ci regala il suo colore grigio. Le conformazioni di dolomia creano un’immagine sempre diversa in base al punto di vista. Basta qualche passo per ammirare una diversa sfaccettatura, un punto di vista sempre nuovo. Il sentiero 640 (ex 636) parte subito dietro al rifugio, in corrispondenza dell’arrivo della seggiovia. Qui inizia anche il percorso tematico per i più piccoli denominato “Bearlock Holmes: alla ricerca dell’orso Bec”. Sul sito del rifugio (trovi il link nel box informazioni di questa pagina) sono disponibili tutte le informazioni riguardanti il percorso. In breve, è possibile ritirare la scheda del percorso all’Ufficio Turistico di Arabba. Sul sentiero si possono scoprire tutte le curiosità sulla vita del piccolo Bec e della sua famiglia utilizzando gli appositi punzoni che si trovano appesi agli Orsi lungo il percorso. Trovati tutti gli orsi, tornati al rifugio Bec de Roces è possibile consegnare la scheda e ricevere così un grazioso premio! La traccia si snoda tra piccole balze rocciose e macchie di pini mughi. Bisogna dire che questa via è adatta anche per i più piccoli che abbiano voglia di camminare e siano intraprendenti in alcuni punti un po’ meno canonici. Il sentiero è vario, in continua salita, non annoia mai con la vista di queste guglie veramente fantastiche. In alcuni anfratti è possibile immortalare anche delle splendide viste verso Arabba con dietro la mitica Marmolada. In corrispondenza del Plan da Fistì si entra in un mondo parallelo, con suolo lunare tra massi schiantati, pinnacoli fessurati che sembrano sorretti da fili invisibili. Si esce poi su una radura di baranci dove oggi le nuvole basse si rincorrono svelando il gruppo del Sella completamente innevato, anche se siamo quasi a luglio.
Arriviamo a quota 2236 metri in corrispondenza di un grosso monolite con annesso muretto a secco che permette di avere un luogo asciutto e riparato dalle forti folate di vento che caratterizzano questa forcella senza nome. Qui incrociamo il sentiero proveniente da Arabba, il CAI 637 facente parte del Sentiero Italia del CAI che collega interamente l’Italia in un unico grande e mitico sentiero. Imbocchiamo questa via tra cuscini di fiori colorati che vivacizzano questa giornata che non vuole volgere al bel tempo. Al nostro fianco svettano le pareti rocciose del gruppo del Sella con la cima del Boè nascosta ancora da qualche coltre nuvolosa. La traccia è sempre ben visibile, si alternano tratti erbosi a momenti decisamente più rocciosi e, a volte, scivolosi a causa di rivoli d’acqua. In questi punti è fondamentale passo fermo e attenzione, siamo pur sempre in un luogo sicuro ma vicini alle pareti spioventi del Ciadinel. Superiamo questa delicata zona ammirando costantemente la Regina e gustandoci il Bec de Roces da una nuova prospettiva.
In breve raggiungiamo la deviazione CAI 636/B che, attraverso un ginepraio di pini mughi ci riporta dapprima su un tratto sterrato adibito al downhill. Qui consiglio di percorrerlo rapidamente per evitare di incrociare le mountain bike sparate in discesa. Ci immettiamo nuovamente su traccia esclusiva per gli escursionisti e torniamo sul pianoro del rifugio Bec de Roces, giusto in tempo prima della pioggia.
Una pausa ristoratrice al rifugio è super consigliata viste le leccornie disponibili, l’eccellente qualità dei prodotti e l’ottima cura nella preparazione dei piatti!
Il sole fa finalmente capolino e possiamo gustarci qualche minuto di relax immersi nel calore dei raggi che fin’ora non si erano visti. Il cielo viene squarciato e possiamo ammirare una parte del bianco ghiacciaio della Marmolada, passando per la finestra di Porta Vescovo sopra Arabba: uno spettacolo! Con questi colori vivacizzati dal sole torniamo verso il Passo Campolongo gustandoci il nuovo panorama che l’andata ci aveva inibito.
Il rifugio Bec de Roces è un’escursione adatta a tutti, per i più pigri ricordo anche la possibilità di raggiungerlo in seggiovia. Per chi vuole l’esperienza completa consiglio l’esplorazione del Bec de Roces in un luogo lontano dalle masse turistiche in un ambiente quasi magico. Anche questa variante la consiglio a tutti, l’importante è avere un minimo di capacità su terreno accidentato e non avere timore di alcune immersioni tra i mughi. I panorami ripagano tutti gli sforzi e l’ottima cucina del rifugio farà sicuramente dimenticare la fatica!

