Dettagli
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàT
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Distanza9.63 KM
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Altitudine MIN1545.00 mt
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Dislivello +568 mt
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Parcheggio
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Paesaggio





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Int. storico





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Durata3h
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Altitudine MAX2113.00 mt
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Dislivello --568 mt
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Tipo escursioneEscursione
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DifficoltàT
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Distanza9.63 KM
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Altitudine MIN1545.00 mt
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Altitudine MAX2113.00 mt
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Dislivello +568 mt
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Dislivello --568 mt
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Durata3h
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Paesaggio





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Int. storico





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Parcheggio
Una meta solitamente scelta dagli abitati del posto, di conseguenza ancora lontana dalle masse turistiche che intasano le meravigliose Dolomiti della Val Badia. Un rifugio da scoprire e tutto da vivere.
Raggiungiamo l’abitato di Longiarü (o Longiarù) e proseguiamo sulla strada principale, superiamo su stretto ponte il Ru de Longiarù, arrivando così al parcheggio di Val di Morins (i Pinis). Il parcheggio è a pagamento (6€ al giorno) e c’è la possibilità di pagare anche con carta.
Imbocchiamo il sentiero sterrato con segnavia CAI numero 5 in direzione del Ciampcios. La giornata non è delle migliori e il cielo grigio non ha l’aria di lasciare spazi azzurri per oggi. Questo non ci abbatte e ci inoltriamo nella Val de Longirù dove veniamo rapiti dalla sua bellezza: prati in fiore, ruscelli ameni che zampillano ai margini del sentiero, baite isolate da distese verdeggianti e mucche al pascolo che coronano una classica cartolina di montagna.
Dopo pochi minuti dalla partenza, sulla sinistra notiamo le sorgenti Pares con segnaletica CAI “Munt Corta”. Vediamo che lo scenario da cartolina diventa ancora più magico con cascatelle rapide, un ponticello in legno e il bosco a corolla: un sogno!
In breve arriviamo ad un bivio, continuiamo diritti imboccando la variante CAI 5A, la più semplice, lunga ma con pendenza sempre controllata e dolce. Procediamo nel sottobosco fitto di abeti e macchie di un giallo intenso formate dai fiori “botton d’oro”. La via è abbastanza monotona poichè solo in alcune occasioni è possibile avere degli scorci sul gruppo del Puez alla sinistra. Mai difficile o faticosa, la strada procede con costanza molto piacevole e adatta a tutti.
Dopo poco meno di un’ora di cammino si raggiunge la dorsale Ciampecios dove cominciano un paio di dolci tornanti che permettono di guadagnare il dislivello finale che ci divide dall’ütia. Ora è possibile iniziare ad ammirare il gruppo del Puez osservando la cima Dodici e il caratteristico Piz de Puez. I prati in fiore con colori che vanno dal giallo al viola e caratteristiche baite in legno, ci accompagnano sul pianoro finale che preannuncia il rifugio. A 1h e 40m dalla partenza raggiungiamo così Ütia Ciampcios ai piedi del maestoso gruppo del Puez-Odle. Il panorama è spettacolare: la corona montuosa del Puez che si staglia come una muraglia a protezione del Ciampcios, la Cresta del Longiarù chiude l’omonima valle e collega il gruppo delle Odle che però rimane impalpabile dalle nubi che lo accerchiano. Verso Est la bellissima vista sul Sass de la Crusc che sovrasta Badia. L’ütia Ciampcios è chiusa quindi ci rifocilliamo con dei viveri portati da casa e proseguiamo per raggiungere anche il rifugio Stevia poco più avanti.
Altri 100 metri di dislivello e raggiungiamo il rifugio anch’esso chiuso, purtroppo… Siamo nel cuore della dorsale del Munt da Medalges. Scavallando questa lingua di terra si arriverebbe dapprima alla Malga Medalges e successivamente al rifugio Genova nel cuore delle Odle. Visto il meteo imprevedibile e ancora cupo, decidiamo di ritornare sui nostri passi e scendere all’abitato di Longiarù.
Superata la Ütia Ciampcios, ritornati sul pianoro che la preannunciava, scegliamo di intraprendere la variante 5 con segnavia ben visibile su un albero in corrispondenza del primo tornante in discesa.
La scelta risulta azzeccata e compiamo un giro ad anello immersi nel bosco, tra baite da sogno e rii che ci accompagnano con il suono rilassante. Questa variante è decisamente più divertente, immersa anch’essa nel bosco, leggermente più faticosa da fare in salita. La consiglio come alternativa al ritorno.
Dopo lo stesso tempo speso per l’andata, ritorniamo alla macchina senza aver preso pioggia, fortunatamente. Qui notiamo un cartello che ci indica chiaramente che il lunedì è giorno di chiusura del rifugio Ciampcios… e oggi è lunedì!
