Cison di Valmarino selvaggio

Via impervia attraverso il Crodon de Farega e la forcella del Diavol


Fine novembre e le giornate sono ancora splendide: temperatura mite, sole e nessuna nuvola in cielo. C'è sempre l'incognita degli assembramenti, del Covid e quindi si deve ricercare un itinerario nascosto, impervio, fuori dalle vie convenzionali.
Diego ha preventivamente avuto questa idea, ha studiato un itinerario impeccabile e io l'ho seguito a ruota!Ci troviamo a Cison di Valmarino ai piedi delle Prealpi Venete Trevigiane, punto di partenza è l'ampio parcheggio a fianco ad una vecchia casa colonica a pochi passi dal campo sportivo del paese.L'obiettivo dell'escursione di oggi sono le magnifiche creste per arrivare ai piedi del monte Schiaffet e all'insidiosa Val del Diavol.
Dal parcheggio, prendiamo la stradina retrostante la casa colonica e in breve raggiungiamo il campo sportivo da cui imbocchiamo una strada sterrata in direzione Casera Col. Prima di raggiungerla deviamo decisamente a sinistra su tornanti dove troviamo l'indicazione "Le Bombarde". Questa sarà la nostra prima tappa di cresta per arrivare alla cima del monte Castelaz: un cucuzzolo dal quale si può ammirare sulla propria destra il paese di Valmareno e Follina, mentre sulla sinistra Cison di Valmarino.
Il sole picchia forte anche se siamo a novembre e da questa cima si ha un'idea del percorso: una serie di sali e scendi per creste erbose e con rocce affioranti (a tratti da arrampicare). Tutta questa linea retta montuosa è denominata "Prese Deserte" e tira una linea immaginaria verso N-NE in direzione della cima Vallon Scuro. Il terreno che si presenta è prevalentemente erboso, secco in questa stagione. Arrivati a quota 800 mt circa ci aspetta un ripido sentiero che ci fa perdere notevole dislivello. Qui il terreno si fa più viscido, umido e insidioso per la mancanza di sole diretto. Arrivati alla base della discesa ci troviamo davanti un muro di roccia con cuscinetti di paglia: il Crodon de Farega. Questa cima sarà la nostra massima quota della giornata: 919 mt.
Sembra una quota bassa, insignificante, ma mai sottovalutare la montagna. La ripidità del crodon non fa rimpiangere le cime più altisonanti, il susseguirsi di rocce e passaggi stretti in cui serve fare qualche brevissima arrampicata, danno un gusto particolare alla vetta. La vista poi dallo spiazzo sommitale è veramente bellissima: spazia su tutta la valle di Cison sottostante e sulla corona delle Prealpi in cui siamo incastonati.



Data

29-11-2020

Distanza

11.50 KM

Tipo escursione

Escursione

Dislivello

963 mt

  • Montagna

    Crodon de Farega

  • Indirizzo

    Cison di Valmarino, Veneto, Italy

  • Altitudine

    919.00 m

  • Rifugi

  • Informazioni

Il monte Schiaffet sembra a portata di mano, vicino, ma a dividerci c'è la fatidica forcella del Diavol! Lasciata la vetta del Crodon, abbiamo seguito il sentiero tenendoci sulla sinistra, evitando di rimanere sulla lama del costone roccioso. Optando per la più "comoda" discesa nel sottobosco e risalita con traversata in quota. Qui ci sono i passaggi più delicati e pericolosi dell'escursione. Il traverso obbligato che ci permette di arrivare in forcella è un susseguirsi di spuntoni di roccia verticali con pochissimo appoggio per gli scarponi in passaggi relativamente verticali rivolti verso l'ombrosa Val Farega sottostante.
E dopo lo sforzo, l'attenzione e il passo sicuro che serve, eccoci alla forcella: una lingua di terra con una vista vertiginosa sull'erbosa Val del Diavol. Cominciamo quindi la discesa con l'accortezza necessaria vista la decisa pendenza. Alcuni punti richiedono particolare attenzione per umidità e scivolamento. Perdiamo quota velocemente e ad un certo punto ci ritroviamo in un prato erboso circondati da alberi completamente inclinati a 45 gradi! Qui in primavera ci sono distese di narcisi bianchi caratteristici.
Alla quota di 600 mt raggiungiamo la Cascata del Pissol: un rigagnolo di acqua costantemente presente che permette una bella rinfrescata. Da qui prendiamo una deviazione per San Gaetano. Il sentiero ci obbliga nuovamente alla salita, ancora... Un sentiero sulla spalla della montagna, proprio sotto le "Prese Deserte" percorse nella mattinata. Raggiunto il piccolo capitello di San Gaetano di siamo rifocillati, pronti per l'ultima ora di cammino percorrendo ancora il traverso senza segnavia denominato "Agron di Ciae". Al termine ci siamo raccordati con le strade sterrate delle case più a nord di Cison e, tagliando per i campi, ci siamo ricongiunti al parcheggio chiudendo il percorso ad anello.
Un'escursione insolita: certe volte non occorre inseguire sentieri turistici, cime altisonanti o rifugi famosi per godere della vera Montagna!




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Difficoltà

Escursionisti Esperti - sono intinerari generalmente segnalati ma con qualche difficoltà: il terreno può essere costituito da pendii scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, pietraie, lievi pendii innevati o anche singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata (uso delle mani in alcuni punti). Pur essendo percorsi che non necessitano di particolare attrezzatura, si possono presentare tratti attrezzati se pur poco impegnativi. Richiedono una discreta conoscenza dell'ambiente alpino, passo sicuro ed assenza di vertigini. La preparazione fisica deve essere adeguata ad una giornata di cammino abbastanza continuo.



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