Prati dell'Armentara

Dal rifugio Santa Croce, passando per la grotta della neve


Giornata soleggiata, il termometro segna già una temperatura considerevole per la stagione, neanche una nuvola in cielo. La solita colazione abbondante di prelibatezze dolci e fragranti e con Giorgia siamo pronti per un’altra fantastica avventura in Alta Badia. La tappa di oggi è un insieme di luoghi raggiungibili in un’unica escursione: bisogna tenere a mente solo la lunghezza del percorso che non è per tutti!
Raggiungiamo l’abitato di Badia dove, all’inizio della strada per il centro sulla destra, parte la seggiovia La Crusc. Due blocchi composti da una seggiovia e un’ovovia che permettono di raggiungere velocemente la quota dei 2000mt partendo da poco più di 1300mt. Optiamo per una corsa di sola andata perché al ritorno contiamo di raggiungere l’auto in autonomia. Già la salita in seggiovia regala una vista stupenda sui prati di San Leonardo (frazione di Badia) e sull’imminente massiccio rosa dolomitico del Sass de la Crusc o Sas dla Crusc (Sasso della Croce). Il secondo troncone dell’ovovia obbliga a girarsi di 180 gradi in direzione opposta del massiccio per rimanere sorpresi dalla spettacolare vista sul gruppo del Puez, Gherdenacia e Sassongher su tutti, sul gruppo del Sella, Piz Boè fino alla Marmolada!
Arrivati a destinazione con l’ovovia è doveroso fare le prime foto allo spettacolo del panorama. Pochi passi ci separano dal santuario di Santa Croce e dall’omonimo rifugio (La Crusc) proprio a fianco alla chiesetta. La chiesa è un piccolo gioiello che vale la pena di osservare con calma. La particolarità di questo luogo è che tutti i sentieri che la raggiungono (CAI 7, 13 e 15) nel tratto finale, prima di arrivare alla chiesa, hanno delle piccole croci con delle pitture/foto e descrizioni che rappresentano le stazioni della Via Crucis.
Il nostro primo obiettivo della giornata è la Grotta della Neve! Imbocchiamo quindi il sentiero CAI 7 che, fino ad arrivare alla biforcazione con il successivo sentiero CAI 15B, ha una composizione ghiaiosa e con una pendenza decisa. Al bivio la traccia cambia e diventa molto più gradevole con il percorso che tiene un saliscendi piacevole, su sterrato alternato alle radici affioranti dei pini mughi. In alcuni punti la vegetazione ha preso il sopravvento limitando la larghezza del sentiero. A circa metà della traccia 15B si arriva ad un piccolo ghiaione e il percorso diventa totalmente sassoso. Qui fa capolino una piccola lingua di neve che resiste ancora al caldo incombente. Alzando lo sguardo notiamo anche un capriolo che sbuca da una roccia sopra di noi, si gira e sparisce dietro ai massi. Riprendiamo il sentiero e ci addentriamo nuovamente nel bosco fino a quota 2100mt dove sbuchiamo nuovamente in un ghiaione. Questa volta però è molto più imponente: siamo sotto alla parete rocciosa del Sass de la Crusc e, più precisamente, in corrispondenza della cima del Sasso delle Dieci (Sas dales Diesc).
Qui il massiccio montuoso regala un po’ di ombra per alcune ore della giornata e infatti è presente una notevole quantità di neve, moltissima per la stagione in cui siamo. Il nevaio si distende per tutta la lunghezza del ghiaione e ci costringe ad una bella escursione sulla neve! Secondo la cartina manca poco alla deviazione per raggiungere la grotta, ma ancora non vediamo nulla. Troviamo altre persone che cercano avanti e indietro, controlliamo la cartina aiutati anche dal GPS: siamo esattamente sopra alla grotta! Le abbondanti nevicate dell’ultima stagione invernali non hanno permesso la creazione della famosa grotta per fine giugno. Ci vorrà ancora qualche settimana prima di riuscire a vedere e accedere a questa singolarità naturale. Noi non ci abbattiamo e ci godiamo la splendida cascata che si è formata a monte, centinaia di metri sopra di noi, e che regala uno spettacolo meraviglioso!