Giornata uggiosa. Con Giorgia, dal nostro Hotel Gran Paradiso a San Cassiano in Alta Badia, scegliamo comunque di intraprendere una nuova avventura. Questa volta la meta è nella nostra regione natale, il Veneto. Passando per Corvara, attraverso il Passo Campolongo, torniamo in provincia di Belluno. Parcheggiamo l’auto a cavallo del passo e ci prepariamo, anche per resistere al tempo avverso, con in mente l’obiettivo di oggi: il Bec de Roces!
Prendiamo il segnavia CAI 636 su strada sterrata con una decisa pendenza. In alcuni punti si rischia anche di scivolare data la compattezza del ghiaino assieme al grado di salita della strada. È una via panoramica che permette di godere delle vette dell’Alta Badia come il Sassongher e il Sass de la Crusc. In circa 40 minuti ci eleviamo di oltre 200 metri di dislivello guadagnando il pianoro antistante il rifugio Bec de Roces.
Si apre una vista magnifica sulla Regina delle Dolomiti, in un quadro dolomitico che vede tra le cime anche quelle del Cadore con il Pelmo e il Civetta, oggi immersi in un’oscurità che fa quasi paura. In corrispondenza del rifugio, raggiungibile anche con comoda seggiovia dall’Albergo Boè prima del passo Campolongo, si può notare la caratteristica conformazione montuosa del Bec de Roces. Una pausa al rifugio è d’obbligo con un rinfrescante skiwasser.
Riprendiamo l’escursione e ci dirigiamo verso questi pinnacoli, guglie che si stagliano esili verso il cielo che oggi ci regala il suo colore grigio. Le conformazioni di dolomia creano un’immagine sempre diversa in base al punto di vista. Basta qualche passo per ammirare una diversa sfaccettatura, un punto di vista sempre nuovo. Il sentiero 640 (ex 636) parte subito dietro al rifugio, in corrispondenza dell’arrivo della seggiovia. Qui inizia anche il percorso tematico per i più piccoli denominato “Bearlock Holmes: alla ricerca dell’orso Bec”. Sul sito del rifugio (trovi il link nel box informazioni di questa pagina) sono disponibili tutte le informazioni riguardanti il percorso. In breve, è possibile ritirare la scheda del percorso all’Ufficio Turistico di Arabba. Sul sentiero si possono scoprire tutte le curiosità sulla vita del piccolo Bec e della sua famiglia utilizzando gli appositi punzoni che si trovano appesi agli Orsi lungo il percorso. Trovati tutti gli orsi, tornati al rifugio Bec de Roces è possibile consegnare la scheda e ricevere così un grazioso premio!



Data

26-06-2024

Distanza

5.09 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

443 mt

  • Montagna

    Bec de Roces

  • Indirizzo

    Passo Campolongo, Veneto, Italy

  • Altitudine

    2236.00 m

  • Rifugi

    Rifugio Bec de Roces

  • Informazioni

    Rifugio Bec de Roces

La traccia si snoda tra piccole balze rocciose e macchie di pini mughi. Bisogna dire che questa via è adatta anche per i più piccoli che abbiano voglia di camminare e siano intraprendenti in alcuni punti un po’ meno canonici. Il sentiero è vario, in continua salita, non annoia mai con la vista di queste guglie veramente fantastiche. In alcuni anfratti è possibile immortalare anche delle splendide viste verso Arabba con dietro la mitica Marmolada. In corrispondenza del Plan da Fistì si entra in un mondo parallelo, con suolo lunare tra massi schiantati, pinnacoli fessurati che sembrano sorretti da fili invisibili. Si esce poi su una radura di baranci dove oggi le nuvole basse si rincorrono svelando il gruppo del Sella completamente innevato, anche se siamo quasi a luglio.
Arriviamo a quota 2236 metri in corrispondenza di un grosso monolite con annesso muretto a secco che permette di avere un luogo asciutto e riparato dalle forti folate di vento che caratterizzano questa forcella senza nome. Qui incrociamo il sentiero proveniente da Arabba, il CAI 637 facente parte del Sentiero Italia del CAI che collega interamente l’Italia in un unico grande e mitico sentiero. Imbocchiamo questa via tra cuscini di fiori colorati che vivacizzano questa giornata che non vuole volgere al bel tempo. Al nostro fianco svettano le pareti rocciose del gruppo del Sella con la cima del Boè nascosta ancora da qualche coltre nuvolosa. La traccia è sempre ben visibile, si alternano tratti erbosi a momenti decisamente più rocciosi e, a volte, scivolosi a causa di rivoli d’acqua. In questi punti è fondamentale passo fermo e attenzione, siamo pur sempre in un luogo sicuro ma vicini alle pareti spioventi del Ciadinel. Superiamo questa delicata zona ammirando costantemente la Regina e gustandoci il Bec de Roces da una nuova prospettiva.
In breve raggiungiamo la deviazione CAI 636/B che, attraverso un ginepraio di pini mughi ci riporta dapprima su un tratto sterrato adibito al downhill. Qui consiglio di percorrerlo rapidamente per evitare di incrociare le mountain bike sparate in discesa. Ci immettiamo nuovamente su traccia esclusiva per gli escursionisti e torniamo sul pianoro del rifugio Bec de Roces, giusto in tempo prima della pioggia.
Una pausa ristoratrice al rifugio è super consigliata viste le leccornie disponibili, l’eccellente qualità dei prodotti e l’ottima cura nella preparazione dei piatti!
Il sole fa finalmente capolino e possiamo gustarci qualche minuto di relax immersi nel calore dei raggi che fin’ora non si erano visti. Il cielo viene squarciato e possiamo ammirare una parte del bianco ghiacciaio della Marmolada, passando per la finestra di Porta Vescovo sopra Arabba: uno spettacolo! Con questi colori vivacizzati dal sole torniamo verso il Passo Campolongo gustandoci il nuovo panorama che l’andata ci aveva inibito.
Il rifugio Bec de Roces è un’escursione adatta a tutti, per i più pigri ricordo anche la possibilità di raggiungerlo in seggiovia. Per chi vuole l’esperienza completa consiglio l’esplorazione del Bec de Roces in un luogo lontano dalle masse turistiche in un ambiente quasi magico. Anche questa variante la consiglio a tutti, l’importante è avere un minimo di capacità su terreno accidentato e non avere timore di alcune immersioni tra i mughi. I panorami ripagano tutti gli sforzi e l’ottima cucina del rifugio farà sicuramente dimenticare la fatica!



Non perdere l'occasione di vivere l'emozione dell'escursione che hai appena letto!
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Difficoltà

Escursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.



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