Si conclude un’escursione in un luogo poco conosciuto, frequentato principalmente da locali. Un’avventura per grandi e piccini, allenati o meno. La strada sterrata con la dolce pendenza permette di godere dell’esperienza davvero a chiunque! Anche l’esiguo dislivello non affatica e permette di raggiungere la bellissima Ütia Ciampcios in tutta tranquillità. Ci torneremo sicuramente per scoprire le prelibatezze che l’Ütia Ciampcios ha da regalare all’escursionista!
Estate 2024, comincia l’avventura in Alta Badia assieme a Giorgia. Come prima escursione della stagione estiva scegliamo un obiettivo alla portata di tutti, nel cuore della Val Badia, a pochi passi dal centro di San Martino in Badia: l’ütia Ciampcios!
Una meta solitamente scelta dagli abitati del posto, di conseguenza ancora lontana dalle masse turistiche che intasano le meravigliose Dolomiti della Val Badia. Un rifugio da scoprire e tutto da vivere.
Raggiungiamo l’abitato di Longiarü (o Longiarù) e proseguiamo sulla strada principale, superiamo su stretto ponte il Ru de Longiarù, arrivando così al parcheggio di Val di Morins (i Pinis). Il parcheggio è a pagamento (6€ al giorno) e c’è la possibilità di pagare anche con carta.
Imbocchiamo il sentiero sterrato con segnavia CAI numero 5 in direzione del Ciampcios. La giornata non è delle migliori e il cielo grigio non ha l’aria di lasciare spazi azzurri per oggi. Questo non ci abbatte e ci inoltriamo nella Val de Longirù dove veniamo rapiti dalla sua bellezza: prati in fiore, ruscelli ameni che zampillano ai margini del sentiero, baite isolate da distese verdeggianti e mucche al pascolo che coronano una classica cartolina di montagna.
Dopo pochi minuti dalla partenza, sulla sinistra notiamo le sorgenti Pares con segnaletica CAI “Munt Corta”. Vediamo che lo scenario da cartolina diventa ancora più magico con cascatelle rapide, un ponticello in legno e il bosco a corolla: un sogno!
In breve arriviamo ad un bivio, continuiamo diritti imboccando la variante CAI 5A, la più semplice, lunga ma con pendenza sempre controllata e dolce. Procediamo nel sottobosco fitto di abeti e macchie di un giallo intenso formate dai fiori “botton d’oro”. La via è abbastanza monotona poichè solo in alcune occasioni è possibile avere degli scorci sul gruppo del Puez alla sinistra. Mai difficile o faticosa, la strada procede con costanza molto piacevole e adatta a tutti.
Dopo poco meno di un’ora di cammino si raggiunge la dorsale Ciampecios dove cominciano un paio di dolci tornanti che permettono di guadagnare il dislivello finale che ci divide dall’ütia. Ora è possibile iniziare ad ammirare il gruppo del Puez osservando la cima Dodici e il caratteristico Piz de Puez. I prati in fiore con colori che vanno dal giallo al viola e caratteristiche baite in legno, ci accompagnano sul pianoro finale che preannuncia il rifugio.
Data
24-06-2024
Distanza
9.63 KM
Tipo escursione
Escursione
Dislivello
568 mt
- Montagna
Puez-Odle
- Indirizzo
Alta Badia, Trentino Alto Adige, Italy
- Altitudine
2113.00 m
- Rifugi
Ütia Ciampcios
- Informazioni
A 1h e 40m dalla partenza raggiungiamo così Ütia Ciampcios ai piedi del maestoso gruppo del Puez-Odle. Il panorama è spettacolare: la corona montuosa del Puez che si staglia come una muraglia a protezione del Ciampcios, la Cresta del Longiarù chiude l’omonima valle e collega il gruppo delle Odle che però rimane impalpabile dalle nubi che lo accerchiano. Verso Est la bellissima vista sul Sass de la Crusc che sovrasta Badia. L’ütia Ciampcios è chiusa quindi ci rifocilliamo con dei viveri portati da casa e proseguiamo per raggiungere anche il rifugio Stevia poco più avanti.
Altri 100 metri di dislivello e raggiungiamo il rifugio anch’esso chiuso, purtroppo… Siamo nel cuore della dorsale del Munt da Medalges. Scavallando questa lingua di terra si arriverebbe dapprima alla Malga Medalges e successivamente al rifugio Genova nel cuore delle Odle. Visto il meteo imprevedibile e ancora cupo, decidiamo di ritornare sui nostri passi e scendere all’abitato di Longiarù.
Superata la Ütia Ciampcios, ritornati sul pianoro che la preannunciava, scegliamo di intraprendere la variante 5 con segnavia ben visibile su un albero in corrispondenza del primo tornante in discesa.
La scelta risulta azzeccata e compiamo un giro ad anello immersi nel bosco, tra baite da sogno e rii che ci accompagnano con il suono rilassante. Questa variante è decisamente più divertente, immersa anch’essa nel bosco, leggermente più faticosa da fare in salita. La consiglio come alternativa al ritorno.
Dopo lo stesso tempo speso per l’andata, ritorniamo alla macchina senza aver preso pioggia, fortunatamente. Qui notiamo un cartello che ci indica chiaramente che il lunedì è giorno di chiusura del rifugio Ciampcios… e oggi è lunedì!
Si conclude un’escursione in un luogo poco conosciuto, frequentato principalmente da locali. Un’avventura per grandi e piccini, allenati o meno. La strada sterrata con la dolce pendenza permette di godere dell’esperienza davvero a chiunque! Anche l’esiguo dislivello non affatica e permette di raggiungere la bellissima Ütia Ciampcios in tutta tranquillità. Ci torneremo sicuramente per scoprire le prelibatezze che l’Ütia Ciampcios ha da regalare all’escursionista!
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DifficoltàTuristico - Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri. I percorsi generalmente non sono lunghi, non presentano alcun problema di orientamento e non richiedono un allenamento specifico se non quello tipico della passeggiata. |