Data

22-06-2021

Distanza

15.50 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

377 mt

  • Montagna

    La Crusc (Sas dla Crusc)

  • Indirizzo

    Badia, Trentino Alto Adige, Italy

  • Altitudine

    2131.00 m

  • Rifugi

    Rifugio Santa Croce

  • Informazioni

    Rifugio Santa Croce

Percorriamo a ritroso il sentiero dell’andata e ritorniamo al rifugio per rifocillarci con delle bella uova, speck e patate e una puccia tradizionale. Ora siamo pronti per la prossima metà: i prati dell’Armentara. A sinistra del rifugio, intraprendiamo il sentiero CAI 15 che dapprima scende per qualche centinaio di metri, guadiamo un pezzo melmoso e raggiungiamo una strada sterrata molto ampia e con una pendenza dolce che ci accompagnerà per il resto del tragitto. Fin da subito sono presenti, ai lati della via, una serie di baite e piccole casette di legno che creano degli scorci interessanti. Sullo sfondo si staglia sempre il gruppo de Sella e la Marmolada sulla sinistra, oggi particolarmente sgombra da nuvole, è il soggetto ideale per dei panorami fantastici. Il percorso tendenzialmente porta a scendere grazie ad una serie di curve e contro curve a tratti in mezzo al bosco che porta un po’ di ombra necessaria per la calda giornata. In breve, a quota 1900mt, la strada si appiana, tiene un’andatura costante e dritta ci porta finalmente sui prati dell’Armentara! Una distesa di verde a perdita d’occhio, grazie alla stagione in cui siamo i prati sono anche dipinti da chiazze gialle e bianche che danno profondità e sinuosità ai prati. Una grande quantità di piccole e tradizionali baite fanno capolino qua e là senza essere raggiunte da alcuna stradina: sembra che un bambino le abbia disposte lì casualmente per giocarci. Il Sas de la Crusc domina i prati rendendoli quasi fatati. La totale assenza di persone o altri escursionisti ci fa godere appieno di questa magnifica vista. Qualche albero isolato permette di riposarsi all’ombra. Le poche nuvole che si sono create durante la giornata creano macchie di colore più scuro sui prati. Ogni sguardo da sinistra a destra è una cartolina fantastica! Continuiamo a percorrere la strada fino ad arrivare ad una deviazione sulla sinistra che indica “Ranch da Andrè”. Prendiamo la stradina che adesso ci fa salire per qualche decina di metri di dislivello fino a raggiungere questo rifugio. Qui troviamo cavalli, mucche e caprette che fanno la felicità dei più piccoli. Ci dissetiamo con un bel the freddo seduti su un tavolo con vista sul Sassongher e il Gherdenacia.
Riprendiamo quindi la discesa in direzione Badia. La strada sterrata qui scende in modo più deciso rispetto a quella che abbiamo percorso fin’ora. Le continue anse creano scorci sempre nuovi e vari. Anche qui siamo immersi nel verde, gli alberi sono più presenti rispetto ai prati dell’Armentara, ma la tipologia di paesaggio dà sempre la sensazione di calma e relax. Raggiungiamo anche un piccolo laghetto che sicuramente verrà usato come abbeveratoio dalle vacche. Continuiamo a scendere velocemente fino ai 1600mt dove incrociamo una strada asfaltata e vediamo delle indicazioni per il vicino Col D’Anvì. Ci riposiamo su una panchina e riprendiamo gli ultimi chilometri per raggiungere l’abitato di San Leonardo. Qui costeggiamo allevamenti di mucche e percorriamo il sentiero CAI 7A che si sviluppa in un fresco boschetto. Raggiungiamo in breve il piccolo centro e percorrendo la strada principale sbuchiamo poco sopra il parcheggio e la partenza della seggiovia che abbiamo lasciato la mattina.
L’avventura di oggi è stata davvero incredibile con luoghi fantastici e diversi per tipologia e bellezza. La grotta della neve, anche se non siamo riusciti a vederla, ha regalato grandi emozioni. I prati dell’Armentara, con il loro verde rilassante sono una delle mete più appaganti per un escursionista. Se si raggiunge in auto la frazione di Furnacia, i prati dell’Armentara possono essere percorsi da grandi e piccini, anche in passeggino. Il Ranch da Andrè permette un comodo ristoro. L’Alta Badia si conferma il connubio perfetto tra avventura per escursionisti esperti e per famiglie!




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Difficoltà

Escursionisti - Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono attrezzatura ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.